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#Brasile, svolta nel caso Petrobas, arriva la condanna in primo grado per l’ex presidente Lula

Dopo tre anni di inchiesta l’ex presidente condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione ed interdizione dai pubblici uffici per 19 anni.

#Brasile, svolta nel caso Petrobas, arriva la condanna in primo grado per l’ex presidente Lula.

Il Faro on line – È arrivata il 12 luglio la sentenza in primo grado del processo per corruzione contro l’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva detto “lula”. Si tratta della prima sentenza della lunga serie di processi in corso dell’inchiesta rinominata “lava Jato” iniziata nel marzo 2014 ad opera del giudice federale del Curitiba Sergio Moro.

L’accusa riguarda i rapporti illeciti intrecciati tra la Petrobras, azienda petrolifera di stato e le principali aziende brasiliane per le costruzioni e i lavori pubblici (Btp), società che si sono occupate in particolare della costruzione delle infrastrutture per l’estrazione del petrolio al largo delle coste brasiliane.

La Btp ha formato un cartello per controllare questi appalti gonfiando i contratti dall’1 al 3 per cento del loro valore e lo ha fatto con il sostegno dei partiti della coalizione di governo che attraverso tangenti e finanziamenti illeciti avrebbe cosi finanziato le campagne elettorali del Partito dei lavoratori, al governo dal 2003.

L’ex presidente è stato ritenuto colpevole di aver ricevuto tangenti pari a 3,7 milioni real , circa un milione di euro, per aver favorito la stipulazione di tre contratti tra l’impresa di costruzione OAS e la Petrobas, in parte riciclati nella ristrutturazione di un attico di lusso a Guarujà, sul litorale di San Paolo. Lula continua a professarsi innocente e pronto a ricandidarsi per le elezioni del 2018, da cui potrà essere escluso solo con una condanna in tutti i gradi di giudizio.

In attesa della sentenza affermava in un’intervista radiofonica “se dovessi essere condannato vorrà dire che non vale la pena essere onesti in Brasile”. “Per oltre tre anni, Lula è stato soggetto a un’indagine politicamente motivata. Nessuna prova credibile di colpevolezza è stata prodotta, e schiaccianti prove della sua innocenza palesemente ignorate” dichiarano i legali che presenteranno ricorso in secondo grado.

L’inchiesta che è sta già più volte accusata di “persecuzione politica“ rimane il più grande caso giudiziario per corruzione ai vertici politici del Brasile. Oltre all’ex presidente sono circa 54 i deputati e dirigenti del partito dei lavoratori coinvolti nelle inchieste che di recente hanno portato alle dimissioni del presidente Dilma Rousseff, prescelta proprio da Lula per la guida del partito e che rischiano di colpire duramente anche l’attuale presidente Michel Temer su cui gravano durissime accuse al vaglio del Parlamento.

Colpevoli o innocenti quel che per ora è certo è l’ulteriore indebolimento dell’immagine del partito dei lavoratori nato nel 1980 con l’allora sindacalista Lula ed una conseguente disarticolazione partitica ,in un Brasile privo di alternative di politiche determinanti e duramente messo alla prova dall’ economia in recessione e inflazione in drastico aumento. Un futuro quanto mai incerto, se i sondaggi danno ancora per papabile la sopravvivenza politica di Lula le sfide da raccogliere per la futura presidenza , quale che sia, saranno enormi.