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#Ostia, Vittorio Emanuele ‘Le emergenze sociali e abitative non si affrontano col manganello’

Un incontro informale con il prefetto Vulpiani.

#Ostia, Vittorio Emanuele ‘emergenze sociali e abitative non si affrontano col manganello’

Il Faro on line – “Facciamo presente che la comunità del centro socio abitativo del Vittorio Emanuele vive all’interno della struttura da 20 anni in seguito a una assegnazione da parte del comune di Roma“, così in una nota il Centro socio abitativo della Vittorio Emanuele di Ostia.

“Chiediamo il rispetto delle leggi”

“Non siamo occupanti abusivi – prosegue la nota – chiediamo il rispetto delle leggi dello stato da parte di chi è stato mandato a ripristinare la legalità, non abbiamo sfondato le porte non abbiamo occupato alcuno stabile”.

Viviamo nella struttura legalmente e le residenze che abbiamo lo dimostrano e lo riconoscono – sottolinea la comunità del Centro della Vittorio Emanuele – uno sgombero coatto sarrebbe un atto illegale e rappresenterebbe un abuso di potere.

“Nessuna soluzione”

“A dispetto di quanto promesso dalla commissione prefettizia nell’ incontro del 13 aprile scorso e dichiarato sulla stampa in merito alle soluzioni alternative per chi vive nella colonia Vittorio Emanuele, ribadiamo come nessuna soluzione e nessun incontro ufficiale è avvenuto in seguito.

“Il Prefetto ha alzato un muro”

“Da alcuni giorni si vanno creando le condizioni per una soluzione violenta e razzista nei confronti della comunità di residenti del centro socio abitativo. Questa mattina una delegazione del centro abitativo ha incontrato informalmente il prefetto Vulpiani che ha chiuso tutte le porte a una soluzione negoziata” prosegue la nota.

“Il Prefetto ha alzato un muro  – denuncia il Centro socio abitativo – che nega ogni forma di dialogo e la possibilità di cercare soluzioni alternative alla sgombero coatto da parte delle forze dell’ordine. Per l’ennesima volta le istituzioni vanno contro i diritti fondamentali delle persone. Forti coi deboli e deboli coi forti: vergogna”.

“Non siamo criminali”

“Una cosa ci è però chiara – prosegue la nota – siamo diventati carne da macello da dare in pasto a una opinione pubblica aizzata dalle parole diffamatorie di chi oggi dirige il Municipio e che specula senza scrupoli sulla nostra pelle sperando di fare carriera attraverso operazioni spot, scavalcando chi governa la città di roma. “Criminali” non siamo noi, caro prefetto Vulpiani, ma le istituzioni e chi come lei le dirige, in una guerra assurda ai poveri”.

“Il centro abitativo è composto da nuclei familiari e da individui singoli, sia italiani che stranieri, in molti casi si tratta di persone in condizioni di forte vulnerabilità sociale come – spiega il Centro socio abitativo del Vittorio Emanuele – anziani, disabili, giovani senza impiego, minori: una comunità multietnica di cittadini ai quali il comune ha regolarmente assegnato lo spazio e riconosciuto il certificato di residenza, e che ora, violando ogni logica e diritto, intende sgomberare.

“Le emergenze sociali e quelle abitative in particolare non si affrontano col manganello ma con politiche di inclusione, caro Prefetto” prosegue la nota.

“Abbiamo chiesto una soluzione dignitosa”

“Siamo stati accusati di essere criminali , spacciatori eccetera, quando da anni denunciamo il nostro stato di isolamento e chiediamo l’attivazione di politiche finalizzate all’emersione sociale. Se c’è un problema di sicurezza – domandano – non basterebbe l’intervento su chi è responsabile penalmente?”.

“Abbiamo chiesto e rilanciamo la proposta di una soluzione dignitosa, pacifica e negoziata, perché nessuno uscirà volontariamente senza soluzioni. Perciò facciamo appello a esprimere solidarietà a richiedere con forza l’apertura di un vero tavolo politico con la sindaca Virginia Raggi, l’Assessore alle politiche sociali e al patrimonio. Ciascuno si prenda le proprie responsabilità”, conclude la nota.