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Nasce a #Fiumicino il satellite ‘spia’ per l’ambiente

24 luglio 2017 | 07:18
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Un gruppo di studenti del liceo scientifico di Maccarese protagonista all’Italian CanSat Competition con una sonda che misura la qualità dell’aria.

Nasce a #Fiumicino il satellite ‘spia’ per l’ambiente

Il Faro on line – “Fiumicino… abbiamo un problema!”. A pochi secondi dal lancio si interrompe il contatto radio con la sonda. Una corsa contro il tempo per fermare il decollo del razzo. Poi tutto ritorna a funzionare. Comincia il conto alla rovescia. Meno tre, due, uno. Partito.

Attimi concitati, che sembrano appartenere alla scena di un film. Ma è tutto reale. Siamo alla stazione radioastronomica di Medicina in provincia di Bologna. Protagonisti Flavio Pasquale, Mara Moriconi, Alessio Altamore, Andrea Strano, David Puyka, Riccardo Finucci e Sofia Xella, studenti del Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Maccarese.

La loro sfida? Aver costruito una sonda ambientale dentro una comune lattina da bibite per partecipare alla Italian CanSat Competition, sessione nazionale di una manifestazione – promossa dall’European Space Agency – che offre agli studenti delle superiori la possibilità di confrontarsi con un vero e proprio progetto spaziale.

In gara, i ragazzi di Fiumicino si sono piazzati terzi, ma l’entusiasmo è comunque alle stelle. Il loro è un grandissimo risultato all’interno di una competizione di eccellenza dove pochi raggiungono il traguardo finale – il lancio della sonda – mentre molti sono costretti a rinunciare davanti alle difficoltà che la costruzione di un satellite, realmente funzionante, presenta.

La squadra di Maccarese, invece, non ha mollato mai. I ragazzi si sono impegnati per mesi, fermandosi a scuola tre pomeriggi alla settimana, fino alle sei di sera, per dedicare il loro tempo a questo progetto, anche se questo era l’anno più difficile per loro, quello della maturità.

“E’ stato un lavoro incredibile – racconta Andrea, appassionato di fisica dei biosistemi – ci siamo confrontati con problemi che non ci saremmo neppure immaginati, che richiedevano conoscenze specifiche che andavano anche al di là di quello che normalmente viene insegnato in un quinto superiore”.

“Siamo partiti dal niente – prosegue Mara – era la prima volta che il nostro liceo partecipava ad una competizione scientifica di questo livello. Per recuperare i fondi necessari all’acquisto dei materiali per la sonda abbiamo organizzato degli eventi di autofinanziamento, con l’aiuto della scuola”.

Ma come è cominciata questa avventura? Ce lo racconta Flavio, occhiali, pantaloncini e un futuro come ingegnere aerospaziale. “Da quando sono piccolo lo spazio è la mia passione – spiega, sorridendo – dal web e dai social media seguo l’Agenzia Spaziale Italiana e quella europea, che fanno manifestazioni e iniziative anche per i ragazzi, per le scuole. E così ho scoperto l’esistenza di questo progetto che ci avrebbe dato l’opportunità di mettere in pratica quello che avevamo imparato sui banchi di scuola. Ne ho parlato a Riccardo, il nostro rappresentate d’istituto, e insieme alla professoressa Pilolli – che ci ha affiancato lungo tutto il percorso – ci siamo imbarcati in questa impresa. All’inizio abbiamo riscosso una grande popolarità; in tanti volevano aderire al progetto, ma poi il team si è definito intorno a noi sette”.

Un gruppo ristretto in cui ciascuno ha fatto la sua parte, mettendo le proprie personali capacità, il proprio “genio“, a servizio della squadra. Dalla programmazione della scheda madre alla creazione di un circuito elettrico, dalla realizzazione dell’involucro esterno alla scelta dei sensori, ognuno ha saputo portare il suo specifico contributo.

“La vera scommessa – rivela Mara – è stato far entrare tutto in uno spazio così minuscolo! Su una superficie di soli 66 millimetri di diametro abbiamo inserito ben 7 sensori diversi, per misurare nell’atmosfera la quantità di benzene, ammoniaca, anidride carbonica e polveri sottili.

Abbiamo concepito il nostro CanSat, infatti, come sonda ambientale in grado di evidenziare la presenza nell’ambiente di una serie di gas che, a determinate concentrazioni, risultano essere nocivi e inquinanti sulla base dei parametri fissati dalla legge”.

Tutti i dati acquisiti sono stati poi rielaborati e rappresentati in grafici per l’esposizione finale davanti alla giuria. “Una parte importante del progetto – afferma Alessio, l’informatico del gruppo – è stata quella relativa alla programmazione dei software necessari all’acquisizione dei dati e alla loro conversione: il sensore trasmette un input via radio, il software che abbiamo creato lo decodifica, lo rende “leggibile”. Tutte le informazioni raccolte sono state raccolte in 12 tabelle di grafici per la presentazione finale. Abbiamo lavorato però “a scatola chiusa”, perché non è stato possibile fare nessun tipo di collaudo, tutto doveva funzionare il giorno del lancio. Ma per fortuna, è andata bene”.

E bene lo è andata davvero: un meritatissimo terzo posto e l’inizio di quella che potrà diventare una vera e propria ‘tradizione’ all’interno della scuola, visto il successo che ha riscosso questa prima iniziativa. Ma anche la nascita di un’amicizia, di un team di lavoro affiatato che adesso pensa al futuro, all’università e a nuovi progetti nello spazio.

I complimenti dell’assessore alla Cultura, Arcangela Galluzzo

“Desidero complimentarmi per lo splendido risultato raggiunto dai ragazzi del Liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Maccarese soprattutto se consideriamo che, per la prima volta, partecipavano alla competizione Cansat Italia” – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Arcangela Galluzzo. “Una bella opportunità di svago e divertimento unita allo studio e all’impegno di questi studenti che sono riusciti a trasformare una normale lattina per le bevande in un satellite in miniatura. Arrivare terzi in questa competizione premia la qualità dei ragazzi e anche quella della scuola nella quale si sono formati”.