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Settebello d’argento vivo in World League, coach Campagna, ‘Gara d’intensità fisica, intelligenza tattica e ottima gestione’

Secondo posto con la Serbia, in finale. Ma condito, del metallo più prezioso. Solo all’ultimo, gli azzurri vengono superati da un avversario gigante

Settebello d’argento vivo in World League, coach Campagna, ‘Gara d’intensità fisica, intelligenza tattica e ottima gestione’

Il Faro on line – Una gioia soffocata nei polmoni, quella che l’Italia, della pallanuoto, ha dovuto reprimere e agli ultimi secondi del quarto periodo. Nella finale della World League maschile, che si è disputata in Russia, il 25 giugno, il Settebello, di coach Campagna, è uscito sconfitto nella partita, contro la Serbia.

Sempre loro, a sbarrare la strada agli azzurri, i giganti serbi, dopo un incontro combattuto e sofferto, da parte degli azzurri. Sempre pronti a reagire, i terzi classificati in acqua, a Rio 2016 dell’Italia Team e mai domi. Sin dall’inizio. Tuttavia, la forza e la classe dei campioni in carica a Cinque Cerchi hanno avuto la meglio, in larghe fasi di gioco. Si mettono al collo l’argento allora, i ragazzi tricolori, ma con onore e tra gli applausi.

Non riescono a prendersi la rivincita nel torneo, dopo la prima sconfitta con la stessa Serbia, patita, nei preliminari della competizione. In quel frangente di torneo, gli azzurri avevano perso per 13 a 7. Stavolta in finale, è stato solo uno, il punto di distacco e subìto, agli sgoccioli di partita. Erano riusciti ad agguantare i rigori, gli azzurri, ma il gol di Pijetlovic ha messo fine ai sogni dorati, prima dei penalty, segnando il 10 a 9, a favore.

Quattro periodi di gioco, affrontati a muso duro, sulle gocce d’acqua, della piscina dell’Aquatic Palace, di Ruza. Perfetta la tattica, nel primo tempo, sposata con atteggiamento carico e di grande fame sportiva. Difesa chiusa ed attacco sveglio. Tra i migliori della prima fase di gioco, svettano sull’acqua, Di Fulvio, Figlioli e Gitto, che hanno messo a segno una tripletta. Tutti in superiorità. Tra di essi, Bodegas, servito da Del Lungo, ha completato un poker di gol, mediante una deliziosa palombella, che lentamente ha varcato la linea della porta serba. Bene così e con entusiasmo. La Serbia non si arrende e a 7’30’’, trova il gol della replica con Mitrovic e con l’uomo in più. Solo temporaneo, il risultato a sfavore per i plurimedagliati olimpici, mondiali ed europei. Infatti, il sorpasso avviene dal secondo periodo di gioco. L’Italia però non si arrende e reagisce. Del Lungo nega il pareggio e Prlainovic e Figlioli prova a sparare dentro la sua palombella personale, ma senza fortuna. Gli avversari degli azzurri macinano gioco e palle ed al terzo tempo, volano sull’acqua. Subotic segna il 5 a 4, ma capitan Figlioli riporta il risultato in parità in tabellone, sudando l’oro in palio. Fiato sospeso per i tifosi sugli spalti e palloni che schizzano sulle onde dell’Acquatic Center, direzione porta. E’ poi ancora Mitrovic a trovare la rete. Ne fa due e solo per lui. Valgono per 7 a 5. Il 6 azzurro, lo segna Di Fulvio, ma Filipovic trova il varco che non perdona, a 2 secondi dal termine, dei 30. Non abbassa la testa il Settebello e torna in acqua, pronto a vendere cara la pelle, negli ultimi 15 minuti. Riparte allora, come aveva iniziato la gara. Affamato di gol e di vittoria. Nasce un 3 a 0 allora, dall’atteggiamento della Nazionale azzurra, ad opera di Di Fulvio, Gallo e Figlioli. Con quasi 5 minuti da giocare, il vantaggio dispensa ottimismo ed energia. Solo dopo trenta secondi da esso però, la Serbia, con fortuna, segna e approfitta di qualche fischio arbitrale favorevole. Quando i rigori sembrano dover assegnare il titolo della World League, il gol di Pijetlovic chiude i giochi. E’ vittoria Serbia, con oro al collo e per la quinta volta consecutiva, in competizione. Gli azzurri escono a testa alta e con un argento sul petto, che pesa il metallo più prezioso.

Arrivano con grande soddisfazione, tuttavia, le parole di Sandro Campagna a fine match, che vanno ad onorare, una grande finale disputata, dai suoi azzurri: “Era dalle Olimpiadi di Londra 2012, che non disputavamo una partita di questa portata, contro la Serbia. Intensità fisica, intelligenza tattica e gestione della gara”. Come riportato dal sito ufficiale della Federnuoto, l’allenatore azzurro descrive la partita dei suoi giocatori: “Abbiamo giocato molto meglio in difesa, molto attenti – ha chiarito Campagna, continuando – non gli abbiamo fatto sviluppare il gioco che loro prediligono, però abbiamo perso soprattutto molto con l’uomo in meno e in fase di superiorità, abbiamo avuto un black out di un paio di tempi”. In previsione del prossimo Mondiale, che si disputerà a Budapest, ha sottolineato: “Oltre alla Serbia, dovremo stare attenti alla Croazia, che mi ha impressionato, con una squadra solida e una difesa granitica e all’Ungheria, senza sottovalutare le altre”. Anticipa poi, un importante ed emozionante prossimo impegno degli azzurri, che lo riguarda da vicino e dichiara: “Domani andiamo a Barcellona e mercoledì 28 giugno, giochiamo con la Spagna, la partita del 25° anniversario della finale olimpica di Barcellona 1992. Poi andremo a Siracusa per una settimana di carico e qualche richiamo”.

Foto : Federnuoto.it