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La ‘Città a Mano Armata’ raccontata da Antonio Del Greco, Massimo Lugli e Anna Maria Anselmi

A “Fiumicino legge” mercoledì 12 luglio ore 21,00 tre campioni dell’investigazione

La ‘Città a Mano Armata’ raccontata da Antonio Del Greco, Massimo Lugli e Anna Maria Anselmi

Il Faro on line – Tris di campioni dell’investigazione sul palco di “Fiumicino legge” mercoledì 12 luglio, in piazza Grassi, dove, in occasione della presentazione del volume “Città a mano armata” (Newton & Compton), agli autori, il nerista di cronaca Massimo Lugli ed il superpoliziotto Antonio Del Greco, si affiancherà la criminologa nonché avvocato penalista Anna Maria Anselmi.

Evento eccezionale, dunque, dalle ore 21,00, si parlerà delle indagini più scottanti e torbide della storia criminale nazionale e, più specificatamente, dei casi più inquietanti avvenuti a Roma. Antonio Del Greco, molto noto anche a Fiumicino per essere stato a lungo e fino a due anni fa dirigente della Polizia di frontiera dell’aeroporto, ha svolto tra le più importanti indagini su organizzazioni efferate come la Banda della Magliana e su casi crudeli come l’omicidio del Canaro, il delitto di via Poma, narcotraffico e terrorismo. Massimo Lugli, principe della nera di Roma prima con il Paese Sera poi con Repubblica, è osservatore attento della criminalità e scrittore raffinato, già autore di una quindicina di volumi, finalista del Premio Strega. A questa coppia di profondi conoscitori del mondo del crimine, si unirà per l’occasione Anna Maria Anselmi, avvocato che ha seguito diversi casi scottanti e criminologa esperta nel profiling ovvero nella profilazione del reo e della sua personalità.

Inevitabilmente uno dei casi che verrà chiesto di affrontare durante la serata di presentazione di “Città a mano armata” è quello di Giuseppe Mastini, meglio noto come Johnny Lo Zingaro, ergastolano appena dileguatosi da un permesso premio, personaggio che Antonio Del Greco e Massimo Lugli conoscono molto bene, il primo per averlo catturato nel 1987 e il secondo per averne scritte le gesta sanguinose sulle pagine dei giornali dell’epoca.

E non si mancherà di affrontare le questioni legate alla vicina “città del volo”, l’aeroporto “Leonardo da Vinci”, non solo una comunità di oltre 30mila lavoratori ma soprattutto un crocevia di traffici e relazioni illegali e di intrecci internazionali.