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Stelle Marine, Roberto Paciucci, ‘Minibasket e Under 14, stagione straordinaria!’ fotogallery

Il coach della società lidense racconta la sua avventura, vissuta con i ragazzi delle giovanili. Campionato e Coppa Lazio, conquistati. Ma è stata la crescita, la vittoria più importante ...

Stelle Marine, Roberto Paciucci, ‘Minibasket e Under 14, stagione straordinaria!’

Il Faro on line – Una stagione da incorniciare, per i piccoli delle Stelle Marine e a bordo parquet, sempre lui a seguirli, il Pacio.

Il coach della pallacanestro biancoverde, che si emoziona facilmente se parla delle sue Stelle Marine e dei suoi ragazzi, che hanno concluso un anno straordinario, sotto canestro, racconta ad Il Faro on line, l’avventura di questi mesi trascorsi, non solo con i 2006 del Minibasket, ma anche insieme agli Under 14 Elite. Entrambe le categorie di cestisti hanno chiuso alla grande. I primi hanno vinto il Campionato Asi Regionale, mentre i secondi si sono portati a casa, la Coppa Lazio e proprio sotto le luci del Pala Assobalneari.

Vivi. Emozioni e ricordi, per Paciucci. Ancora .. come vissute ieri ..

Stanno piantate sulla pelle, ancora, le sensazioni vissute. E Roberto Paciucci le descrive con soddisfazione e con tanto affetto. E’ importante prendere per mano un gruppo di giovani e farli diventare degli ometti. Non uomini ancora, probabilmente. Anche se lo sport ne fa di queste cose. E lui, insieme ai suoi collaboratori di panca biancoverde, Massimo Rubini per il Minibasket e Paolo Todisco, per gli Elite, tanto ha fatto per sollevare i suoi ragazzi dalla loro età e farli entrare in un’ottica, che solo il mondo dello sport può comprendere.

Lo sport insegna. Si diventa adulti, confrontandosi con gli avversari

Essere adulti, nel mondo, può risultare difficile, ma se la corazza della pallacanestro, con i suoi insegnamenti e valori, può rafforzare la dolce età, alle porte dell’adolescenza, allora il Pacio con costanza e con volontà, è stato lì, accanto a loro, quotidianamente. Abitudini, chiacchierate e precetti in ritiro. Tutti insieme si sta e si vive l’esperienza, con responsabilità. E’ questa la parola d’ordine.

La crescita. Obiettivo unico e principale

I risultati poi parlano chiaro. Sono stati questi a decretare la crescita dei ragazzi. Lo hanno fatto? Probabilmente si. Anche se non propriamente inseguiti. La maturità caratteriale e mentale era al centro, del lavoro annuale svolto. Solo quella, premeva e i ragazzi, ben comprendendo che cosa dovessero diventare al traguardo della fine dell’anno, si sono stretti insieme tutti e sotto canestro. Prendendo la palla arancione in mano e rimbalzandola sul parquet hanno ottenuto splendidi risultati, ripensando un attimo alla strada precedente percorsa ed accorgendosi che forse, a giugno, un po’ più ometti sono diventati e grazie ai loro coach.

Due squadre giovani, sul campo. Per vincere e per maturare, sotto canestro

Ma sono stati loro a scendere in partita e contro Stella Azzurra prima, per il minibasket a 18 squadre, e poi con il Frascati per gli Under 14, nella Coppa Lazio, i piccoli biancoverdi hanno messo un sigillo che mancava da un po’ di tempo, alle Stelle. Due trionfi giovani e brillanti, che si vanno ad aggiungere, agli scudetti appesi sul parquet di Regina Pacis, in celebrazione dei 50 anni delle Stelle Marine. Anche loro, adesso, al mese di giugno 2017, sono i protagonisti della storia biancoverde.

La premiazione al Coni, in settembre, per la vittoria nella Coppa Lazio, degli Elite

Non mancheranno dopo l’estate, le altre occasioni per festeggiare la Coppa Lazio. infatti, gli Under 14, insieme a dirigenti ed ai loro coach, Paciucci e Todisco, andranno dritti dritti a Palazzo H. Dove? Al Coni, naturalmente, dove avverranno le premiazioni ufficiali. Ed al momento della sua intervista, Paciucci parla della partita che ha concluso il torneo di una Coppa Lazio già vinta, dai biancoverdi. Le Stelle Marine, il sabato successivo, alla chiacchierata avvenuta con Il Faro on line, non hanno disilluso le attese ed hanno fatto percorso netto, vincendo anche con il Lido Basket, per 63 a 56. Imbattuti. Eccezionale. Un risultato, nel risultato, di questi 14 ragazzini incredibili. Come li chiama affettuosamente, Roberto.

Il saluto degli Under 14, al capitano Francesco

Non ci sarà il capitano, il prossimo anno, con loro. Infatti, il piccolo Viviano Francesco si trasferirà a Parigi, con i genitori e non potrà più giocare, con i suoi compagni delle Stelle. Dopo l’intervista rilasciata, Roberto Paciucci è tornato sul parquet per salutare Viviano, con i suoi amici del basket lidense e Massimo Rubini. Tutti, post allenamento e sotto il tetto di un Pala Assobalneari, pieno di ricordi e partite sudate, hanno omaggiato il capitano con una maglietta, raffigurante due fotografie. Tutti in formazione. Ricordo dell’anno appena trascorso. Squadra leggendaria Under 14 Elite, che nella stagione 2016/2017 ha vinto la Coppa Lazio. Crescendo. Da atleti e ometti.

Il Campionato dei 2006, del Minibasket biancoverde. Il racconto di coach Paciucci.

Caro Roberto, com’è andata la stagione, sul parquet?

“Abbiamo fatto dei concentramenti dal mese di ottobre, fino a poche settimane prima della finale. Per ognuno di essi, vi erano tre squadre, che si incontravano. Si è fatta poi una classifica totale, alla fine. Le prime due hanno fatto la finale per il primo e secondo posto, mentre la terza e la quarta, per il terzo. E così via, fino al diciottesimo. Noi siamo arrivati al secondo posto e abbiamo fatto la partita finale contro Stella Azzurra. Abbiamo giocato al San Paolo Ostiense, davanti ad una marea di persone, che per una partita di minibasket, è stato eccezionale. Ultimo anno del minibasket. Durante l’anno, la Stella Azzurra ci aveva battuto, invece, in partita secca, dove può succedere di tutto, abbiamo vinto noi, contro una squadra quotata”.

In che modo, avete organizzato il lavoro per i bambini?

“E’ stato un bel percorso per loro. Li ho seguiti da settembre, su richiesta di Roberto Pasquinelli. Mi aveva chiesto di prendere, questo gruppo interessante. Un’annata molto talentuosa. Uno più bravo dell’altro. Insieme a Massimo Rubini, con cui ho allenato questo gruppo, ho fatto un percorso di crescita. Un lavoro totalmente differente, da quello che può essere un abituale lavoro di minibasket. Uno, di semipallacanestro vera. Abbiamo partecipato ad importanti tornei sportivi, per far crescere i bambini sul parquet e far acquisire loro, maturità e sicurezza. A Pasqua, siamo andati al torneo nazionale di Aprilia, con 40 squadre, provenienti da tutta Italia. Siamo arrivati terzi, perdendo in semifinale con la Virtus Bologna, che ha vinto la competizione. Ho voluto portare i ragazzi a svolgerla, perché si sarebbero confrontati con realtà enormi. Hanno preso convinzione dei loro mezzi. E a noi coach, è servito per misurare il lavoro, fino a quel momento svolto. Arrivare terzi su 40 squadre, è stato un bel risultato. Ci ha dato una bella spinta emotiva, per l’ultimo mese e mezzo e per andare poi, a vincere la finale del campionato. Non è niente, sia ben chiaro! .. Stiamo parlando di bambini .. . Però, è stato fondamentale, per le Stelle Marine. Vedere tutta Ostia al San Paolo è stato emozionante. Con familiari e addetti ai lavori. Erano alcuni anni, che mancava quest’atmosfera. E’ stato un piacere seguirli. Sono piccoli, ti seguono e ti mangiano con gli occhi. Ho scoperto una realtà nuova. Sono svegli i bambini di oggi”.

Come ha inciso il vostro lavoro, sulla loro crescita umana e sportiva?

“Sono maturati, perché li ho trattati da uomini. Con loro, ho parlato di tutto. Ho trasmesso il senso di responsabilità. Li obbligavo a venire a parlare con me, per qualsiasi cosa. Quando siamo andati a giocare ad Aprilia, eravamo io, loro e Rubini. Senza genitori. I ragazzi sono stati con noi. Mattina a colazione in divisa, senza telefonini. Abbiamo parlato prima della partita. Abbiamo cominciato ad inserirli, nel mondo sportivo. Stiamo stati fortunati, ad aver vinto anche il campionato. Tuttavia, se così non fosse stato, sarebbe stato ugualmente, un percorso di crescita importante. Il risultato finale è stata una ciliegina sulla torta, inaspettata. Lo scopo era la loro crescita”.

C’è stato uno dei piccoli cestisti, in particolare, che ti ha detto qualcosa che ti ha colpito?

“Simone Adriani. In panchina, piangeva e mi ha detto: “Pacio, noi lo scorso anno con Stella Azzurra abbiamo perso sempre di 30 .. 40 punti .. invece oggi, li abbiamo battuti noi!”. Me lo ha detto, tutto contento. Questa è una cosa, che mi è rimasta nel cuore. I genitori mi hanno detto poi di aver compreso, il tipo di lavoro che avevamo fatto. Ho tenuto sempre a smorzare i toni, però. Abbiamo festeggiato, certamente”.

E in campionato? C’è stato un momento che ti è rimasto nel cuore, che è stato di particolare valore, per questa stagione dei 2006?

“Il Torneo ad Aprilia. Abbiamo vinto i quarti di finale, con il San Paolo Ostiense, nettamente favorito, rispetto a noi. I miei ragazzi si sono superati. Lì ho capito, che stavano cambiando. Ci sono tanti episodi poi, da ricordare. Quando abbiamo preso le medaglie ad esempio, loro hanno pensato a Valentino, il compagno di squadra infortunato. Ogni giorno, che sono stato in palestra, ha un aneddoto. La cosa bella però è questa: ogni volta che ho chiesto loro di fare allenamento, non mi hanno mai detto di no. Puntali, erano qua pronti. Devo fare un complimento ai genitori, che non mi hanno mai ostacolato, nelle nostre scelte. Progetti, programmi ed iniziative. Anche, quando le cose andavano male”.

A settembre, i tuoi bambini torneranno sul parquet. Quale campionato giocheranno?

“Il prossimo anno faremo il primo Campionato Fip. Con i canestri alti. Adesso, è terminato il minibasket. Faremo il campionato esordienti. Già da un mese, li faccio allenare con i canestri alti, per abituarli”.

Il Campionato degli Under 14 Elite, con la conquista della Coppa Lazio. Pacio prosegue il suo racconto, nel giardino di Regina Pacis ..

Come sono andati sul parquet, i tuoi ragazzi più grandi, nell’under 14?

“Abbiamo fatto il campionato under 14, d’eccellenza. La categoria più alta. Prima e seconda fase. In quest’ultima, c’è la Coppa Lazio, che è fatta da chi, non va alle finali nazionali. In essa, abbiamo vinto noi. Anche qui, c’è stato un percorso iniziato lo scorso anno. Facemmo l’Under 13, perdendo tutte le partite del campionato. Avevo detto ai ragazzi : “Facciamo questa esperienza. Incontriamoci con squadre come si deve”. Durante l’anno, loro miglioravano. Nelle prime partite, perdevamo per 30 punti, poi per le altre, la distanza si è accorciata, fino ad 1 solo punto, di differenza. I genitori mi hanno appoggiato. Avevo detto loro, che avrei voluto affrontare questa scelta rischiosa. Avevo consigliato: “Cresciamo. Che battiamo una squadra più debole per 50 a 0, non mi cambia niente. Tuttavia, quando vai ad incontrare quelle forti, perdi”. Allora, abbiamo deciso di giocare, su questi livelli e poi di vedere, come sarebbero andate le cose, nell’anno successivo. Ed in questa stagione, i risultati sono venuti. Abbiamo giocato il girone della Coppa Lazio, vincendo tutte le partite. Abbiamo vinto il trofeo, battendo il Frascati, che era a pari punti con noi. E’ stato una sorta di scontro diretto. Abbiamo vinto di 12 punti. Punteggio, 74 a 62. Noi eravamo a 14 punti”.

In che modo, i genitori hanno compreso, il percorso che avete affrontato con i loro ragazzi?

“Alla fine, la bella soddisfazione è arrivata proprio da loro. Mi abbracciavano .. piangendo! Mi hanno detto, di aver compreso la scelta dell’anno prima. Ne è valsa la pena, perdere tutte le partite. Quest’anno, è stato diverso. Finale, in casa. Era la partita del girone, capitata in quella maniera, lì. E’ stata una cosa bella. E’ andata bene”.

Come sono cresciuti, i giocatori, coach Paciucci?

“Miglioramento innanzitutto. Li ho sgrossati proprio! (ride) Non è stato bello perdere tutte le partite! Non si sono, però, mai sentiti abbattuti. Noi allenatori siamo sempre stati, loro vicini. Ogni tanto organizzavo delle amichevoli, in cui vincevamo e questo per loro, era motivo di orgoglio e di morale. Tutto ciò è stato possibile anche grazie alla mia lunga esperienza. Anni fa, non sarebbe, probabilmente, stato possibile. Io sono innamorato delle Stelle Marine. Dopo tre anni che sono qua, aver vinto un campionato e una Coppa, è importante. Tuttavia, restiamo con i piedi, ben piantati a terra. Abbiamo capito che, per vincere, non ti regala niente nessuno. Anche per la società è stato fondamentale”.

Quali sono gli impegni sportivi dell’estate 2017?

“Ci sarà un camp estivo. Sia per i 2003, che per i 2006. A Castel di Sangro. Insieme ad allenatori americani e greci. Verrà il vicecampione olimpico e pluricampione europeo, Lazaros Papadopolus. Vogliamo continuare il percorso di crescita”.