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#Ostia, altri tre mesi di chiusura per la pineta di Castel Fusano

Masi: "Ennesima dimostrazione di improvvisazione grillina". Bozzi: "La Raggi conferma la sua incapacità".

Il Faro on line – Dopo gli incendi che hanno colpito, a luglio scorso, parte delle aree della pineta di Castel Fusano e della pineta delle Acque Rosse provocando la perdita di un ingente e prezioso patrimonio naturale della città, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato una nuova ordinanza che prevede il divieto di accesso per i pedoni ed i veicoli nelle aree interessate per altri tre mesi, fino al 31 gennaio 2018.

Il provvedimento è finalizzato ad agevolare le operazioni, ancora in corso, di riduzione del rischio e messa in sicurezza dell’area con il taglio di arbusti, abbattimento delle piante e pulizia delle aree interessate dall’incendio. Per questo permane la necessità di adottare ogni iniziativa utile alla tutela dell’incolumità pubblica.

Nel contempo si sta avviando lo studio e la programmazione degli interventi di ricostituzione dell’ecosistema danneggiato dal fuoco.

Masi: “Ennesima dimostrazione di improvvisazione grillina”

“Oggi avrebbe dovuto riaprire la Pineta di Castel Fusano dopo i terribili incendi che l’hanno devastata e invece un’ordinanza del Sindaco proroga i termini di apertura al 31 gennaio. Il motivo? A quanto pare la bonifica e il controllo delle alberature a rischio, che dovevano essere effettuate nei mesi di chiusura come da loro dichiarazioni, sono andate decisamente a rilento e quindi la nostra Pineta rimarrà chiusa fino a fine Gennaio”. Lo dichiara, in una nota, il Coordinatore di Forza Italia del X Municipio Mariacristina Masi.

La velocità non fa parte della loro strategia politica, questo è evidente. Un mese per richiedere l’aiuto del Governo, altri tre mesi per la messa in sicurezza che non è ancora terminata. Le pattuglie dei vigili fisse all’entrata sono un ulteriore spreco di risorse, che potrebbero essere dirottate in altro, tanto non riescono a impedire l’accesso se non alle automobili. Pedoni e ciclisti frequentano quotidianamente la pineta come se nulla fosse.

Ancora una volta i grillini dimostrano che non hanno idea di come si gestisca la cosa pubblica. Sono impantanati e non sanno più come uscirne, portando la città allo sfacelo. Interverremo subito con i nostri rappresentanti per chiedere al Sindaco come mai si sia perso tutto questo tempo”.

Bozzi: “La Raggi conferma la sua incapacità”.

“Oggi le Pinete di Castel Fusano e delle Acque Rosse sarebbero dovute tornare a essere fruibili per i cittadini dopo che lo scorso luglio l’ordinanza della sindaca Raggi, le aveva rese off limits per ‘motivi di sicurezza’. E invece ieri con una nuova ordinanza la sindaca vieta l’accesso a pedoni e veicoli per altri 3 mesi: fino al 31 gennaio 2018”. Lo dichiara Andrea Bozzi Candidato Presidente al X Municipio delle Liste Civiche per l’Autonomia Ora e Un Sogno Comune.

“Gli interventi che in questi ultimi tre mesi e mezzo erano stati previsti dal Campidoglio a 5 Stelle – prosegue Bozzi – comprendevano fra le altre cose l’aumento delle telecamere e dei sistemi antincendio, l’acquisto di nuovi mezzi e autobotti, l’incremento del personale del Servizio Giardini, più 30 manutentori del verde, ripristino della recinzione compromessa e nuove piantumazioni delle alberature. Chi vive nel X Municipio sa bene che, dopo un po’ di circo iniziale, gli interventi previsti nell’ordinanza Raggi sono stati pari a zero con il risultato che, per forza di cose, il Campidoglio in fretta e furia è stato costretto a emanare questa nuova ordinanza.

Solo ieri Raggi prende atto che i lavori di messa in sicurezza nelle due pinete di Ostia ‘ancora non sono terminati e necessitano di tempi maggiori rispetto a quelli originariamente previsti’. Viene da chiedersi se e quando finalmente si potrà tornare a usufruire appieno della Pineta di Castel Fusano, ma soprattutto come la Raggi, pur considerando questo Municipio solo periferia, è intenzionata a porre rimedio a una situazione che, come in tante altre occasioni, ha dimostrato di essere assolutamente incapace di gestire”.