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#Elezioni ad #Ardea, analisi di un voto (di punizione) annunciato

I partiti tradizionali - tranne l'esperienza di Massimiliano Giordani - hanno perso l'identità. E hanno pagato il conto

#Elezioni ad #Ardea, analisi di un voto (di punizione) annunciato

Il Faro on line – Con questa seconda tornata elettorale si chiude la partita politica per la corsa alla poltrona di Sindaco ad Ardea che vede Mario Savarese, aggiudicarsi la fascia di primo cittadino. E come in ogni Paese che voglia definirsi civile, al nuovo Sindaco di Ardea, vanno fatti gli auguri di buon lavoro.

E’ tempo, però, anche di riflessioni e conclusioni su quanto accaduto in queste elezioni amministrative, “bizzarre”, per non dire altro, che si sono svolte nel territorio rutulo e per farlo, è bene analizzare il tutto, partendo dal mese di marzo di quest’anno che ha visto la maggioranza sfiduciare il Sindaco Luca Di Fiori, facendo cadere il Governo della Città a due mesi dalla sua naturale scadenza di mandato.

Il pregresso

Certamente, l’atteggiamento dei Consiglieri ed Assessori in carica all’epoca del fatto e che potremmo definire, alquanto politicamente irresponsabile, a prescindere da qualsivoglia ragione che abbia potuto indurli a dimettersi, ha da subito creato delle enormi spaccature politiche nel territorio, in particolare, intestine ai propri gruppi politici di appartenenza degli stessi Consiglieri.

A farne le spese, come al solito, sono stati i cittadini, i quali a seguito dei “capricci” dei loro rappresentanti politici, si sono ritrovati ancor di più disorientati ed incerti su quale fosse la scelta politica migliore da fare. Disorientamento che, come vedremo più avanti, si è tramutato in “voto di punizione” in particolare, verso quegli schieramenti politici che hanno tentato di creare ulteriore confusione all’elettorato, indossando casacche politiche diverse rispetto a quelle che, precedentemente, avevano indossato e ad alleanze alquanto dubbie con ideologie totalmente opposte. Aabiamo assistito a come gli effetti di tale atto abbiano, in qualche modo, destabilizzato il clima politico di Ardea.

Il dato nazionale e locale

Se poi, allarghiamo l’attenzione su quanto accaduto nel resto d’Italia in queste amministrative, scopriremo altri aspetti importanti di cui tenere conto nella nostra disamina e sui quali possiamo ragionare per il futuro della politica nazionale ed in particolare nella Città rutula:

– Il centrodestra, unito, vince nella stragrande maggioranza dei Comuni Italiani;
– Il M5S è quasi inesistente;
– Il centrosinistra, si aggiudica solo pochi comuni.

Messi a confronto i dati ottenuti in tutta Italia con quanto accaduto ad Ardea, avremo il seguente quadro:

– Il M5S è un voto di protesta e non si basa su nessun idealismo politico (idealismo inteso come cultura politica nella sua accezione più nobile);
– L’unico centrodestra esistente oggi ad Ardea è tenuto in piedi da Massimiliano Giordani e dalla sua squadra politica;
– Il Centrosinistra ad Ardea è pressoché inesistente.

L’astensionismo

Tornando ai numeri che hanno portato il M5S alla guida del Comune di Ardea, si può notare come nella prima tornata elettorale dell’11 giugno, il movimento pentastellato abbia ottenuto il 32,39% e come lo abbia quasi raddoppiato nella fase di ballottaggio appena due settimane dopo (62,80%), mentre le Liste che appoggiavano Alfredo Cugini, ottenevano pressappoco la stessa percentuale di voti della prima mandata elettorale (37-38%).

A questo punto viene da chiedersi: come dovremmo leggere i dati che sono usciti dalle urne nei due turni elettorali?

Forse, ci è utile, in primo luogo, prendere in esame il numero di elettori che si sono recati al voto l’11 ed il 25 giugno, per accorgerci subito che, su circa 36.000 residenti aventi diritto di voto, si sono recati alle urne al primo turno, circa il 52% delle persone e al secondo, circa il 39%. E già questo dato fa molto riflettere!

Intanto, tali numeri evidenziano come il “popolo” (mi sembra giusto chiamarli così in quanto sono molti) degli “astensionisti” sia il primo dato da prendere in seria considerazione, riguardo il diritto/dovere di votare di ogni persona, in relazione anche a ciò che la politica stessa è in grado di produrre e garantire alla collettività. Segno, questo, che la politica deve ancora fare molto per riconquistare la fiducia dei cittadini.

Il voto di protesta (o di punzione?)

Venendo poi ai voti effettivi, conquistati nei due turni dai due schieramenti che appoggiavano i rispettivi candidati a sindaco, Alfredo Cugini da una parte e Mario Savarese dall’altra, ci accorgiamo come il tentativo di costruire intorno al primo candidato una squadra composta da molte liste, sia risultato una scelta che ha prodotto l’effetto “boomerang” che si è abbattuto, violentemente, sulla stessa coalizione che l’ha proposta. Probabilmente, questo conferma il primo dato importante: i cittadini hanno bisogno di riferimenti chiari e precisi, altrimenti ti puniscono!!!

Infatti, il successo del M5S, possiamo definirlo come l’espressione popolare di un risentimento generale manifestato dalla cittadinanza, nei confronti di una politica territoriale incapace di saper essere, in primis coerente tra il proprio ideale politico e l’agire pratico quotidiano e in secondo luogo, nei confronti di una politica che cerca consensi attraverso “apparentamenti”, anche molto discutibili per la loro diversità ideologica.

I partiti tradizionali

E adesso cosa succederà per quei partiti storici di centrodestra e centro sinistra?

Come già detto sopra, il quadro nazionale in queste amministrative presenta il Centrodestra con la maggioranza dei consensi che gli fanno conquistare molti Comuni, rispetto al Centrosinistra che perde quasi dappertutto in queste elezioni.

Questo perché il centrodestra, laddove è andato unito, ha rappresentato la maggioranza. Ma, sappiamo che ad Ardea così non è stato, anche se c’è da rilevare un dato importante e che fa ben sperare l’elettorato di centrodestra nel territorio rutulo: quello ottenuto dalla Lista di Fratelli d’Italia con Candidato a Sindaco Massimiliano Giordani.

La squadra di Massimiliano Giordani, composta da persone comuni (genitori, liberi professionisti, imprenditori, avvocati, ecc. ecc.) e non da persone con passate esperienze politiche alle spalle, ad eccezione di Picca Alberto, ha saputo prendersi la responsabilità di tenere vivo il centrodestra andando a sfidare da sola alle elezioni amministrative tutti gli altri, vestendosi di un simbolo di partito, inequivocabile e di caratura nazionale, rischiando anche di fare un “flop”. Invece, una parte dell’elettorato è stato, evidentemente, attratto dalla “schiettezza” politica messa in campo dalla squadra di Fratelli d’Italia, ed ha premiato con 1299 voti l’identità, l’impegno, il rispetto e la coerenza di Massimiliano Giordani e del gruppo che sosteneva la sua candidatura.

L’identità di centrodestra

La domanda, anche qui nasce spontanea: se la maggioranza uscente, ossia il centrodestra, fosse stato compatto a queste elezioni amministrative, invece di disperdersi in liste e listarelle, ad Ardea avremmo visto vincere, comunque, il M5S o avremmo rivisto il centrodestra al Governo del paese?

Intanto, Massimiliano Giordani, rispetto agli altri politici in corsa ad Ardea, può dire di aver vinto la sua battaglia. L’atteggiamento mentale e comportamentale, adottato in tutta la campagna elettorale dal suo gruppo, ha dato ragione alla Lista Fratelli d’Italia e a Massimiliano Giordani, il quale, oltre ad entrare di diritto nel Consiglio Comunale di Ardea, seppur all’opposizione, rappresenta la porta d’ingresso per rientrare, nuovamente, nel Consiglio di “Città Metropolitana di Roma Capitale”.

L’identità di centrosinistra

Riguardo al Centrosinistra, possiamo dire che ad Ardea è stato un grande “flop”. Ha tentato di mischiarsi in “listoni”, addirittura, in condominio con alcuni uscenti della vecchia amministrazione di centrodestra, schermandosi insieme a loro, dietro “scudi” civici. Evidentemente, la gente di Ardea, non ha apprezzato questa “strategia” politica, per cui i risultati sono stati quelli che conosciamo tutti: un fallimento.