Seguici su

Cerca nel sito

72mo anniversario della bomba su #Nagasaki, appello contro il nucleare foto

Il Sindaco critica Tokyo per la mancata firma al trattato Onu sul bando

Più informazioni su

72mo anniversario della bomba su Nagasaki, appello contro il nucleare

Il Faro on line – Nagasaki ha ricordato oggi il 72/mo anniversario della bomba atomica sganciata dagli Stati Uniti sul finire delle Seconda guerra mondiale tre giorni dopo quella che rase al suolo Hiroshima, nel mezzo delle tensioni regionali divenute globali che vedono gli Usa denunciare la “minaccia” dei piani nucleari e missilistici della Corea del Nord.

Nel parco della Pace il sindaco della storica città nel sud del Giappone, Tomihisa Taue, ha chiesto durante la cerimonia di commemorazione che il governo nipponico aderisca al primo trattato sul bando degli armamenti atomici che sotto l’egida Onu ha visto lo scorso mese l’adesione di 122 Paesi e territori. “La posizione del governo di non partecipare ai negoziati diplomatici del Trattato sulla proibizione del nucleare è piuttosto incomprensibile a quelli di noi che vivono nelle città che hanno sofferto i bombardamenti atomici”, ha detto Taue nel suo intervento trasmesso dalla tv pubblica Nhk.

“Come unico Paese al mondo ad aver sofferto i bombardamenti atomici in tempo di guerra, sollecito il governo nipponico a riconsiderare la politica di fare affidamento sull’ombrello nucleare e ad aderire al Trattato sulla proibizione del nucleare alla prima opportunità possibile”, ha affermato Taue, invitando il Giappone a “ribadire al mondo il proposito sullo spirito pacifista della sua Costituzione che rinuncia con decisione alla guerra“. Un messaggio diretto al premier conservatore Shinzo Abe che sta lavorando con il suo partito Liberaldemocratico a un formale emendamento per modificare gli attuali assetti.

Abe, da parte sua, ha evitato, a differenza del discorso fatto a Hiroshima, un esplicito riferimento al Trattato rimarcando che sia i Paesi non armi nucleari sia quelli privi debbano produrre gli sforzi necessari perché l’abolizione del nucleare a uso bellico diventi realtà. “Il Giappone è determinato a guidare la comunità internazionale con un appello a entrambe le parti”, ha detto il premier, negli anni scorsi bersaglio di dure contestazioni in occasione delle commemorazioni di Hiroshima e Nagasaki.

Alla cerimonia, secondo gli organizzatori, erano attesi circa 60 rappresentanti dell’Unione europea e di Paesi come Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia e Stati Uniti (potenze atomiche ufficiali) e Israele, potenza “non ufficiale”, nonche’ Izumi Nakamitsu, sottosegretario generale Onu e alto rappresentante per il disarmo, che ha letto un messaggio del segretario generale del Palazzo di Vetro Antonio Guterres.

“Fat Man”, l’ordigno al plutonio, fu sganciato su Nagasaki, il cuore della cristianità nel Sol Levante, da un bombardiere Usa alle 11:02 del 9 agosto del 1945 dall’altitudine di circa 500 metri replicando l’attacco su Hiroshima di tre giorni prima. Si stima che 74.000 persone morirono subito o entro la fine dello stesso anno contro le 140.000 di Hiroshima, mentre il Giappone annunciò la resa 6 giorni dopo, il 15 agosto. Il numero complessivo di “hibakusha”, i sopravvissuti ai due bombardamenti, è sceso a marzo a 164.621, con un’età media salita a 81,41 anni.

 

Più informazioni su