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Le torri di Amazon

Amazon proiettata verso il futuro, tenendosi piú “con i piedi per terra” rispetto al passato

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Le torri di Amazon

Il Faro on line – Il colosso americano delle consegne intende andare ben oltre il monopolio nel suo settore. Ce lo dimostrano i suoi recenti tentativi di produrre serie televisive e fornire servizi di consegna degli alimenti a domicilio. Negli obiettivi dell’azienda, rientrano da sempre la velocità e l’efficienza delle spedizioni.

Nel cercare di migliorarle Amazon si lancia in iniziative audaci e spesso fantasiose. Tra queste ricordiamo con un sorriso il suo brevetto per il “Magazzino volante” nel 2015, che, come suggerisce il nome nome, voleva essere una struttura volante simile ad un dirigibile in grado di funzionare come magazzino per dei droni “postini”. L’idea è rimasta ovviamente in fase progettuale, tuttavia quest’anno Amazon ha dimostrato di non volersi precludere altri progetti simili.

Ottiene infatti un brevetto per le “Torri alveare”, strutture cilindriche pensate per le aree urbane densamente popolate, nelle quali i droni dovrebbero rifornirsi di energia e caricarsi dei pacchi da consegnare a domicilio. Questi centri, similmente ad un alveare sarebbero in grado quindi di gestire un grande numero di droni da consegna, lasciando gestire ai dipendenti solo manutenzione e trasporto delle merci fino alle torri, insieme all’ipotetico pilotaggio dei nuovi tecnologici postini. L’idea è indiscutibilmente difficile da realizzare, anche se in modo minore rispetto ai simpatici “Magazzini volanti”.

Tuttavia sembra piacere molto al pubblico per i tanti benefici che potrebbe fornire ai consumatori. Il ritardo nelle consegne dovuto al traffico urbano sarebbe ormai un problema quasi completamente risolto, mentre aumenterebbero di gran lunga la rapidità delle consegne e l’efficienza generale del servizio. Inoltre, le consegne tradizionali avverrebbero in modo piú fluido poiché sarebbero limitate ai pacchi piú grandi.

L’idea non manca però di aspetti negativi, primo tra tutti il rumore prodotto dai droni, che renderebbe quasi invivibili le zone circostanti all’edificio. Sarebbe poi molto difficile individuare un buon punto di atterraggio per ogni consegna che non sia all’interno delle abitazioni dei clienti, scenario non molto rassicurante. Infine, l’avvento dei droni da consegna comporterebbe una considerevole riduzione di personale.

Insomma, Amazon lascia intendere di essere proiettata verso il futuro, tenendosi piú “con i piedi per terra” rispetto al passato. Ci aspettiamo che l’iniziativa rimanga allo stato di brevetto, ma l’aumento esponenziale dello sviluppo tecnologico rende tali prospettive man mano piú realizzabili. Le stesse spedizioni via drone si stanno diffondendo. Già l’anno scorso Amazon ha realizzato la sua prima consegna per via aerea in una zona rurale di Cambridge in Gran Bretagna. Insomma, la scienza ci sorprende sempre di piú, trasformando in opportunità quelle che prima erano visionarie idee distopiche.

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