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Igiene urbana a #Latina, Bellini ‘La descrizione dei fatti viene trasformata per far intendere ciò che non è’

Il capogruppo Lbc: "E' un dato incontrovertibile la produzione spropositata di accessi agli atti in questi mesi nel nostro comune".

Il Faro on line – “Siamo alle solite – scrive Dario Bellini, capogruppo consiglieri Latina Bene Comune la descrizione dei fatti viene trasformata per far intendere ciò che non è.

Lo si fa per puro calcolo politico, per piaggeria o per un titolone sul giornale. Accade oggi su un atto che nessuno ha mai negato, è accaduto tempo fa su altri atti mai negati.

È accaduto ieri in commissione Affari Istituzionali – spiega Bellini – quando, con parole durissime, si voleva far passare il lavoro compiuto in otto mesi ed in collaborazione tra i commissari, come modificato da qualcun altro, atti e testimoni hanno dimostrato il contrario, quel lavoro era stato svolto e approvato dagli stessi commissari e nessun delitto era stato compiuto.

Certo, ricordarsi con precisione cosa si è deciso insieme di approvare, nell’arco di otto mesi, non è qualità di tutti e proprio per questo servirebbe prudenza nelle parole e nei giudizi.

Oggi, – prosegue il Capogruppo – a suffragio dell’altrimenti insussistente e roboante accusa vengono citate leggi e sentenze che trattano di situazioni ben diverse, omettendo che nessuno ha mai negato l’accesso ad un atto.

Non si può pretendere che un dipendente, un funzionario, un dirigente smettano di svolgere il loro lavoro nell’immediato per soddisfare la richiesta di un consigliere.

La legge su questo tema ammette elasticità tra le esigenze di un’amministrazione limitata in uomini e mezzi e le istanze di un consigliere.

Leggi e sentenze sanciscono e condannano anzi l’uso macchinoso e strumentale che in taluni casi si è fatto e si fa di questo mezzo, nella volontà di certa malata politica di rallentare o screditare l’azione della macchina amministrativa.

Possiamo citare la sentenza del Consiglio di Stato n. 4471 del 2005:
“…il Consigliere Comunale non può abusare del diritto all’informazione riconosciutogli dell’ordinamento piegandone le alte finalità a scopi meramente emulativi…”.
Oppure ciò che il Ministero dell’Interno osserva riguardo la sentenza del Consiglio di Stato n. 6960 del 2006:
“…la necessità di arrecare il minor aggravio possibile, sia organizzativo che economico, agli uffici ed al personale dell’Ente.”

Non sarà sicuramente questo il caso, -afferma Bellini- è però un dato incontrovertibile la produzione spropositata di accessi agli atti in questi mesi nel nostro comune.

Vi è poi un passaggio contingente di una partita molto importante che in queste settimane si sta svolgendo con la creazione di un’azienda speciale, il precedente annullamento di una gara europea per l’assegnazione del servizio rifiuti ed un ricorso al Tar presentato da una delle ditte proponenti.

In questo contesto più di un consigliere di opposizione nella commissione Trasparenza presieduta dalla Zuliani, decide di sposare in pieno la tesi del ricorrente al Tar contro il comune, chiedendo in ben due commissioni Trasparenza chiarimenti a riguardo e -conclude il capogruppo consiglieri Latina Bene Comune– non capendo o non volendo capire che si sta chiedendo di anticipare la memoria difensiva di un processo importante che deve ancora svolgersi.

Servirebbero prudenza e buon senso.”