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Alfiere alle Olimpiadi Invernali, Arianna Fontana ‘Senza parole, questo per me, è un regalo grandissimo’

Senza alcun dubbio, la scelta fatta da Malagò. Doveva essere lei. Emozionata ed entusiasta. Già portabandiera a Sochi 2014

Alfiere alle Olimpiadi Invernali, Arianna Fontana ‘Senza parole, questo per me, è un regalo grandissimo’

Il Faro on line – Un atleta pratica il suo sport, solo per passione. E’ un fuoco che sente dentro e non ne può fare a meno. Allora va, nella sua disciplina e ci mette il cuore, sempre. E arrivano anche le medaglie. Frutto di quella passione. Frutto di un talento inestimabile.

Costruisce, mattone su mattone, una straordinaria carriera. Così, ha fatto Arianna nello short track e di questo lei ha parlato, durante la conferenza stampa della sua presentazione, come alfiere a PyeongChang 2018. Visibilmente emozionata, la plurimedagliata olimpica, del Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle.

Accanto a Giovanni Malagò, orgoglioso di una delle sue donne dello sport, che vincono sempre e molto, la Fontana ha raccontato le sue impressioni, post designazione portabandiera: “Sono davvero senza parole – ha detto, come riportato dal comunicato diffuso dal Coni – è un regalo grandissimo, per quello che ho fatto in questi anni”. Come un bimbo, che ammira il circo e che si diverte a giocare, con il suo peluche preferito, ha aggiunto: “Non vedo l’ora di sventolare il tricolore!”.

Di fronte ai membri della Giunta, appena conclusa nella mattinata di oggi, al Salone d’Onore del Coni, la Fontana, con la mente e il cuore già vive l’esperienza in Corea del Sud e non solo come alfiere dell’Italia Team della neve: “Il mio obiettivo agonistico è raggiungere la finale su tutte le distanze. Chi mi conosce sa, che voglio sempre di più”.

500, 1000 e 1500 metri. Da esse, sono nate le 5 medaglie a Cinque Cerchi che Arianna ha collezionato. La prima di bronzo a Torino 2006 in staffetta. A Sochi 2014, ben tre in palmares. Vicecampionessa olimpica nella mezza distanza dei 500 metri. Bronzo in staffetta nei 3000 metri e nei 1500.

Grazie ai tre podi conquistati in Russia, mentre in Italia era l’ora di pranzo, la Fontana portò il Tricolore, nella cerimonia di chiusura: “E’ stato già un grande riconoscimento a Sochi e sinceramente, tenerla anche per Pyeongchang, ci avevo pensato. Mi sono detta: chissà se tra 4 anni, ci sarò ancora come atleta e se toccherà a me ?”.

Voleva smettere la Fontana, dopo Sochi. Ha staccato per un po’. Ha provato altri sport, ma poi è rientrata, collezionando altri podi mondiali: “Doveva essere Arianna – ha detto Malagò, senza dubbi. Continuando – è la più giovane medaglista. Riceve il testimone da Federica Pellegrini. Come lei, giovanissime, vinse quelle estive ad Atene”. Simbiosi fortunata, senza dubbio. Come la scelta fatta dal Coni.

Si prepara allora, a tenere alto il Tricolore. Lo avrà dalle mani delle istituzioni politiche, il prossimo 19 dicembre. Un bellissimo regalo di Natale. Per lei e per il mondo della neve, tricolore. Destinazione sogni olimpici.