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Mense scolastiche a #Pomezia, corsi e ricorsi, le preoccupazioni dei sindacati

Per il Comune è tutto a posto, ma ad ottobre il Tar si dovrà pronunciare su due ricorsi incrociati.

Mense scolastiche a #Pomezia, corsi e ricorsi, le preoccupazioni dei sindacati

Il Faro on line – “La nostra preoccupazione è che a tutte le maestranze venga garantito, attraverso il passaggio diretto, le medesime condizioni occupazionali, economiche e contrattuali per tutti i lavoratori“. A parlare è Davide Favero Segretario Generale della C.L.A.S., e motivo della preoccupazione è la gara d’appalto per le mense scolastiche di Pomezia. Il Sindacato C.L.A.S. interviene infatti sul prossimo eventuale cambio appalto del servizio mense presso le scuole di Pomezia tra la società Solidarietà e Lavoro ad oggi titolare del servizio e la soc. Innova che subentrerebbe presumibilmente a partire dal prossimo anno scolastico 2017/2018.

A fronte di dichiarazioni pubbliche del Comune sul fatto che sia tutto a posto, va riscontrata dalla documentazione ufficiale una serie di criticità che mettono in allarme i lavoratori.

“I ragazzi delle scuole comunali torneranno a scuola l’11settembre con i servizi di trasporto e di mensa immediatamente disponibili fin dal primo giorno – ha dichiarato il Sindaco Fabio Fucci. – Quest’anno la mensa costerà meno e, durante i mesi estivi inoltre, sono stati avviati una serie di lavori per migliorare le condizioni di alcune strutture scolastiche, anche a seguito di richieste specifiche che ci sono pervenute direttamente dalle scuole e dai genitori degli alunni. I lavori si concluderanno prima dell’inizio delle lezioni”.

Ma tutto tranquillo non è. Innanzitutto i ricorsi incrociati che le varie società in gara hanno fatto vicendevolmente, poi una pendenza sempre di tipo giudiziario-amministrativo sulla durata del precedente appalto (definito dal Tar a favore del Comune ma per il quale non sono scaduti i termini di ricorso al Consiglio di Stato che, ove mai fosse accolto, restituirebbe alla Ati Solidarietà e lavoro-Vivendi la gestione fino al 2019) e, in ultimo, la mancata assegnazione “ufficiale” (cioè la comunicazione alle ditte concorrenti) dell’ultima gara, che probabilmente nel momento in cui sarà formalizzata su un documento amministrativo sarà impugnata in tribunale.

Ecco perché i sindacati sono preoccupati, ad di là del merito della vicenda. Questa intricata serie di corsi e ricorsi, il livello dei costi proposti al ribasso dalla ditta vincitrice dell’ultima gara e la spada di Damocle della vicenda del precedente appalto, non consentono ai lavoratori e alle loro famiglie di avere certezze sul proprio futuro.

LA STORIA

Ma cerchiamo di capire come si è arrivati fino a questo punto. Il bando in questione risale al 9 marzo 2017 e era destinato all’appalto mense scolastiche per gli anni 2017/18 e 2019/20, per un valore triennale di 5 milioni 473mila euro.

Sono arrivate 4 proposte: 1) Innova spa, 2) Ati Solidarietà e lavoro soc. coop -Vivenda spa- Sirio soc. coop. – 3) All foods, 4) Ati Sodexo Italia spa – Gim srl. Subito ci sono stati ricorsi, in particolare la Ati Solidarietà e lavoro ha contestato la mancata documentazione del “fatturato eseguito per servizi analoghi”, che Innova ha dichiarato in collaborazione con Elior Ristorazione spa, ma che in cartellina non era specificato quanto a risorse e mezzi a disposizione.

Nel frattempo però anche Innova ha proposto ricorso “ad ecludendum” contro gli altri partecipanti alla gara d’appalto, contestando a tutti – ognuno per proprio conto – irregolarità sulla documentazione amministrativa. Ed è proprio su questi ricorsi che i giudici del Tar (Tribunale amministrativo regionale) saranno chiamati a pronunciarsi il prossimo 4 ottobre, tra circa un mese.

Capitolo a parte è quello alla gara stessa. La ditta vincitrice a effettuato un ribasso del 12,50% a fronte di ribassi oscillanti dall’1 al 2% delle altre ditte concorrenti. Questo scarto ha permesso a chi ha fatto l’offerta di essere altamente competitivo e dunque di vincere, ma ha messo in allarme i sindacati sul volume generale delle risorse economiche a disposizione.

LE PREOCCUPAZIONI

“Come Organizzazione Sindacale – afferma infine Favero – chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto con tutte le controparti interessate al fine di garantire l’espletamento delle procedure previste dal Ccnl applicato e dalla vigente normativa per l’eventuale passaggio di appalto, assicurando il massimo impegno e sforzo per salvaguardare continuità occupazionale e reddituale a tutti i lavoratori e il servizio mensa per la collettività”. In sostanza la paura è che ci siano meno soldi per i lavoratori, e che dunque possa esserci un contraccolpo occupazionale. E su questo i sindacati chiedono certezze.