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#Formia, la lettera aperta dei sacerdoti sulla mancanza d’acqua nel Sud Pontino

I pastori delle comunità parrocchiali: "Vogliamo esprimere in maniera univoca la solidarietà verso quanti hanno protestato pacificamente per questo disagio".

Il Faro on line – “Negli ultimi giorni la nostra amata città di Formia è stata attraversata da un’ondata di protesta nata dal profondo disagio per una situazione divenuta ormai insostenibile. Dagli inizi di giugno ininterrottamente la mancanza d’acqua ha caratterizzato in maniera significativa diverse zone della nostra città: per giornate intere in tante case è arrivato solo un filo d’acqua per pochissime ore al giorno. Anzi spesso gli appartamenti degli ultimi piani non sono stati raggiunti neanche da quel filo d’acqua!” – scrivono in una lettera aperta i sacerdoti di Formia.

“Il disagio è divenuto ancora più insostenibile per le persone anziane o malate, le quali non riescono a provvedere all’approvvigionamento idrico utilizzando i punti d’acqua dislocati nelle diverse zone della città.

Siamo consapevoli della diminuzione della portata delle sorgenti che alimentano il nostro comprensorio. Tuttavia proprio in questa situazione di criticità diventa ancora più insopportabile la grande dispersione idrica che caratterizza la rete di distribuzione del nostro territorio. A questo riguardo Legambiente, nel suo report su “Ecosistema-Urbano”, nel quinquennio 2011-2016 quantifica una dispersione idrica in provincia di Latina passata dal 62% al 67%, a fronte di una media nazionale stimata al 38,2% dall’Istat nell’anno 2015.

Questo disagio profondo e perdurante, verso il quale non ci sembra siano state fornite risposte adeguate dall’ente gestore, nella componente pubblica e privata, ha finito per alimentare un movimento di protesta spontaneo che ha occupato pacificamente le strade di Formia.

Ebbene noi, come pastori delle Comunità parrocchiali di questa città di Formia, vogliamo esprimere in maniera univoca la solidarietà verso quanti in quei giorni hanno protestato pacificamente. Vogliamo, altresì, esprimere piena solidarietà verso coloro che sono stati colpiti da un provvedimento di denuncia che noi riteniamo incomprensibile.

Chiediamo al nostro Sindaco e a tutti i Sindaci del comprensorio di adoperarsi per affrontare con ogni mezzo a disposizione il profondo disagio che l’interruzione della fornitura di acqua, bene pubblico e primario, ha determinato soprattutto nei confronti degli utenti più deboli e svantaggiati. Chiediamo alle competenti autorità di verificare e perseguire le responsabilità di quanti in questi mesi, sospendendo la fornitura idrica, hanno determinato l’interruzione di un servizio che deve garantire l’uso di un bene pubblico e primario.

Chiediamo con forza che vengano messi in atto tutti gli interventi necessari per affrontare e risolvere il male gravissimo della dispersione di un bene così prezioso com’è l’acqua, soprattutto in considerazione della diminuita disponibilità di questa risorsa.

Chiediamo, in linea con il disposto referendario, che i Sindaci si adoperino per una totale pubblicizzazione del servizio idrico, per scongiurare il pericolo segnalato da Papa Francesco al numero 30 dell’Enciclica Laudato Si’: “Mentre la qualità dell’acqua disponibile peggiora costantemente, in alcuni luoghi avanza la tendenza a privatizzare questa risorsa scarsa, trasformata in merce soggetta alle leggi del mercato. In realtà, l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani” – conclude la lettera.