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Il caldo torrido, una situazione climatica anomala

Tutto questo ha le note ripercussioni a danno della salute in particolare di soggetti più deboli

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Il caldo torrido, una situazione climatica anomala

Il Faro on Line – Il caldo torrido di questi giorni denota una situazione climatica anomala, almeno in teoria; la pratica degli ultimi anni infatti dimostra un reale cambiamento climatico dell’intero pianeta, dovuto in buona parte al comportamento dell’uomo, a seguito del quale ad inverni rigidi seguono estati eccessivamente calde con tassi di umidità elevati che di fatto aumentano la percezione del calore. Tutto questo ha le note ripercussioni a danno della salute in particolare di soggetti più deboli, come gli anziani e i bambini; ma non è solo la salute a risentire del caldo: in alcuni soggetti infatti, vi sono anche dei contraccolpi per così dire, “comportamentali” …e una particolare categoria di automobilisti non ne è scevra!

Che la temperatura elevata renda più nervosi, stanchi, suscettibili, aggressivi e quant’altro, è noto a tutti, ma alcuni aspetti comportamentali più difficili da attribuire al sole, richiedono un’osservazione più “sottile”. Un tipico esempio di come il caldo torrido possa influire sui comportamenti di chi si pone alla guida di un veicolo, accentuandone, laddove essa è presente, l’idiozia, lo si può notare ai semafori. Nei veicoli di moderna generazione, il condizionatore d’aria non è più un optional ma di serie, ormai già da molti anni, nonostante ciò capita di vedere un semaforo rosso e il primo veicolo della fila fermo a svariati metri di distanza; tutto dipende dalla distanza cui si trova dal semaforo… il primo albero! Già, perché, nonostante il condizionatore “a palla” e la temperatura all’interno dell’auto più simile a quella di un frigorifero che di un mezzo di trasporto, l’ombra proiettata dal sole su quel tratto d’asfalto sembra un’ambita oasi di refrigerio. Ora che ciò avvenga in condizioni di traffico scarso, pur non essendo un comportamento da encomio, comporta danni limitati, ma quando ciò avviene con una fila ininterrotta di veicoli dietro, è davvero il trionfo della stupidità!

Situazioni del genere avvengono un po’ dappertutto, ma certamente la Capitale, con la sua fittissima rete di strade e stradine e la miriade di vetture che quotidianamente le percorrono, offre una vastità di esempi davvero impressionante. La Via Cristoforo Colombo ne è certamente un vasto teatro, ma le possibili combinazioni sono tantissime anche altrove. Ad esempio: percorrendo Via di San Sebastiano – strada a senso unico che dalla Colombo arriva a Porta Ardeatina – e arrivando all’incrocio semaforizzato, si assiste a questa situazione: il semaforo consente di svoltare a destra verso Via di Porta Ardeatina, a sinistra verso Viale delle Mura Latine o proseguire diritto verso l’Appia Antica; l’incrocio si apre dunque con una viabilità molo ampia con tre corsie che si aprono a ventaglio. Circa dieci metri prima del semaforo, la strada è ancora ad una corsia che poi, superata Porta Ardeatina, si sviluppa come sopra, ma è proprio lì, sotto Porta Ardeatina che l’arco stesso della porta, con il sole a picco, crea una zona d’ombra, ed è proprio lì che il “furbo eccessivamente accaldato” di turno si è fermato un bel giorno! Invitato “a proseguire” dall’automobilista immediatamente dietro sceso per l’occasione, in borghese ma che l’arma di servizio nella fondina denunciava come un esponente delle Forze dell’Ordine, il povero accaldato automobilista acconsentiva a spostarsi dicendo: “Ok, mi sposto, ma non vedo il problema…”.

Infatti, appena liberato il varco, qualcosa come una decina di auto si disponeva sulle tre diverse diramazioni. Lasciando da parte lo spazio tra i veicoli e contando anche solo una lunghezza media di quattro metri a vettura, si arriva “appena” a quaranta metri di fila. D’altra parte il poveretto “fotofobico” aveva caldo e seppure l’art. 157 vieta la fermata d’intralcio e il buon senso impone il rispetto per gli altri, “tanto piacere”!
Qualcuno ha detto che “la mamma del cretino è sempre incinta”; ciò che è certo è che la maggior pare degli esponenti di questa “prole anomala” ha la patente.

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