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L’aggressività dell’automobilista, un comportamento che aumenta all’interno del proprio veicolo

L'uso del clacson, gestualità e spoloquio... cose nelle quali siamo davvero maestri

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L’aggressività dell’automobilista, un comportamento che aumenta all’interno del proprio veicolo

Il Faro on line – Anni fa furono compiuti degli studi in campo sociologico e psicologico sul comportamento dell’automobilista, una volta “al sicuro” all’interno del proprio veicolo. Ne risultò che, una volta entrati nel proprio abitacolo, gli esseri umani sviluppano quel “senso della territorialità” che per esempio, mostrano i cani all’interno della propria cuccia.

Tutto questo sembra avere degli effetti anche sull’aggressività che all’interno della propria vettura, aumenterebbe al punto da trasformare il tipico “Sig. Rossi”, mite, tranquillo e sorridente personaggio di un cartone animato di molti anni fa, in una specie di impavido e aggressivo “vendicatore” con due perenni linee verticali al centro della fronte, al posto del sorriso.

Come sempre, il problema non nasce tanto dal cambiamento dello stato emotivo e dalla eventuale minore disponibilità verso gli altri, quanto dal fatto di perderne il controllo, il che può avvenire a volte senza che di ciò ci si renda conto; ecco allora che la modifica del nostro modo di essere sfocia in comportamenti che, alla guida di un mezzo, prima ancora che con il prossimo, entrano in contrasto con le norme del Codice della Strada.

L’art. 156 del Codice della Strada si presenta con un titolo che, alla luce di quanto sopra, dovrebbe farci riflettere: “Uso dei dispositivi di segnalazione acustica”! Recita il 1° comma: “Il dispositivo di segnalazione acustica deve essere usato con la massima moderazione e solamente ai fini della sicurezza stradale. La segnalazione deve essere la più breve possibile”. Già la lettura del primo periodo del primo comma, laddove parla di “massima moderazione” e ai soli fini “della sicurezza stradale”, la dice lunga sul contrasto tra il disposto della norma e i comportamenti reali.

Si usa il clacson per i motivi più disparati: dal “salutare” un amico visto sul marciapiede all’avvisare l’automobilista che precede che il semaforo è verde da un po’, e via con la fantasia fino ai soliti pappagalli che li usano per ammiccare alle signorine… Ma è forse il secondo periodo del primo comma a far riflettere.

E’ opinione di chi scrive che nulla è tipicamente umano come il commettere errori e che tutti, ma proprio tutti ne possiamo commettere e ne commettiamo se non tutti i giorni, quasi. E’ purtroppo altrettanto umano, almeno da parte di una buona quantità di soggetti, dare scarso rilievo ai propri errori (per i quali esiste sempre una giustificazione!) e gonfiare al massimo quelli altrui (ovviamente mai giustificabili!); ecco quindi che, posto che dall’interno del veicolo ci vorrebbe un tenore per farsi sentire, la voce viene sostituita dal clacson, spremuto come un limone, il cui suono prolungato allo spasimo, non ha il benché minimo fico secco a che vedere con quel “più breve possibile” di cui al citato articolo; ovviamente il tutto condito con una gestualità e uno sproloquio d’improperi, cose nelle quali siamo davvero maestri.

Come tutti i comportamenti in contrasto con le norme, anche questo è sanzionabile anche se il rilievo di una targa in movimento, per giunta in mezzo al traffico, non è particolarmente agevole per gli agenti del traffico, ma abbiate fede: a volte ci riescono…

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