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#Anzio, aule ‘scippate’ all’istituto Virgilio, monta la protesta

Un muro divisorio toglie tre aule più un bagno alla Virgilio per destinarli alla Collodi. Tutto a settembre e senza preavviso né confronto.

Il Faro on line – La questione è delicata, perché si parla di scuole, di bambini, di diritto allo studio e di rispetto delle regole. E ciò che sembra evidente, dalle dichiarazioni di alcuni genitori che hanno contatta Il Faro on line, è una contestazione del metodo ancor prima che del merito di ciò che è accaduto nel mese di settembre.

In sostanza gli alunni del Virgilio (Anzio 5) si sono visti letteralmente portare via, murate in un fine settimana, 3 aule a piano terra e un bagno. Motivo? “Devono” essere destinate al Collodi (Anzio 3) che è in sofferenza di posti.

Avrebbe anche un senso, se l’assegnazione fosse stata concordata, se fosse stata comunicata per tempo, se non andasse a ledere i piano di offerta formativa già presentati alle famiglie. Troppi “se” per una questione che si sta sempre più ingarbugliando.

La storia nel verbale del Consiglio di Istituto

“Nel mese di luglio 2017 si presentavano presso il nostro Istituto alcuni operai che chiedevano al personale ATA di Anzio V di vedere quali fossero i locali da assegnare all’ I.C. Anzio 3. Tale richiesta lasciava tutti noi sconcertati in quanto nulla era a nostra conoscenza in merito a tale cessione.

Si procedeva, quindi, a un’immediata richiesta di colloquio con il Sindaco Bruschini e con l’Assessore Nolfi i quali, nonostante reiterati solleciti, non si rendevano disponibili all’incontro.
Data la gravità della notizia, in data 6 luglio, il Consiglio di Istituto convocava immediatamente l’assemblea del personale e dei genitori che stabiliva di recarsi, tutti insieme, il giorno stesso, presso il Comune per avere chiarimenti dal Sindaco e dall’Assessore che, però, non si rendevano disponibili.

Il successivo 12 luglio, la responsabile del settore, Dirigente Santaniello, cui era stato chiesto un incontro, riceveva la Presidente del Consiglio di Istituto e il prof. Di Capua, come membro del C.d.I.; la Dirigente riferiva l’esistenza di un non precisato documento in cui il Dirigente dei Servizi alla Persona rassicurava la D.S. dell’Anzio III sulla fornitura da parte del Comune della aule necessarie alle nuove iscrizioni.

Il Presidente del Consiglio di Istituto  – c’è scritto sempre nel verbale – procedeva quindi ad una richiesta di accesso agli atti alla quale mai è stato dato seguito (salvo poi ottenerla grazie alla richiesta formale del Movimento Civico Città Futura)..

In data 28 luglio, durante il Consiglio Comunale, si è parlato della questione, come risulta dalla ripresa filmata della seduta presente su Ustream, senza però che si arrivasse a una definizione del caso. In tale occasione, è stata portata all’attenzione del Sindaco la nostra necessità di utilizzare le aule libere richiesteci, per la prevista realizzazione di laboratori per l’innovazione didattica oltretutto già finanziati dal MIUR (bando Atelier Creativi) e inseriti nel PTOF 2016/2019.

In data 4 settembre arriva la risposta della dirigente Santaniello che attesta l’inesistenza di qualsivoglia comunicazione al nostro Istituto in ordine alla cessione di aule.

Nello stesso periodo – prosegue il verbale – siamo stati informati delle risultanze di un accesso agli atti, operato da un Consigliere Comunale a seguito di quanto emerso nella seduta del 28 luglio, che ha evidenziato l’esistenza di una documentazione risalente al mese di febbraio 2017. Si tratta di due documenti di cui una richiesta, datata 7 febbraio, con la quale la DS di Anzio 3 chiedeva al Comune dei locali aggiuntivi per poter accogliere una nuova prima del ciclo della primaria. A tale richiesta, il successivo 14 febbraio, rispondeva il Dott. Pusceddu – Dirigente dell’Area Servizi alla Persona – che autorizzava l’accoglimento dell’istanza considerati gli impegni assunti dall’Assessore alla Pubblica Istruzione Sig.ra Nolfi. In tutto questo il nostro Istituto non veniva assolutamente menzionato.

La mattina del 5 settembre, a seguito delle piogge abbondanti, crollava il soffitto del plesso della scuola materna La Sirenetta, sita a Lido Dei Pini, che fa capo al nostro Istituto. Vista l’emergenza creatasi, la nostra DS rappresentava al Sindaco, con nota in pari data, trasmessa via PEC, l’esigenza di allocare temporaneamente, presso la sede centrale e fino al termine dei lavori di ripristino, le classi interessate nelle tre aule occupate dai laboratori.

Il giorno stesso il Sindaco, con procedura d’urgenza, convocava la nostra DS al Comune per esaminare il problema della Sirenetta. Non appena ricevuta, le consegnava, brevi manu, una comunicazione scritta, a sua firma, con la quale si disponeva l’assegnazione di non precisati locali del nostro Istituto all’Anzio 3 – motivando il tutto con l’esigenza di garantire il diritto allo studio agli alunni della predetta scuola.

Si disponeva, altresì, l’esecuzione di non meglio specificati lavori, necessari alla bisogna, facendo riferimento a una planimetria che, però, non era stata allegata. Solo a voce, il Sindaco parlava genericamente di tre aule. Bruschini garantiva, inoltre, che in giornata sarebbero state trasmesse, via PEC, sia la lettera consegnata, brevi manu, che la planimetria mancante, cosa che non è mai avvenuta nonostante vari solleciti.

In data 7 settembre si presentavano, in via Goldoni, alcuni operai che iniziavano a prendere le misure sia delle aule che dei bagni prospicienti, senza essere in alcun modo intralciati da nostro personale. Siccome dei bagni non era stato fatto alcun accenno, neppure verbale, e non essendo pervenuta ancora la preannunciata nota ufficiale, la Preside, dopo ripetuti tentativi, riusciva a mettersi in contatto telefonicamente, presso il Comune, con il responsabile dei lavori, Architetto Tonon, per chiedere chiarimenti, ricevendo dallo stesso solo risposte evasive.

Alla luce del continuo emergere di novità a danno del nostro istituto, la DS chiedeva via PEC al Sindaco Bruschini, all’assessore Nolfi e alla Dirigente Santaniello l’immediata sospensione dei lavori. Tale richiesta veniva motivata:
dalla violazione del diritto allo studio dei nostri alunni per via della perdita dei locali e della conseguente impossibilità di svolgervi le programmate attività già rese note ai genitori;
da problemi di natura igienico-sanitaria derivanti dalla riduzione del numero dei bagni che avrebbe prodotto un sottodimensionamento del numero degli stessi in rapporto al numero degli alunni, previsto, peraltro, da precise norme di legge;
dalla procedura messa in atto dal Sindaco assolutamente non conforme alle norme in quanto non solo mancante di idonea documentazione ma anche priva dei previsti pareri del nostro DS e del ns Consiglio di Istituto;
dalla mancata documentazione DUVRI.

Per tutta risposta – conclude il verbale – in data 8 settembre, veniva notificata alla nostra DS, da due vigili, una “Ordinanza del Sindaco” consistente in una lettera protocollata con la quale si diffidava la nostra Dirigente scolastica dal compiere qualsiasi azione ostativa all’avvio dei lavori.
Conseguentemente, gli operai provvedevano alla realizzazione di un muro di separazione fra i nostri locali e le aule destinate all’altro Istituto, privandoci, così, di tre aule e un bagno comn quattro water”.

Fin qui la relazione del Consiglio d’Istituto. Resta aperto il discorso sulla legittimità di un’operazione del genere, che ha privato a settembre una scuola di aule necessarie per la formazione didattica, dell’intempestività relativa ai passaggi formali, fatti con ordinanze e solo a settembre.

Un corto circuito che, a prescindere dalle responsabilità personali di dirgenti e primo cittadino nel firmare gli atti, non fa bene ad un’istituzione come la Scuola che ormai vede costretti i plessi a lottare l’uno contro l’altro per poter garantire ai nostri ragazzi un minimo di apertura didattica e di programmazione che vada oltre il mero nozionismo.

Una brutta vicenda, da qualsiasi parte si veda, che non finisce con l’apertura dell’anno scolastico.
Sono previste infatti azioni formali contro quella che viene definita una “forzatura illegittima”, e intanto per il 28 settembre alle 17,30 è stata convocata un’assemblea pubblica.