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Grasso, il Sindaco di #Civitavecchia chiarisca sulle mancate certificazioni antimafia

Grasso "Si deve chiarire una volta per tutte se l'Ati composta da Consorzio Stabile Sgm srl e Scala Enterprise srl abbia le necessarie certificazioni antimafia".

Il Faro on line – Il capogruppo della svolta Massimiliano Grasso interroga il sindaco Antonio Cozzolino per sapere se a proposito del contratto di appalto per il servizio di gestione integrata dei servizi di pulizia, custodia e portierato del comune di Civitavecchia, sia tutto regolare.

“In particolare – dichiara Grasso preannunciando il deposito dell’interrogazione – si deve chiarire una volta per tutte se l’Ati composta da Consorzio Stabile Sgm srl e Scala Enterprise srl abbia le necessarie certificazioni antimafia.

Infatti, come risulta anche da un recente accesso agli atti che ho effettuato, il 28 marzo scorso il direttore dell’ufficio contratti della Città Metropolitana di Roma Capitale, stazione unica appaltante per il Comune di Civitavecchia, comunicava all’allora dirigente dei Lavori Pubblici del Comune, ing. Pierluigi Carugno che a proposito della mandataria dell’ati, Consorzio Sgm, non era ancora pervenuta l’informativa antimafia da parte della Prefettura di Napoli (non di Roma, come scritto nella nota del dirigente, ndr).

Lo stesso dirigente Paolo Berno – prosegue Grasso- evidenziava come il Comune avrebbe potuto procedere alla stipula del contratto, trascorso il termine di 30 giorni dall’avvenuta completa richiesta alla Prefettura, secondo i termini di legge, anche in assenza della informazione del prefetto.

E così è stato, tant’è che ancora oggi risulta che l’informativa antimafia sul Consorzio Sgm non sia mai arrivata.

Ci sono lavoratori della stessa Sgm che da settembre attendono lo stipendio, mentre quelli pagati dall’altra azienda, Scala Enterprise, presente invece nella white list dell’informativa antimafia, lo ricevono regolarmente.

Essendo l’appalto unico e indivisibile, -spiega il capogruppo- il trattamento di tutti i lavoratori dovrebbe essere lo stesso, a prescindere dall’inquadramento in una o l’altra ditta dell’ati, nell’uno o nell’altro servizio gestito per il comune.

Invece non è così, perché di fatto ci si trova di fronte a due imprese distinte e separate che procedono altrettanto distintamente, creando situazioni di discriminazione tra i lavoratori stessi.

Alla luce di tutte queste circostanze, – conclude Grasso- credo sia doveroso da parte del Sindaco, soprattutto da parte del ‘Sindaco del movimento della legalità‘, anziché rimanere in silenzio (come del resto su questa ed altre recenti vicende stanno facendo le altrimenti di solito attivissime associazioni antimafia del territorio), fornire tutti i necessari chiarimenti e adoperarsi affinché tutti i problemi e le suddette anomalie siano superati”.