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Fuori dal Mondiale 2018, le mancanze del sistema Italia e gli eventuali rimedi

Stadi di proprietà e crescita dei vivai. Punti importanti da cui ripartire. Si fanno ipotesi e proposte. E tutti attendono le decisioni di Tavecchio

Fuori dal Mondiale 2018, le mancanze del sistema Italia e gli eventuali rimedi

Il Faro on line – Probabilmente, a risentire negativamente di questa mancata qualificazione, non saranno solamente i diretti protagonisti del campo azzurro, ma soprattutto un intero mondo dietro. Quello che sogna di arrivare ai livelli della Nazionale italiana.

Ancora tuttavia, non si sa. Solo domani, Carlo Tavecchio incontrerà le Leghe di A e B, per decidere che cosa fare. Ma la domanda è : se ci saranno dei cambiamenti drastici del sistema, in che modo il bacino calcistico italiano potrà reagire ? Dipende sicuramente dalle strategie che verranno prese. Ed è anche facile, che niente scalfisca ciò che oggi, è in perenne movimento ed in modo autonomo. Ma se bisogna apportare dei mutamenti in gestione, amministrazione e programmazione, probabilmente le quasi 71 mila società di calcio in tutto il Paese saranno chiamate in causa.

Come indicato anche da Il Faro on line, lo scorso mese di maggio, il Report della Figc presentato alla stampa per il settimo anno consecutivo indicava i seguenti numeri : “(..) Sono quindi, 1.400.000, i tesserati, di cui 1.062.294, sono i calciatori, che danno anima e cuore, dietro ad un pallone, direzione porta. In aiuto di essi, arrivano i 25 mila tecnici, coadiuvati dai 233.141 mila dirigenti. Tra i 33.674 arbitri censiti, 1600 sono donne. Nel complesso, le società, in Italia, sono 13.120, con 70.868 squadre, che ogni giorno danno vita a 1600 eventi calcistici. Numeri enormi, che attestano come il calcio sia ancora cultura e colonna portante, del sistema Paese Italia”. Numeri enormi e quindi, grandi responsabilità ai vertici.

Altrettanti numeri importanti sono quelli del management. Finanziario, economico e gestionale. Quello italiano è un movimento calcistico dipendente dai diritti tv. I ricavi derivanti da questo ramo ammontano a 1153 milioni. Tantissimi ugualmente, ma limitati nel tempo e nella gestione. E senza stadi di proprietà (solo la Juventus attualmente detiene un impianto ben avviato e patrimonializzato), la situazione si fa ancora più difficile. Perché : le società di calcio non hanno altre entrate se non i ricavi del broadcasting e quelli della sponsorship. Questa branca vanta 414,8 milioni, in liquidi ricavati. E sta assumendo comunque nel tempo, un peso notevole.

Con il non mattone tuttavia, su cui investire e senza break even annuale roseo, da registrare ogni fine anno amministrativo, il sistema sta a metà. Rendere lo stadio un contenitore di eventi e di azioni che possano permettere di arricchire letteralmente, le casse societarie, è risolutivo. Con lo stadio di proprietà si creano nuovi settori di business interni. Si da lavoro a centinaia di famiglie e si finanziano gli altri settori gestionali della società.

Uno tra tutti, i vivai. Nota dolente. Se crescono i giovani nel settore giovanile, allora lo fa anche il movimento. Quello che scende in campo. La polemica più dura, alla mancata qualifica al Mondiale russo si è incentrata proprio su questo. Pochi talenti. Pochi italiani che giocano nelle rispettive squadre di appartenenza. Un modo potrebbe essere quello di ampliare i vivai. La Bundesliga lo fece e vinse i Mondiali in Brasile.

Uno degli aspetti che necessita di essere migliorato. Uno dei tanti, ma probabilmente il più importante, se poi sono i giocatori a scendere in campo e buttare il pallone in rete.