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Osiris-REx : verso l’asteroide Bennu alla ricerca dei mattoni della vita

La Nasa fa progressi nello studio degli asteroidi all’interno del programma “New Frontiers”

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Il Faro on line – Il 9 settembre 2016 la NASA ha lanciato in orbita la sonda OSIRIS-REx (dal Launch Complex 41 di Cape Canaveral) progettata per compiere una missione spaziale per l’esplorazione degli asteroidi nell’ambito del Programma “New Frontiers”.
Il piano di volo prevede che la sonda raggiunga l’asteroide Bennu, indicativamente nel 2019; dopo sei mesi trascorsi in orbita attorno all’asteroide, la sonda preleverà un campione di almeno 60 grammi di regolite ovvero la componente dalla sua superficie che porterà sulla Terra nel 2023.

Alle 18:52 del 22 settembre 2017 la sonda della NASA OSIRIS-Rex ha sfruttato l’attrazione gravitazionale della Terra per “lanciarsi” a tutta velocità contro l‘asteroide Bennu, che raggiungerà nel 2018. La cosiddetta fionda gravitazionale, una manovra nota come manovra RENDEZVOUS , è stata decisa dagli ingegneri dell’Agenzia aerospaziale americana per risparmiare carburante e correggere la traiettoria che porterà la sonda verso il suo obiettivo.

La fionda gravitazionale di OSIRIS-Rex ha creato un effetto affascinante, poiché abbassandosi a 17mila chilometri di altezza, sorvolando l’Antartide a circa 30mila chilometri orari, è diventata brillante come una stella. Moltissime persone dell’emisfero australe si sono appostate con telescopi e telecamere per osservare e immortalare l’inconsueto evento.

Dopo intensi studi ed osservazioni telescopiche si è potuto determinare con sufficiente accuratezza l’orbita di Bennu. La sua orbita lo porta ad avvicinarsi al nostro pianeta ogni sei anni. Nel 2009, Andrea Milani e collaboratori hanno individuato una serie di otto potenziali impatti con la Terra tra il 2169 ed il 2199. La probabilità d’impatto collettiva dipende dalle proprietà fisiche dell’oggetto, al momento poco conosciute, ma non sarebbe superiore allo 0,07 % per tutti gli otto incontri. Un obiettivo della missione è quindi quello di acquisire quelle informazioni sulla forma dell’asteroide e sull’accelerazione cui è soggetto per l’effetto YORP, (In astronomia l’effetto YORP indica una variazione, indotta dalla radiazione solare sull’orbita degli asteroidi; questa spinta è misurabile col radar. L’effetto viene prodotto nel momento in cui gli asteroidi assorbono energia dal Sole e la re-irradiano nello spazio come calore), necessarie a determinare con maggiore accuratezza la probabilità d’impatto.

Inoltre lo studio e l’esplorazione degli asteroidi permette di acquisire informazioni sulla formazione del sistema solare. Gli asteroidi, infatti, sono i residui del processo che ha condotto alla formazione dei pianeti. Inoltre, potremmo ricavarne informazioni sull’origine della vita: alcuni asteroidi contengono grandi quantità di carbonio, in uno stato primordiale, mentre tracce di molecole organiche sono state trovate in alcuni meteoriti e sulle comete.
E così possiamo dire che la sonda OSIRIS-Rex andrà a caccia dei cosiddetti mattoni della vita studiando il lontano asteroide Bennu.

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