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#Maccarese, affogati dal percolato

Marcello Giuliacci: "Quei mezzi non potrebbero nemmeno circolare".

#Maccarese, affogati dal percolato

Il Faro on line – “Non è che ha piovuto, è solo percolato. Ma quando arrivano gocciolanti all’impianto non li vedono? Questi mezzi non possono circolare, se i vigili fossero presenti ogni tanto li dovrebbero sanzionare. Credo si sconfini nel penale qui…”. Parte dalle pagine dei social media l’ennesimo grido di allarme sulla situazione di via Tre Denari a Maccarese.

Lo sfogo è di Marcello Giuliacci, attivista ambientale, sempre in prima linea quando si tratta di impegnarsi nella difesa del territorio, tra gli organizzatori della grande manifestazione contro l’ipotesi di una discarica a Pizzo del Prete, che ha visto coinvolte le Amministrazioni di Fiumicino e Cerveteri. La sua pagina Facebook è diventata un vero e proprio crocevia di segnalazioni, proteste, documenti, notizie su differenziata, porta a porta, rifiuti e inceneritori.

Basta affacciarsi un attimo per avere il polso della situazione, le notizie si rincorrono, gli interventi e il dibattito non mancano. E tra i problemi che tornano con più frequenza alla ribalta, ecco la vicenda del percolato e dei centinaia di camion che ogni giorno arrivano da Roma diretti all’impianto Ama di via Tre Denari. Perchè nonostante proteste, reclami, manifestazioni dei cittadini, diffide e mozioni, la questione sembra essere ben lontano dall’essere risolta.

Basta dare uno sguardo ai post:

“Stamattina lago di percolato; robetta bella sostanziosa visto che stazionava da sabato pomeriggio nei compattatori”. Questo è datato 26 giugno.

 

“Stamattina su Tre Denari il delirio; camion in colonna in andata e ritorno, limiti non rispettati, automobilisti che superavano da tutte le parti, ciclisti in mezzo a questa bolgia, su una strada non adatta a questo tipo di traffico pesante, il tutto condito da puzza di percolato dei giorni precedenti. Dei vigili nemmeno l’ombra come sempre”. Quest’altro è del 21 giugno.

E si potrebbe continuare ancora, per molto. A corredo del tutto, foto e filmati che documentano con esattezza la situazione. E qualche amara considerazione.

“I 60 giorni di diffida – afferma Giuliacci – che aveva dato l’assessore Buschini all’Ama ed all’amministrazione capitolina sul termine della trasferenza a Maccarese sono scaduti per caso? Ed il Pd locale che aveva auspicato ed applaudito alla mossa ardita che pensa di fare? E il Sindaco che ha ricevuto un mandato tramite una mozione del Consiglio Comunale come intende dar seguito a questo atto?”.

Domande retoriche a sottolineare l’inerzia istituzionale che ruota attorno a questa vicenda. Perchè se è vero che la Regione Lazio ha inviato un atto formale di diffida a Roma Capitale affinchè il Campidoglio provveda – entro 60 giorni – a trovare soluzioni alternative alla trasferenza nell’impianto Ama di Maccarese, è anche vero che la lettera dell’Assessore all’Ambiente è datata 11 marzo e di giorni ne sono passati più di 60, per l’esattezza 113. Analoga situazione per quanto riguarda il Comune di Fiumicino dove la mozione presentata da alcuni consiglieri della Commissione Ambiente a Febbraio 2017 ed approvata di recente dal Consiglio è rimasta lettera morta.

“Ora – scrive ancora Giuliacci – abbiamo capito tutti che sia la Regione Lazio, sia il Comune di Roma non faranno nulla fino a che non avranno gli impianti necessari al trattamento dell’umido. In mezzo c’è l’amministrazione comunale che deve tutelare i cittadini residenti, che ha votato una mozione che impegna il sindaco ad intervenire in qualche modo per superare questa situazione.

Lo deve fare senza indugio, questa amministrazione non può avere due pesi e due misure rispetto ai problemi che si pongono, lo stesso impegno messo per la questione ‘zona bianca’ deve essere messo anche su questo problema, non ci sono problemi di serie a e problemi di serie b quando si tratta di salute, ambiente, qualità della vita”.