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Il Graal di #Ardea

Viaggio nella storia di Ardea, tra mito e verità

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Il Graal di #Ardea

Il Faro on line – “Nell’affresco dell’Oratorio Ipogeo di San Michele, sotto la Rocca di Ardea, si trova la prima effige del “Santo Graal”. Tra i Santi c’è anche la Maddalena e l’Arcidiacono Lorenzo, il custode della Sacra Reliquia”.
La straordinaria affermazione, a seguito di approfondita indagine storiografica è sostenuta dal dott. Giuseppe Cinelli, studioso di Religioni Antiche e Storia Medievale.

L’Oratorio Ipogeo di San Michele

Il piccolo santuario fu realizzato dai Monaci Benedettini modificando ed ampliando un preesistente Ninfeo Romano di epoca imperiale, ma la grotta era sicuramente utilizzata per il culto cristiano sin dai primi secoli dell’Era Volgare.
Il sito è rimasto seminterrato e in abbandono fino al 1964, quando in seguito alla segnalazione del custode alle antichità di Ardea, intervenne la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e fu scoperta una rete di cunicoli e la cavità con gli affreschi.
Monsignor Ferrùa, esimio archeologo del Vaticano, diresse le operazioni dello sterro e della prima sistemazione del monumento sotterraneo.
Secondo alcuni studiosi questo luogo costituisce “la prima testimonianza nel Lazio della presenza di cristiani in un periodo così antico.”.
Nell’arcosolio, ricavato in fondo alla grotta, sono dipinte figure sacre di pregevole fattura.
Al centro una Madonna in trono con Bambino attorniata da Santi, considerata la prima realizzazione nel Lazio di questo topos iconografico.

A sinistra un espressivo busto di Pantocrator Benedicente; a destra un Giovanni Battista indica in alto un clipeo nel quale l’Agnus Dei è rivolto a guardarlo, dal suo costato zampilla un fiotto di sangue rosso che viene raccolto da una coppa abbellita da gemme: non c’è alcun dubbio è il “Santo Graal” della Vulgata Provenzale!

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