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Legge elettorale, i partiti si studiano

Il centrodestra annuncia una proposta comune a breve. Il Pd attende Pisapia.

Legge elettorale, i partiti si studiano

Il Faro on line – Il presidente della Repubblica Mattarella dà “i compiti per le vacanze” ai partiti sua legge elettorale che alla ripresa sarà tra i dossier caldi in Commissione Affari costituzionali della Camera, dove il testo è stato rinviato dopo il flop in Aula a giugno.

Nodi politici e anche tecnici fanno sì che ad agosto si cominci a sviscerare le questioni di fondo, a partire dal premio di coalizione, che implica per il centrosinistra di aver chiarito i rapporti tra i protagonisti, da Renzi a Pisapia passando per Mdp.

Nel ricordare al Parlamento il “dovere” di mettere mano alla legge elettorale, il Presidente Mattarella – almeno nella lettura che vien data a Montecitorio – sembra accontentarsi dell’obiettivo di eliminare le “disomogeneità” tra il sistema della Camera e quello del Senato: nel primo c’è il premio alla lista e nel secondo alla coalizione, nel primo la soglia è al 3% mentre nel secondo è all’8% su base regionale. Una impostazione che piace a M5s che propone di estendere il sistema della Camera al Senato, con il premio alla lista.

Si è invece convertita al premio di coalizione FI che ha dato vita assieme a Lega e Fdi a un tavolo comune sulla legge elettorale: a giorni una proposta unitaria, ha annunciato Renato Brunetta. Se la coalizione torna nell’orizzonte di Fi, nel Pd c’è freddezza.

Il capogruppo Ettore Rosato ribadisce l’impegno a settembre a riprendere il dossier, purché “tutti i partiti facciano la loro parte”: insomma l’accordo deve comprendere non solo Fi e centrodestra, ma anche M5s. D’altra parte solo se si chiariranno le intenzioni di Giuliano Pisapia e di Mdp ci potrà essere una svolta coalizionale del Pd: nel partito di Renzi c’è però scetticismo che il partito di D’Alema, Speranza e Bersani voglia dar vita a una coalizione. A quel punto il premio alla coalizione “sarebbe solo un regalo al centrodestra”, osserva Dario Parrini.

Ap con Maurizio Lupi chiede di cambiar schema: si parta da un accordo entro l’attuale maggioranza di governo per poi allargare il consenso. Il Presidente della Commissione Affari costituzionali, Andrea Mazziotti evidenzia che un eventuale accordo deve essere “ampio e preciso” in ogni dettaglio, per evitare nuovi naufragi, e deve riguardare anche i passaggi al Senato.

A giugno è saltato tutto su un “dettaglio”, le norme sul Trentino Alto Adige che alla Camera non potranno essere modificate, ma che l’impegno del Pd con la Svp porterà a rivedere in Senato. “Per questo – insiste Mazziotti – occorre uno sforzo per un accordo che riguardi tutti i contenuti e tutto il percorso parlamentare”. (fonte: ansa)