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Caldo e temperature elevate, i colpi di calore un rischio concreto anche per i bambini

Aerazione insufficiente, temperatura elevata, alti tassi di umidità sono le condizioni che favoriscono la comparsa del colpo di calore

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Caldo e temperature elevate, i colpi di calore un rischio concreto anche per i bambini

Il Faro on line – Il binomio caldo e umidità è la causa principale del colpo di calore e ad essere particolarmente vulnerabili in queste condizioni climatiche sono i bambini perché la loro termoregolazione è meno efficace rispetto all’adulto.

Ma come si capisce che si tratta di un colpo di calore? Ci sono diversi sintomi che possono indicare la presenza di un colpo di calore: mal di testa, nausea, aumento della temperatura corporea, svenimenti, crampi e anche la loro intensità può essere differente. Nei casi più gravi vi possono essere anche alterazioni della coscienza.

Cosa fare quando capita? La prima cosa da fare, spiegano gli esperti, è portare il bambino in un ambiente areato e ombreggiato e, in presenza di segni di mancamento, sdraiarlo a terra mantenendo gli arti inferiori sollevati rispetto al corpo. E’ importante dare anche da bere liquidi non troppo freddi e a piccoli sorsi.
Se compare anche la febbre, continuano gli esperti, può essere indicato somministrare al bambino un antipiretico come ad esempio il paracetamolo (Tachipirina) rispettando i dosaggi indicati dal proprio pediatra. Se però la situazione non si risolve è bene recarsi al Pronto Soccorso.

E per prevenirlo che cosa si può fare? Sono diversi gli interventi possibili per evitare o comunque contenere il rischio di colpo di calore. Gli esperti dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma hanno stilato un decalogo:
1. Non esporre il bambino al sole nelle ore più a rischio ovvero, dalle 11 alle 17.
2. Non farlo uscire o fargli praticare attività fisica nelle ore più calde.
3. Mantenere l’ambiente ben ventilato e la temperatura a 23° – 24°, se si usa un condizionatore è bene utilizzare la funzione di deumidificazione. Importante è anche evitare di passare continuamente da ambienti più freschi ad ambienti più caldi e viceversa.
4. Far indossare al bambino indumenti leggeri perché permettono una maggiore traspirazione. Se possibile preferire materiale quali lino o cotone.
5. Usare abiti dai colori chiari perché respingono i raggi solari.
6. Esporre il bambino al sole diretto solo dopo il primo anno di vita e con attenzione e in modo graduale.
7. Utilizzare sempre creme solari ad alta protezione per evitare danni alla pelle, eritemi o ustioni.
8. Rinfrescare frequentemente tutto il corpo, compresa la testa con una doccia o con un bagno.
9. Aumentare l’apporto idrico: è importante per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione.
10. Preferire una dieta ricca di frutta e verdura.

Inoltre concludono gli esperti, deve essere ridotto l’apporto calorico. Nello specifico sono da limitare i cibi grassi. Tra i carboidrati è bene dare la preferenza a quelli semplici, più facili da digerire.
Ancora, è importante bere più acqua e mangiare più frutta e verdura: melanzane, peperoni, insalata, pomodori, alcune tra le verdure di cui è suggerito il consumo nei mesi caldi. Perché? Nelle verdure si trovano acqua (80 – 90%), vitamine (A, C, B1, B2, B12, E, biotina, niacina, acido pantotenico), sali minerali (fluoro, calcio, ferro, fosforo, manganese, potassio, calcio).

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