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Piano di protezione civile, ecco cosa accade a #Fiumicino in caso di alluvione

25 agosto 2017 | 07:30
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Piano di protezione civile, ecco cosa accade a #Fiumicino in caso di alluvione
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Piano di protezione civile, ecco cosa accade a #Fiumicino in caso di alluvione
Piano di protezione civile, ecco cosa accade a #Fiumicino in caso di alluvione

Intervista al capo della “Nuovo Domani”, Alfredo Diorio

Piano di protezione civile, ecco cosa accade a #Fiumicino in caso di alluvione

Il Faro on line – Acqua e fuoco. Il territorio di Fiumicino è a rischio le l’una e per l’altro. La Protezione civile Nuovo Domani ha fatto circa 200 interventi antincendio, ma è pronta anche a intervenire in caso di alluvione. Ma se dovesse accadere, cosa deve fare la popolazione? Esiste un piani? Esiste una centrale di comando? Esistono delle direttive specifiche? In sostanza: siamo preparati?

Lo abbiamo chiesto al coordinatore della Protezione civile comunale, Alfredo Diorio.

Alfredo Diorio, Protezione civile

Alfredo Diorio, Protezione civile

Esiste un Piano di emergenza?

“Sì, esiste ed è operativo. E’ il Piano di Protezione civile, o Piano di emergenza del Comune di Fiumicino. Prevede l’utilizzo di cartografie georeferenziate, come Google maps per capirci, dove abbiamo inserito milioni di dati riguardanti il nostro territorio. Un lavoro durato un anno e 8 mesi, fatto dalla Protezione civile con collaborazione con tutti gli uffici comunali, con le raffinerie, l’Autorità Portuale, la Capitaneria di Porto, le varie forze dell’ordine e Aeroporti di Roma. Abbiamo acquisito ed integrato nel database generale tutti i singoli Piani di emergenza, fino ad avere il quadro totale del territorio”.

In caso di alluvione, ad esempio,m che accade?

“Contrariamente a quanto si pensi, il problema alluvione non viene direttamente dalla pioggia, ma dall’acqua che essa immette nel fiume. Abbiamo un sistema di allerta che, dalla diga di Nazzano, ci avverte circa 4 ore prima se c’è una piena del Tevere in arrivo e di quale portata.
Nel frattempo di attiva il Coc, il Centro Operativo Comunale, a cui fanno capo tutte le forze dell’ordine per un coordinamento delle forze in campo.
A quel punto partono le squadre di avvisamento, strada per strada, per invitare con i megafoni la gente ad andare nelle cosiddette zone di ammassamento, diverse a seconda della località e della zona del quartiere.
E’ prevista anche un’area di accoglienza per eventuali sfollati.

Ma questo benedetto Coc esiste come area fisica o è solo un modello operativo?

Esiste, ed è collocato attualmente presso il Comando dei Vigili urbani. Per la verità c’era in progetto di metterlo dov’è posizionata la biglietteria dei traghetti, e prevedeva un’area comune e degli spazi singoli per ogni forza in campo, Vigili del fuoco, carabinieri, polizia, ecc. L’area è di competenza dell’Autorità portuale, che in un primo momento aveva dato la disponibilità ad offrire quello spazio, ma poi non se ne è fatto più nulla. E’ un peccato, perché li si poteva mettere il presidio di protezione civile permanente, da trasformare ed attivare in Coc all’occorrenza.

Ma insomma, questo territorio è a rischio?

“Il sistema dei canali e il potenziamento delle idrovore è una buona garanzia, di contro però c’è da considerare che la falda acquifera è a meno di due metri dal suolo, e che quindi tutti coloro che hanno trasformato i garage in abitazioni in qualche modo rischiano. La scorsa alluvione l’acqua usciva dai tombini, non erano secchiate dall’alto. Anzi, in quei sotterranei proprio non ci si dovrebbe stare, ma tant’è. Noi siamo pronti”.

Voi siete pronti, ma la gente no. Perché non vengono fatte esercitazioni con tutto il quartiere?

“Lo avevo proposto, ma per ora non si è fatto. E’ anche vero che non creso sarebbero in molti i cittadini disposti a fermare le proprie attività per capire cosa fare in caso di emergenza, né ad alzarsi di notte. Ma proveremo a riproporlo…”

A proposito di esercitazioni, c’è anche il rischio esondazione. Lo scorso anno avete fatto una prova sulle paratie lungo il fiume. E adesso?

“Adesso stiamo per rifarla. Ogni anno facciamo una verifica sul funzionamento delle paratie e sui tempi di intervento. Siamo operativi, la gente deve stare tranquilla. E possiamo contare su forze dell’ordine di prim’ordine, dalla Capitaneria ai Vigili del fuoco a tutti gli altri”.