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Elezioni regionali, attesa M5S per il voto, la Sicilia snodo per Palazzo Chigi

"Noi coerenti, lottiamo soli". Il peso della campagna sulla leadership di Di Maio.

Il Faro on line – “Comunque vada sarà un successo”. A poche ore dagli exit pool il M5S prova così ad esorcizzare il peso del voto in Sicilia. Un voto cruciale per la scalata a Palazzo Chigi di un Movimento che, vincendo le Regionali, dimostrerebbe anche come le difficoltà riscontrate al governo dei Comuni non abbiano intaccato il loro elettorato. Ma la vittoria resta difficile. “Non è un test nazionale”, sottolineava Luigi Di Maio, provando a sminare i possibili effetti di una sconfitta sull’Isola. Anche perché, a giocarsi molto in terra sicula, è stato innanzitutto il candidato premier M5S.

Tre mesi in tour, circa diecimila chilometri calcati da agosto a fine ottobre hanno trasformato Di Maio in una macchina elettorale che, lunedì, svelerà il grado della sua efficacia. “Sono sicuro che questa domenica saprete dare uno schiaffo all’arroganza di questa classe politica” scrive – nella giornata del silenzio elettorale – il candidato premier su facebook in un ultimo, accorato, appello all’ “incredibile” popolo siciliano.

Ma, in caso di sconfitta netta o perfino pesante, la tregua interna siglata con gli ortodossi potrebbe allentarsi, i malumori tornare a galla, le voci critiche nei confronti del vice presidente della Camera riprendere forma. Così come non a tutti, nel Movimento, ha convinto la scelta di sfidare Matteo Renzi al confronto tv martedì: confronto che segna, inevitabilmente, un cambio nella strategia elettorale del Movimento.

Da lunedì comincerà di fatto la campagna elettorale per il governo e, a partire dal confronto tv, anche quella di Di Maio. Programma, tour in Italia e all’estero, incontri con associazioni e imprese segneranno le settimane che mancano alle festività natalizie con il M5S che sembra – con la scelta del confronto tv – orientato a polarizzare ulteriormente lo scontro con Renzi.

Un Movimento che, come àncora di salvataggio in caso di sconfitta, punta innanzitutto sul fatto che potrebbe essere la prima forza politica in Sicilia, proprio come nel 2012. “Anche se non vinceremo avremo dimostrato che combattiamo da soli senza liste civetta e trucchi, continuiamo a restare puliti e coerenti”, è il commento che trapela dal Movimento alla vigilia del voto.

Ma il nervosismo c’è, e lo dimostra anche il piccolo incidente di ieri sera, quando i “big” M5S si sono irritati non poco per la presenza di alcuni cronisti in un ristorante di Palermo dove stavano per cenare. E rischia di pesare anche una campagna anti-impresentabili che, con il caso di Gionata Ciappina ha visto il M5S inciampare ancora una volta sulla scelta del futuro gruppo dirigente. Anche per questo, sulla risposta della Sicilia il Movimento si gioca almeno una parte del suo futuro. (fonte: ansa)