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@RegioneLazio, Agostini ‘Necessario emanare entro settembre il bando di gara per la gestione della Tenuta di Castel di Guido’ foto

Numerose le ipotesi per mettere a reddito il bene espresse da Agostini.

Il Faro on line, regione Lazio – Emanare entro settembre il bando di gara per la gestione della Tenuta di Castel di Guido e a procedere alla aggiudicazione della gestione entro 31 Dicembre 2017. E’ quanto chiede con un Ordine del Giorno, approvato dall’aula della Pisana, il consigliere regionale Riccardo Agostini (Art.Uno-Mdp).

“L’impegno assunto dalla Regione a Marzo 2017 in sede di commissione agricoltura, ovvero redigere entro il mese di aprile il bando per l’assegnazione della gestione della Tenuta di Castel di Guido, è disatteso ormai da mesi e l’avvicinarsi della fine della legislatura rischia di rinviare la soluzione di molto tempo” scrive Agostini nel documento.

“Oggi la Tenuta di Castel di Guido di proprietà della Regione Lazio – aggiunge Agostini – con i suoi 2300 Ha di terreni agricoli e boschivi, rappresenta a tutti gli effetti un patrimonio inalienabile della Regione Lazio per il suo valore agricolo, naturalistico, paesaggistico e archeologico, ma versa in uno stato improduttivo e di sostanziale abbandono che grava passivamente sul bilancio della Regione, sul futuro dei lavoratori e sullo stato di benessere degli animali da allevamento presenti nella tenuta.”

“E’ dunque un bene comune dei cittadini di Roma e del Lazio e in quanto tale va preservato nelle funzioni naturalistiche e valorizzato nelle funzioni sociali turistiche, didattiche e produttive che può sviluppare.

Nella Tenuta di Castel di Guido si potrebbe realizzare, in collaborazione con le Università e i Centri di Ricerca del Lazio, una Scuola del Biologico che darebbe forte impulso innovativo e produttivo alle produzioni agricole del Lazio e si potrebbe istituire la Banca delle Sementi autoctone del Lazio.

Inoltre, si potrebbero insediare strutture di trasformazione, confezionamento e commercializzazione consorziali al servizio anche dei microproduttori esterni alla Tenuta, e le produzioni biologiche potrebbero alimentare i circuiti di fornitura delle mense scolastiche e delle strutture ospedaliere pubbliche del territorio. Lo sviluppo produttivo agricolo e la multifunzionalità – conclude Agostini – potrebbero offrire nuove e aggiuntive opportunità occupazionali al territorio.”