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M5S ‘Se continua così a #Ladispoli, la Tari non diminuirà mai’

I ricavi della rivendita del materiale riciclato "regalati" alla ditta che ha vinto il bando, in aggiunta a dei premi percentuale oltre la soglia del 68%.

M5S ‘Se continua così a #Ladispoli, la Tari non diminuirà mai’

Il Faro on line – “L’Amministrazione Paliotta è riuscita a sbagliare l’unica cosa che sembrava aver indovinato nei suoi dieci anni di mandato: la raccolta differenziata Solo i nostri amministratori, appoggiati da un’opposizione di facciata e che adesso si candida a governare la città, sono riusciti a fare una cosa mai raggiunta in nessun altro comune al mondo: rendere antieconomica la raccolta differenziata” – così in una nota il Movimento 5 Stelle di Ladispoli.

“Gli studi del settore dimostrano che la raccolta differenziata porta a porta, dopo un primo periodo in cui è più cara della normale raccolta stradale, diventa economicamente vantaggiosa.

Questo perché si conferiscono minori rifiuti in discarica e si guadagna dalla rivendita del materiale riciclato (vetro, plastica, carta, metalli). Come tutti sanno, i nostri amministratori, con la complicità delle opposizioni dormienti, hanno “regalato” i ricavi alla ditta che ha vinto il bando (Massimi Ecologia), adducendo come scusa il fatto che, in questo modo, in gara di appalto si sarebbe spuntato un prezzo più basso (e quindi una Tari più bassa).

La cosa, puntualmente, non è avvenuta, ma non è questo il punto dolente. Nel contratto è previsto che la ditta riceva un premio dello 0,5% sull’ammontare dell’appalto, in caso di superamento della soglia del 68% di raccolta differenziata. Questo premio è calcolato su ogni punto in più ed è senza limite.

Ad esempio – prosegue il comunicato – in caso la raccolta differenziata raggiungesse il 78%, questi 10 punti di differenza (da 68 a 78) corrisponderebbero a un aumento del 5% del costo del contratto, e così via, fino ad arrivare all’assurdo: l’ipotetico raggiungimento del 100% di raccolta differenziata costerebbe ai cittadini il 16% in più; costo interamente a carico della Tari.

Il cittadino, quindi, potrebbe obiettare: se io non conferisco più niente in discarica, non dovrei pagare di meno? E qui nasce l’inganno. Dalla prima liquidazione del “premio” alla ditta Massimi si evince che, nell’anno 2016, il raggiungimento del 71% di Rd è costato ai cittadini di Ladispoli ben 92.000 euro (det. dirigenziale n. 479 del 15/03/17 ). Ma quanto sarebbe costato non fare la raccolta differenziata? Questo incremento della Rd corrisponde a circa 650 tonnellate di rifiuti.

Considerata una media dei costi di conferimento del rifiuto non differenziato pari a 120 euro/tonnellata, si arriva alla conclusione che, non facendo la raccolta differenziata, si sarebbero spesi circa 78.000 euro. Abbiamo dunque pagato quasi 14.000 euro in più e siamo ancora al 71%. Se per ipotesi assurda si dovesse arrivare, come detto sopra, al 100% di raccolta differenziata, i cittadini di Ladispoli arriverebbero a pagare a Massimi quasi un milione di euro in più rispetto al costo attuale.

In buona sostanza, quando sulla Tari verranno caricati questi premi, ossia dal prossimo anno, la tariffa del nostro Comune aumenterà sempre di più fino a diventare la più cara d’Italia.

Il Movimento 5 Stelle redigerà il nuovo bando di gara senza questi premi irragionevoli. Non ci dispiacerebbe riaffidare il servizio alla ditta Massimi. Non riteniamo, infatti, la ditta responsabile di questo assurdo bando che, tra l’altro, è il risultato di un copia-incolla da bandi di altri Comuni (cosa segnalata a suo tempo dal Crzl).

Se ci saranno le condizioni, chiederemo alla società se è disposta a continuare l’affidamento, lasciando però ai cittadini di Ladispoli tutti gli incassi della raccolta differenziata. I premi devono andare a chi materialmente sopporta il disagio della separazione dei rifiuti, cioè i cittadini.

La raccolta differenziata è un guadagno per tutte le città che la praticano, togliamo a Ladispoli l’assurdo record di unica città al mondo dove più differenzi e più paghi” – concludono i pentastellati.