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#Ostia Rapisarda, ‘I Mercatini delle Pulci su via delle Sirene sono sempre più invadenti’ foto

Ostia Protagonista: "Bisogna discutere questo problema all'interno delle giuste stanze politiche"

Il Faro online – “Diventa sempre più invadente il sito del ‘mercatini delle pulci’ che da anni si svolge quasi quotidianamente lungo via delle Sirene o viale Vasco de Gama, visto che invade totalmente la percorribilità del marciapiede lì presente. In questo mercato delle cianfrusaglie gestito dai nomadi è possibile trovare di tutto, partendo da materiali ripescati dai cassonetti e arrivare a trovare merce di valore, probabilmente di dubbia provenienza, come smartphone o addirittura impianti stereo per le automobili”. Così in una nota dichiara Andrea Rapisarda, Presidente di Ostia Protagonista.

“Ha meravigliato vedere come questa piazza dell’illegalità non sia stata contrastata durante questo periodo di commissariamento municipale, – prosegue Rapisarda – nonostante quest’attività sia ormai un appuntamento fisso giornalmente lungo le due strade lidensi. Come Ostia Protagonista non ci rivediamo nella linee politiche di chi vorrebbe cacciare questi mercatini violentemente, cadendo in ridicoli razzismi, o addirittura in chi, nella maniera opposta, vorrebbe legalizzare questo commercio tassando questi rom che vendono spazzatura e merce di dubbia provenienza”.

“Reputiamo invece – prosegue il Presidente – sia necessario discutere questo problema all’interno delle giuste stanze politiche, creando un tavolo di confronto magari nella Commissione addetta alle Politiche Sociali e della Saluta di Roma Capitale o, dopo il 5 Novembre 2017, in quella competente al X Municipio. Sarà necessario vagliare un discorso che veda confrontarsi la parte politica con i rappresentanti dei Cdq locali e le associazioni territoriali che da anni denunciano la situazione, trovando soluzioni definitive al blocco dei mercatini nomadi non solo a via delle Sirene ma in tutto il territorio lidense: infatti non crediamo sia sostenibile il perseguimento di queste attività illegali con le conseguenze che possono incorrere da simili situazioni, come dimostrano i concreti rischi igienico/sanitari provenienti dalla vendita di materiale preso dai secchioni dei rifiuti”.

“Un problema quindi – conclude Andrea Rapisarda – che va fermato per l’imminente futuro, pensando però anche a soluzioni che vadano a recuperare nella società i soggetti responsabili di tale attività e non ne ledano ulteriormente la dignità come singola persona“.