Seguici su

Cerca nel sito

#Economia, dare equilibrio al mercato è possibile con il credito complementare foto

Uscire dalla logica della liquidità per accelerare lo sviluppo delle attività economico produttive

Il Faro on line – La Stampa, in un suo articolo di quest’ultimo trimestre, riporta dati positivi dell’ISTAT riguardo l’economia italiana. Eppure, questi stessi dati basati su chissà quali teorie, in pratica, non trovano riscontro tra gli attori del mercato delle attività economico produttive: Famiglie (consumatori) e PMI, le quali percepiscono tutt’altro: scarso potere di acquisto; disoccupazione; alta pressione fiscale; difficoltà di accesso al credito; mancanza di liquidità; ecc..

Quando si parla di crescita economica, forse, dovremmo parlare anche di un crescente benessere generale che dovrebbe coinvolgere la collettività.

ECONOMIA – PRIVATI E PMI

Purtroppo, così non è. Sono molte le difficoltà che tante Famiglie e PMI incontrano nel mantenere un equilibrio tra costi e ricavi nelle proprie economie. La logica su cui è basato il mercato economico finanziario, è legata all’utilizzo del denaro e del patrimonio che, sappiamo tutti, per chi ne ha molto (privati ed aziende), anche nei momenti di crisi permette di gestire le proprie risorse; per chi vive di stipendio o si trova nella condizione di dirigere una PMI, in particolare nei momenti di criticità economica, diventa tutto più difficile, perché i margini tra costi e ricavi, diventano sottilissimi e non permettono distrazioni. Anzi, in alcuni casi, pur senza distrazioni contabili, rimanere a “galla” diventa impossibile per molti e motivo di disfatta, soprattutto, per una mancata circolazione del denaro (liquidità). Come abbiamo già affrontato sulle pagine del nostro editoriale, la “tesaurizzazione” del denaro, più semplicemente, sottrazione del denaro alla circolazione nel mercato (persone che limitano gli  acquisti al minimo e tendono al risparmio; banche che non rilasciano finanziamenti; ecc.), crea un ristagno che blocca l’economia.

Non sono pochi i casi di famiglie ed imprenditori che hanno perso il proprio lavoro, la propria casa e si sono ritrovati in strada senza più niente su cui poter contare, senza parlare della possibilità di accedere al credito che diventa inesistente proprio a causa della situazione debitoria nella quale sono finiti.

LA SOLUZIONE ALTERNATIVA

Quindi, la soluzione è uscire dalla logica della liquidità. Ciò sta a significare che si deve trovare un “nuovo” (anzi vecchio) sistema per far girare l’economia e questo sistema, si chiama “credito complementare”.

La bella notizia, di cui purtroppo le istituzioni non parlano ma, di cui, come già suddetto, noi ci siamo  occupati nel nostro editoriale qualche mese fa, è che  questo sistema già esiste con oltre 5.000 progetti di “moneta complementare” nel mondo e diversi milioni di persone e aziende che utilizzano il pagamento a compensazione. Questo, in momenti di crisi, permette alle aziende (private e pubbliche) di uscire dalla “logica” e dalla “morsa” della liquidità, favorendo la domanda e l’offerta nel mercato economico produttivo.

E’ bene quindi, ricordare cos’è il “Credito Complementare”.

COSA E’ IL CREDITO COMPLEMENTARE

Per “Credito Complementare o Moneta Complementare”, intendiamo un accordo tra imprese economiche e un Ente di Credito Complementare in un circuito chiuso, nel quale è possibile scambiare beni di prodotti e servizi, tra tutti coloro che ne fanno parte”.

Pertanto, gli scambi avvengono per compensazione, secondo quanto permesso dalla legge ed esattamente dall’Art. 1241 del C.C..

Inizialmente, la moneta complementare si basava su uno scambio tra due soggetti. Ora, tale attività è stata strutturata in modo tale che lo scambio può avvenire tra una pluralità di attività economico produttive.

Il tutto avviene grazie alla costituzione di una “Camera di Compensazione” gestita da un Ente che ne regola le transazioni. In sintesi, le aziende che accedono al circuito della “Moneta Complementare”, aprono una loro linea di credito (complementare) presso la camera di compensazione dell’Istituto che gestisce la moneta complementare, come se dovessero aprire un qualsiasi conto corrente bancario. In questo caso però, il proprio conto in moneta complementare, non ha spese di gestione, né commissioni sulle transazioni, né interessi su eventuali crediti concessi dall’Istituto di credito complementare che sono, tra l’altro, rimborsabili senza termini di tempo specifici.

In questa “Camera di Compensazione” convergono le transazioni di tutte le aziende del circuito che si scambiano beni di prodotti e servizi tra loro.

Per spiegare meglio come tale sistema accelera il mercato, possiamo fare questo esempio pratico.

UN ESEMPIO PRATICO

Se l’attività “X” ha necessità di ristrutturare il proprio negozio per essere competitivo nel mercato ma, per effetto della scarsa liquidità e per il calo delle vendite, non può permettersi tale spesa, ecco che, laddove tale attività avesse aperto un “Credito Complementare”, potrebbe usufruire in parte o integralmente della ristrutturazione, fornita da una o più delle altre aziende aderenti allo stesso circuito. L’azienda “X”, ripagherebbe i lavori di ristrutturazione goduti, compensando tale debito con l’immissione nel circuito dei suoi prodotti e/o servizi, di cui la collettività di imprese aderenti possono, a loro volta, servirsi, in una sorta di scambio a compensazione.  E’ una forma di “baratto” in un contesto “multisettoriale di attività economico produttive“, ovvero, di chiunque possieda una partita iva (artigiani, commercianti, fabbriche, liberi professionisti, ecc.). E’ facile pensare, dopo questo piccolo esempio, come tale procedura liberi dal vincolo della mancanza di liquidità. E in questo modo, il mercato delle attività economico produttive, riaccelera le vendite e gli acquisti, sviluppando economia.

CREDITO COMPLEMENTARE IN SINTESI

Nel momento in cui l’economia rallenta, potremmo definire questo processo di compensazione per mezzo della “Moneta Complementare“, come un sistema che assolve a tre importanti processi:

  1. da’ fiducia alle aziende sulla base della loro capacità produttività e non sulla base del proprio patrimonio;
  2. da’ equilibrio economico al mercato stesso;
  3. sostiene il mercato delle attività economico produttive, conservando e aumentando l’occupazione

In libreria ci sono molte letture interessanti riguardo la moneta complementare, come ad esempio il libro di Alessio Lofaro – “EUROPA DUALE – Euro e moneta complementare – Crescita ed economia – Centro e periferia”. Così come  in internet, si possono trovare molti video che parlano di questo argomento sconosciuto a molti.

FUNZIONALITA’ DEL SISTEMA A COMPENSAZIONE

Di seguito evidenziamo in sintesi le funzionalità del Credito Complementare gestito in Italia da “ICC“, uno degli Enti più innovativi nel mercato di riferimento che sta coinvolgendo molte aziende italiane facendole uscire dalla morsa della logica della liquidità :

  • Ogni impresa che aderisce al circuito apre un conto in moneta complementare presso la camera di compensazione ICC, la quale registra ogni transazione;
  • Ogniqualvolta un’impresa compie un acquisto o una vendita di beni e servizi nel circuito, ICC registra un saldo di debito o di credito sul conto dell’impresa;
  • Alle imprese aderenti viene riconosciuta una linea di fido da ICC non gravata da interesse, a fronte di una ricchezza reale, rappresentata dalla capacità produttiva delle stesse;
  • L’impresa che vende non deve attendere che l’acquirente estingua il proprio debito, può spendere immediatamente il proprio credito verso qualunque altra impresa nel circuito (multisettorialità del Credito Complementare);
  • Specularmente, l’impresa debitrice dovrà onorare il suo debito vendendo i beni o servizi che produce a una terza impresa in un momento successivo;
  • In questo modo, ciascun conto può ritornare periodicamente a una situazione di equilibrio (saldo zero), ossia a una situazione in cui l’impresa in questione ha ceduto beni e servizi per un valore pari a quelli acquistati.

VANTAGGI PER L’ECONOMIA LOCALE

Questo significa che, la valuta complementare rimane all’interno della comunità favorendo gli affari dell’economia del paese.
Se crediti e debiti si compensano per tutte le imprese, l’effetto macroeconomico del circuito è di sostenere la domanda locale senza aumento della quantità di moneta o della spesa pubblica locale, ma solo grazie a un aumento degli scambi e della velocità di circolazione della moneta.

E’ per questo che un circuito creditizio di compensazione del genere non è inflazionistico.

A conclusione, per quanto sopra evidenziato nel presente articolo e in quello precedente del 5 agosto u.s., questo sistema di sviluppo del mercato delle attività economico produttive, inizia ad essere preso in seria considerazione in Italia, non solo dai privati ma, anche da Enti Pubblici, quali Comuni e Regioni, così come già accade, ad esempio, in Europa nelle città di Nantes in Francia e di Bristol in Inghilterra. Se a questo aggiungiamo che in Svizzera è dagli anni ’30 che circola la moneta complementare con enormi vantaggi per l’economia locale, per cui oggi esiste anche una Banca chiamata “WIR BANK” che rilascia mutui in credito complementare, perché non pensare che l’Italia possa risollevare la propria economia basandosi su questo sistema di compensazione?