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La tragedia di Torino, al vaglio degli inquirenti l’ipotesi di “procurato allarme”

La Digos ha cercato un ragazzo a petto nudo con zaino sulle spalle, individuato in un filmato. Sono state denunciate due persone che avrebbero ammesso la bravata

La tragedia di Torino, al vaglio degli inquirenti l’ipotesi di “procurato allarme”

Il Faro on line – A quasi 24 ore, dai drammatici fatti avvenuti in Piazza San Carlo, durante la visione di migliaia di tifosi, della finale di Champions League, i feriti ufficiali sono 1.527, ma potrebbe salire il numero dei coinvolti, nel caos. Ciò che ha comunicato la Prefettura non lascia spazio al dubbio: “Folla presa dal panico e da psicosi da attentato terroristico”.

Sono ancora negli occhi e nell’inconscio dei molti, le immagini andate in onda da Piazza San Carlo. Un’onda umana in movimento, che ne travolge un’altra, assorta a vedere la partita tra Juve e Real Madrid e così spaventata poi, da guardarsi indietro e da correre via. Il risultato, di questo evento devastante, è stata una tragedia. Migliaia di feriti e 3 persone ricoverate, in gravi condizioni. Anche un bimbo è rimasto coinvolto, nella calca da panico. Kevin è rimasto schiacciato da quell’immensa fuga incontrollata di persone, rapite dallo spavento e dall’angoscia. Si trova, all’Ospedale Regina Margherita, nel reparto infantile.

Le indagini degli inquirenti si sono concentrate su un video in particolare. Come indicato dall’Ansa e da SkyTg24, tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, anche se non la più accreditata, c’è quella che a scatenare lo spaventoso panico in Piazza San Carlo, potrebbe essere stato il giovane all’interno del filmato, delle telecamere della città. Sta a braccia aperte e a torso nudo. In posizione evocativa, del gesto consueto del kamikaze. Di fronte al ristorante Caval ‘d Brons, ha intorno a lui, il vuoto. Sta fermo, con zaino sulle spalle, nel caos. In questo modo, si è avviata l’indagine per “procurato allarme”. Tuttavia, l’inchiesta è avviata e le cause si stanno ancora cercando, tra le tante ipotesi indicate. Non esiste conferma, su quale elemento possa essere stato a scatenare, il panico.

Dalle prime notizie che sono filtrate, dagli ambienti della Procura, come indica Gazzetta.it, sembra che siano due i ragazzi denunciati, che avrebbero ammesso la bravata. Molti tifosi bianconeri hanno fatto notare con insistenza che mancassero vie di fuga e controlli. C’erano anche tantissime bottiglie di vetro in terra, vendute dagli ambulanti. Il vetro sul pavimento della piazza avrebbe causato molte di quelle ferite, riportate dalle persone. Ed è tornata alla mente dei tifosi, la notte dell’Heysel. Alcune analogie hanno fatto pensare a quella notte di Bruxelles. Il panico, il dolore, il fuggi  fuggi e la tragedia. Anche le immagini andate in onda in tv, dopo che la piazza si è spopolata hanno rimandato alla mente, ciò che venne alla luce, in Curva Zeta. Le grate a terra, gli indumenti dei tifosi sparsi e il sangue.

Intanto, Kevin è in coma farmacologico e sarà svegliato domani, come indica il padre, su Gazzetta.it. Angela, la sorella ammette in lacrime: “Eravamo vicini al maxischermo. Volevamo allontanarci perché c’era troppa ressa. E’ scoppiato poi il panico e tutti correvano. Un uomo di colore ha aiutato a tirare fuori il mio fratellino dalla calca. Vorrei rintracciarlo, per ringraziarlo”.

Lascia una profonda amarezza dentro, ciò che è accaduto e fa pensare a quanto sia sensibile in questo momento storico, il tema del terrorismo e delle sue conseguenze. Persino lo sport ne è stato sporcato. E’ radicata nell’animo delle persone, la paura per questo fenomeno devastante e le immagini andate in onda da Torino, lo testimoniano.