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#Politica, effetti collaterali della Legge Fiano. A proposito di apologie politiche!!!

La Consigliera Maria Pina Piroli, presenta al Sindaco di Soragna (Parma) la mozione per bandire la possibile apologia comunista in Italia.

Il faro on line – Quando Emanuele Fiano ha proposto una legge contro l’apologia fascista, probabilmente, non ha pensato che avrebbe potuto scaturire “effetti collaterali“. Ricordiamo che alla Camera dei deputati tale Legge è già passata ed ora la parola spetta al Senato. Nel frattempo, è di questi giorni la notizia apparsa su alcuni giornali, che riportano la mozione presentata dalla Consigliera Maria Pina Piroli (Soragna ci Lega) in Consiglio Comunale in un  paesino di circa 5.000 anime nella provincia di Parma.

La Consigliera Piroli con la sua mozione, ha voluto impegnare il Sindaco Salvatore Iaconi Farina ad “avanzare al Governo la richiesta di perseguire penalmente con pene severe chiunque propaganda immagini o contenuti propri del partito comunista.

Secondo la Piroli, i contenuti racchiusi nella Legge Fiano, laddove sono da considerare validi motivi per bloccare l’ipotetica minaccia della possibile diffusione di un’apologia fascista, altrettanto, devono essere considerati utili per bandire la possibile diffusione di un’apologia comunista.

Nella mozione, la Consigliera di “Soragna ci Lega“, riprende i contenuti della Legge Fiano evidenziando che i comportamenti in questione sono da ritenersi punibili anche per chi persegue l’ideologia Marxista se commessi “attraverso la riproduzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti, persone, immagini o simboli a esso (il comunismo) chiaramente riferiti, ovvero ne richiamano pubblicamente la simbologia o la gestualità, con pena aumentata se il reato dovesse avvenire per via informatica”.

Le motivazioni che sostengono la mozione presentata dalla Consigliera Piroli, sono correlate a una lunga lista di crimini commessi dai regimi comunisti, quest’ultimi responsabili di aver “cagionato la morte di oltre cento milioni di persone sotto il simbolo della falce e martello“.

Il documento si chiude menzionando che, “ancora oggi il Partito comunista in molti paesi del mondo è sinonimo di feroci dittature o deboli democrazie, tra le più note: Corea del Nord e Venezuela“.

Quanto scaturito dalla proposta della Legge Fiano, dovrebbe farci riflettere su un fatto: esiste, realmente, vista anche la già approvata Legge Scelba del 1952, la possibilità di una minaccia dittatoriale nel nostro Paese?

Forse, si sta dando troppa importanza a concetti e sistemi che riguardano il passato della storia Fascista e come in questo caso, anche se provocatorio, Comunista.

Infatti, la stessa Piroli, come riportato da “La Stampa” in un articolo pubblicato ieri e in relazione alla reazione in consiglio da parte del PD, tiene a precisare che: “a sinistra non hanno capito che la mia è una provocazione: come al solito, si prendono troppo sul serio. E subito hanno tirato fuori il Nazifascismo, la Resistenza e i Padri Costituenti, tutto in maiuscole. Guardano sempre e solo indietro, mai avanti”.

A questo punto punto, aggiungiamo noi, forse, la politica dovrebbe più concentrarsi su fatti economici, sociali e culturali che riguardano i nostri tempi e risolvere al più presto le problematiche legate ai tanti disagi che i cittadini Italiani vivono quotidianamente, in merito alla disoccupazione, all’elevata pressione fiscale, all’emergenza casa, alla scuola, alla sanità, alla disabilità, all’immigrazione e a tanto altro che sarebbe lunghissimo da elencare e che, rappresenta una condizione sociale generale che conosciamo tutti, purtroppo, molto bene.