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Da #Aranova a #Passoscuro, una lunga scia di rifiuti

La segnalazione di Roberto Severini. "Servono telecamere, fototrappole e più controlli. E la gente deve denunciare..."

Il Faro on line – Una lunga scia d’immondizia collega Aranova a Passoscuro, una scia fatta di rifiuti, inciviltà, mancati controlli. E’ la video denuncia fatta da Roberto Severini nell’ambito della trasmissione “Mezzogiorno di Faro”, dedicata stavolta proprio alle strade di collegamento nell’area nord.

“E’ evidente che qui si tratta di una enorme dose di inciviltà non sono di chi passa da queste parti ma anche di gran parte dei residenti, inutile nasconderlo – ha detto Severini – ma bisogna anche dire che i controlli qui non esistono.

Le telecamere promesse non sono arrivate, se non nei punti di accesso di Aranova che però non hanno problemi di degrado. Possono essere utili come controllo per i malviventi, ma quanto a decoro urbano siamo primi di segnalatori, fototrappole, videosorveglianza, ecc.

Qualche volta abbiamo visto le Guardie ambientali, ma fare pattugliamenti con gli stemmi ben visibili di certo non aiuta a beccare gli sporcaccioni, che si guardano bene dall’operare mentre vedono che c’è qualcuno in giro. Aspettano che il pattugliamento finisca e poi agiscono”.

Il viaggio del “profondo nord” è terminato alle dune di Passoscuro. Anche lì, nonostante i cartelli ne annuncino l’esistenza e nonostante nel progetto originario ne fosse prevista l’installazione, niente telecamere. Il risultato? Atti vandalici a ripetizione, assi divelte, legni di arredo sradicati e utilizzati per fare falò estivi, immondizia e residui di festini e barbecue, ovviamente proibiti.

“Dentro Passoscuro, poi, c’è un angolo assurdo, segnalato anche dalla Pro loco: all’interno di un’area dove è stata demolita una casa abusiva si è formata una vera e propria discarica, con cumuli di rifiuti in decomposizione. Ai cittadini – conclude Severini – chiediamo di non aver paura di denunciare, collaborando con il Comune. A

quest’ultimo chiediamo maggiore presenza, multe più pesanti e capacità d’intervento. Siamo stanchi di subire abusi senza che nessuno ci difenda, ma rovinare questo territorio vuol dire rovinare il futuro di intere generazioni . Non possiamo acontentarci di piccoli controlli né possiamo accettare la solita solfa del ‘non ci sono soldi’. Tutelare i beni collettivi è un compito istituzionale, e come tale va assolto”.