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Comportamenti alla guida: non abbassare la guardia. Con le auto si uccide e si muore

Non commettere quell’errore che in genere compie chi pecca di presunzione

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Comportamenti alla guida: non abbassare la guardia. Con le auto si uccide e si muore

Il Faro on Line – Le automobili, e in genere tutti i veicoli a motore che noi tutti utilizziamo nei nostri spostamenti urbani, sono ormai entrate a far pare del nostro quotidiano al pari di altri oggetti quali ad esempio l’orologio, gli occhiali, la penna; il loro uso è divenuto talmente scontato, abitudinario che si finisce col dare per scontato che tutti ormai abbiano almeno un mezzo a motore a disposizione. L’eccessiva familiarità con il proprio veicolo, la convinzione di avere quella che il Verdoniano “Furio” di “Bianco Rosso e Verdone” definiva “un’assoluta padronanza del mezzo”, porta il più delle volte a dimenticare che, a differenza che con l’orologio, la penna e gli occhiali, con le auto si uccide e si muore, e anche a commettere quell’errore che in genere compie chi pecca di presunzione: abbassare la guardia! Ecco allora che, presi da una discussione che ci coinvolge emotivamente, si passa col semaforo rosso, si supera un’intersezione senza dare la dovuta precedenza ad altro avente diritto, ecc.

Esistono tuttavia dei comportamenti di per sé meno gravi di quelli di cui sopra, nel senso che le conseguenze, quando si verificano, riguardano in genere (…ma non in modo esclusivo!) solo danni ai veicoli e non alle persone, ma che, se tenuti nella giusta considerazione, eviterebbero anche quelli.
Parendo dal presupposto che chi legge sia in linea di massima munito di patente (e dando per scontato – stante il fatto che l’ignoranza della norma non scusa – che tutti conosciamo il 2° comma dell’art. 154 del Codice della Strada) proviamo a rispondere a questa domanda: quanti di noi usano l’indicatore di direzione (la cd “freccia”) anche solo per cambiare corsia? Sull’uso di questo dispositivo si potrebbe dire molto e senz’altro torneremo sull’argomento, ma intanto dobbiamo prendere atto che per molti automobilisti sembra che le cosiddette “frecce” siano ad uso esclusivo dei nativi americani e di Robin Hood; altri (che fanno le due cose all’unisono) ritengono che in realtà sia lo svoltare col veicolo che serva ad indicarne l’uso.

In realtà l’uso degli indicatori di direzione è previsto non solo per segnalare, “con sufficiente anticipo” ( come dispone l’art. 154 C.d.S. 1° comma, lettera b) la propria intenzione, quindi la manovra di svolta, ma anche il cambio di corsia, l’uscita in autostrada, ecc. ed anche quando si esce dal parcheggio e ci si immette nella circolazione veicolare, ovviamente senza omettere, in quest’ultimo caso, la precedenza ai veicoli già in transito.

Qualche tempo fa un automobilista effettuava il cambio di corsia (per altro avendo già impegnato la corsia di preselezione a strisce continue) spostandosi improvvisamente a destra e tagliando di fatto la strada ad altro veicolo. Alla protesta sonora del secondo conducente, il primo inveiva contro lo stesso mostrando il pugno con indice e anulare ben stesi e, per concludere, effettuava la successiva svolta, il tutto senza neanche pensare di utilizzare l’indicatore di direzione. Al secondo conducente, affiancatosi al primo che continuava ad inveirgli contro, non restava che consigliare al medesimo un risparmio dell’uso della mano sostenendo: “’A prossima vorta falle co’ ‘a testa che se vedeno mejo”…

Paolo Boncompagni

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