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#Tarquinia, i cittadini dell‘Olivastro e l’associazione Bio Ambiente ‘Pericolo biogas all’alba’

Una lettera al sindaco Mencarini per ribadire il "No" al progetto della centrale.

#Tarquinia, i cittadini dell‘Olivastro e l’associazione Bio Ambiente ‘Pericolo biogas all’alba’

Il Faro on line – “Sig. sindaco Mencarini  siamo giunti al capolinea e non abbiamo ancora udito il suo parere ufficiale in merito al progetto “biogas” e noi suoi concittadini di Tarquinia siamo molto preouccupati” – lo dichiarano in un comunicato  i cittadini dell‘Olivastro e l’associazione Bio ambiente di Tarquinia.

“Infatti il prossimo 1 settembre si terrà a Roma presso gli uffici del Via (Valutazione impatto ambientale), la Conferenza dei servizi  conclusiva,  cui tutti gli Enti pubblici partecipanti dovranno esprimere il loro giudizio per la valutazione dell’ Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) del progetto “centrale biogas a Tarquinia”.

In quella sede, il Comune avrà, tramite il Sindaco, quale massima Autorità sanitaria locale, un chiaro peso decisionale che potrà contrastare  l’incomprensibile ed inspiegabile parere positivo del Via della Regione del 14 febbraio u.s., parere sopraggiunto poco dopo l’insediamento di un nuovo Direttore probabilmente poco istruito sull’antropizzazione locale e sul pregio delle produzioni agricole biologiche della località Olivastro-Valle del Mignone di Tarquinia.

Ciò sicuramente è stato facilitato dal modus operandi della precedente amministrazione e quindi della vecchia politica, che si è manifestata sempre “autistica” nei riguardi di tale problematica ambientale.

Sindaco le ricordiamo che i pareri amimici e stereotipati finora emessi dalla Asl di competenza e dall’ Iss (Ist.Sup.Sanità) sul vecchio progetto sono comunque fittizzi ed impugnabili in quanto basati solo sull’analisi cartacea del progetto del proponente.

Infatti mai nessuno dei responsabili di tali uffici si è mai sporcato le scarpe della terra dell’Olivastro andando a bussare casa per casa per  verificare le abitazioni ivi esistenti e le famiglie residenti compresi i due bambini di 10 e 12 mesi. Ecco questo noi cittadini dell’Olivastro chiediamo al neo Sindaco e cioè di impegnarsi con la Asl locale (VT) a verificare e toccare con mano la veridicità di quanto sempre dichiarato dai suoi cittadini.

Perciò è palese che non si dovrebbe permettere l’ insediamento di un’altra fonte così potenzialmente nociva come questo tipo di industria detta biogas che, quando tratti materiale organico del tipo rifiuti (nettezza organica o Forsu), viene classificata per normativa vigente, “industria insalubre di prima classe”.

Tale normativa prevede invece che tale industria debba essere localizzata eventualmente  in un territorio industriale e quindi molto lontana da abitazioni, fiumi e terreni agricoli.  Ricordiamo infine come la variante biometano di  questo ultimo progetto, è sicuramente peggiorativa per la sicurezza dei residenti, poichè prevede enormi depositi di stoccaggio ad alta pressione di gas metano con aumentato traffico locale di autotreni (carri bombolai) per il carico e trasporto del gas, aumentando perciò la pericolosità per gli abitanti in zona.

Siamo giunti perciò al capolinea e la popolazione vorrebbe udire il parere in merito del proprio Sindaco, visto che in campagna elettorale il diniego alla centrale biogas è stato uno dei punti forza al suo risultato elettorale.

Quindi i suoi elettori chiedono a tutta la nuova amministrazione, di prendere posizione e confermare al più presto la propria contrarietà assoluta al progetto biogas, facendo quadrato con la cittadinanza ed  esprimendo la chiara volontà ostativa  a detta centrale insalubre. Sindaco Mencarini, potrà perciò, in veste di massima Autorità sanitaria locale ed avvalendosi anche del principio di precauzione, tutelare la salute dei suoi cittadini e della sana agricoltura del territorio di Tarquinia” – conclude il comunicato.