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Aperto al pubblico il restaurato Decumano di #Ostia Antica foto

La strada prolungava il percorso dell’antica via Ostiense ed era particolarmente ricca di monumenti, magazzini e locali

Il Faro on line – Conferenza stampa all’interno del Parco Archeologico di Ostia Antica, effettuata dalla direttrice del parco, l’archeologa d.ssa Mariarosaria Barbera, e a cui ha partecipato anche il ministro dei Beni Culturali e del Turismo on. avv. Dario Franceschini.

Sono stati aperti al pubblico 187 ambienti, per una superficie globale di 13mila mq., posti sulla sinistra del Decumanus Maximus ( il Corso dell’epoca attraversante la città sempre in direzione est-ovest che si incrociava ad angolo retto con il Cardus Maximus, il principale asse nord-sud).

Lo spazio ha goduto di un imponente restauro di consolidamento e pulizia degli edifici esteso per c.a. 700 metri lineari su una lunghezza totale di 2 chilometri.

Decumano, che prolungava il percorso dell’antica via Ostiense, attraversava tutta l’intera Ostia Antica ed era particolarmente ricco di monumenti, magazzini e locali commerciali inseriti fra portici, tabernae e domus (case di due o più piani, come testimoniato dalle relative scale ancora ben conservate in loco).

Sicuramente vi era un grande via vai di gente, se si pensa che la città portuale era abitata già di per se,in maniera fissa, da oltre 70.000 persone, più tutte quelle,che per motivi vari,ogni giorno venivano direttamente da Roma.

Fra gli altri ambienti, nell’area restaurata, insistono pure il cosiddetto Monumento Repubblicano, il Tempio Collegiale e la sede degli Augustali.

Mentre più avanti ad essi si apre il Caseggiato del Sole (che è un esempio di edilizia residenziale e commerciale) ed il Mitreo dei Serpenti i cui interessanti affreschi sono stati protetti da una nuova copertura.

Fra l’altro sono stati consolidati e restaurati i 31 ambienti nei quali si articolavano le Terme dell’Invidioso che ancora conservano ampi bei mosaici con figure marine.

I suddetti lavori sono durati 4 anni ed hanno risarcito i paramenti dei setti murari e ridato vigore a strutture emerse dagli sterri effettuati ai primi del ‘900 e del 1939-40.

Ogni ambiente è stato liberato dalla vegetazione infestante e studiato a fondo per individuare lesioni, punti deboli e precedenti interventi di restauro.

Due sono state le archeologhe responsabili dei vari lotti di cantiere le d.sse Cinzia Morelli e Paola Germoni, le quali si sono avvalse di una equipe multidisciplinare composta da altri archeologi e da architetti, rilevatori, restauratori, operai e giardinieri.

Il restauro dei 13mila metri di edifici sono costati 1,8 milioni di euro per una media di 138 euro al metro quadrato.

Vi è da dire che Ostia Antica (che all’apice del suo fulgore era la città più estesa posta sulle rive mediterranee) nata nel IV secolo a.C. come castrum (cittadella fortificata) ebbe il suo straordinario sviluppo quando divenne il porto di Roma, con un fiume Tevere navigabilissimo che come tale andava ben oltre la Urbs Aeterna, se si considera che ad Orte sono stati ritrovati i resti di un porto romano.

Una volta che Roma divenne la padrona incontrastata del Mar Mediterraneo ( il Mare Nostrum) Ostia divenne il perno eccentrico di tutti i suoi commerci e di tutte le sue economie.

A tal proposito basti dire che ad Ostia sbarcavano annualmente ben 150 mila tonnellate di grano con dei magazzini che riuscivano a contenerne anche 7 mila tonnellate ognuno; la “Via dei Mulini” ne annoverava ben 5 che all’epoca erano considerati i più grandi del mondo antico.

Il direttore Barbera ha voluto sottolineare come al contrario di Pompei, la cui storia fu tragicamente interrotta dal Vesuvio, ciò non è accaduto per Ostia Antica, per cui la città ha vissuto la sua vita sociale e commerciale con assoluta continuità per quasi mille anni consegnando ai posteri uno spaccato archeologico piuttosto unico dei vari secoli nei quali si è sviluppata.

Nel suo intervento il ministro Franceschini ha dichiarato che, nell’ambito dei fondi disponibili nella nuova finanziaria, 4 milioni di euro saranno destinati appunto al Parco Archeologico di Ostia, una cifra che lui stesso ha detto non essere sufficiente.

“L’utilizzo dei fondi comunitari per la rinascita di Pompei -ha aggiunto Franceschini- è ormai una best practice internazionale e che l’Ue e l’Unesco lo considerano un modello da seguire.

Per questo la nostra idea è quella di impostare insieme all’Unione Europea un piano che, su quel modello, consenta permanentemente di fare la manutenzione e la valorizzazione del Parco archeologico di Ostia antica.

É evidente che Ostia Antica è in una posizione straordinaria, -ha proseguito il Ministro- è a poca distanza dai milioni di visitatori che arrivano a Roma da tutto il mondo ogni giorno, è collegata da un treno e da un percorso bellissimo lungo il fiume”.

Il Ministro ha lanciato nell’occasione anche un appello alle aziende italiane, ricordando che l’Italia possiede una normativa di vantaggio fiscale che é l’Artbonus.

“Penso che se una grande azienda italiana decidesse di legare il suo nome a Ostia Antica -ha concluso Franceschini- farebbe del bene a se stessa e al Paese”.

Vi è da ricordare che l’Artbonus (comunque una novità assoluta per l’Italia) sta già dando i suoi frutti ed alcune aziende del Paese lo stanno già applicando in realtà culturali piccole,medie e grandi.

Fra l’altro lo stanno mettendo in pratica anche alcune regioni, con il Lazio che è stata la prima in assoluto a percorrere questa strada, andando ad inserire al primo posto del suo elenco lo splendido castello di Santa Severa.