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CFP del Comune di #Roma, una risorsa bloccata dalla burocrazia

Il lavoro precario dei Formatori dei CFP di Roma Capitale.

CFP del Comune di Roma: una risorsa bloccata dalla burocrazia

Il Faro on line – La vicenda dei Formatori dei CFP di Roma Capitale, in termini di contrattazione e organizzazione del lavoro, sta precipitando. “Viviamo uno stato di disagio e precarietà lavorativa che non ci garantisce futuro”, dicono.

La denuncia è quella, principalmente, di vivere l’attività lavorativa, da una parte come lavoratori autonomi, mentre, dall’altra si richiede loro un impegno equivalente ad un lavoratore dipendente. Cerchiamo di fare delle precisazioni per comprender meglio la situazione generale.

La formazione professionale è un’attività didattica teorico/pratica, regolamentata dalle Regioni le quali, insieme al mondo delle aziende, individuano fabbisogni di occupazione del mercato locale, definendo percorsi specifici da attivare sul territorio nazionale.

La natura della formazione professionale, può essere, quindi, privata e pubblica. E mentre l’attività privata, ha una sua gestione autonoma, svincolata in parte dalla burocrazia in cui spesso si impantana l’amministrazione pubblica, i Centri di Formazione Professionale, appunto, gestiti dagli Enti Locali, presentano molte criticità.

Il comune da qualche anno prevede una contrattazione con i Formatori di natura collaborativa, i Co.Co.Co. (Collaborazione Coordinata e Continuativa) che dovrebbe essere estinta, mentre la Legge Regionale prevede una contrattazione a tempo determinato, cosa quest’ultima applicata nei CFP gestiti dalla Città Metropolitana di Roma Capitale (ex Provincia di Roma).

Inoltre, un aspetto discutibile è che gli interni dei CFP di Roma Capitale vennero assunti come lavoratori della formazione professionale, facendo riferimento al CCNL di competenza ma, non sono assimilati ai lavoratori comunali.

In sintesi, questa destabilizzazione contrattuale, le cui responsabilità ancora non sono ben chiare, penalizza, oltre che i lavoratori Formatori, anche tutto il sistema pubblico della Formazione Professionale, con una ricaduta sugli allievi dei corsi.

Quest’ultimi vivono il disagio di iniziare le attività didattiche nel mese di settembre, da qualche anno ad oggi, con il personale Formatore ridotto ai minimi termini, questo perché, nella confusione gestionale del Comune, ogni anno si tarda a definire il contratto di lavoro per gli stessi Formatori, ripiegando poi, sempre su contratti che da una parte, aumentano lo stato di precarietà dei lavoratori e dall’altra, formalizzano un rapporto di lavoro discutibile, legalmente parlando e visto quanto su descritto, in relazione alla tipologia di attività che i lavoratori svolgono nel corso dell’anno accademico.

Anche l’ennesimo tentativo di alcuni Formatori dei CFP del Comune di Roma, di essere ricevuti dalla Dott.ssa Maria Cristina Selloni del dipartimento “Turismo e Formazione Professionale” alla quale chiedere chiarimenti in merito al reclutamento del personale precario, alle forme contrattuali e alle modalità dei loro pagamenti, non ha prodotto nessun riscontro. Anzi, a detta degli stessi lavoratori, a distanza di due mesi dalla loro richiesta scritta, quest’ultimi sono ancora in attesa di ricevere un contatto da parte della stessa Dott.ssa Selloni o da un suo delegato.

Sulla questione è intervenuto il Consigliere Davide Bordoni che, dopo aver ascoltato le istanze di alcuni lavoratori dei CFP di Roma Capitale, ha accolto la loro richiesta e si è subito attivato per informare l’Assessore allo sviluppo Economico Turismo e Lavoro, il Dott. Adriano Meloni, al fine di far chiarezza sulla situazione costante e continuativa di precarietà contrattuale dei Formatori.