Seguici su

Cerca nel sito

Al Castello di Santa Severa in scena ‘Na principessa ca vuleva vivere’

L'evento in concomitanza con la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Santa Marinella – Alle ore 19 va in scena, in concomitanza con la  Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne nella Sala del Nostromo una rilettura di Gian Battista Basile di una delle fiabe più antiche e conosciute “Gatta Cenerentola” con la regia di Maria Concetta Galluso, per  affrontare il tema della violenza – non solo di genere-  attraverso il linguaggio teatrale.

Un’iniziativa del laboratorio teatrale “La Stazione dei Piccoli Artisti”, realizzata in  in collaborazione con la Regione Lazio, LAZIOcrea, Mibact, Comune di Santa Marinella e Coopculture.

Uno spettacolo che racconta, attraverso il linguaggio teatrale, la vicenda di una violenza espressa con atteggiamenti di superiorità, mortificanti, umilianti, una forma di bullismo e di segregazione. La fiaba vuole contrastare ogni pregiudizio, ogni modello affettivo disturbato, ogni stereotipo femminile sbagliato, perché la violenza non è un fenomeno emergenziale, ma strutturale, senza distinzione di genere, di ruolo, di razza.

La protagonista non è incontestabilmente buona e remissiva, ma una ragazza che si macchia di un omicidio volontario, assassinando la prima matrigna, e che imporrà la sua volontà  chiedendo al padre di portarle un dono dal suo viaggio. Una fanciulla in qualche modo artefice del proprio destino,  Zezzolla, o Lucreziuccia, o Cenerentola, è una ragazza che sa restare, che nutre ogni giorno con coraggio e una punta di irriverenza, il suo diritto e la sua volontà a  una vita migliore mettendosi al centro, sebbene tutto sembra spingerla ai margini. Il misterioso processo per cui le passioni si annodano e si annidano, si intrecciano, maturano strisciando lungo un cammino sotterraneo, ma senza mai spegnersi. In un andirivieni anche contraddittorio, ma vivo, come la vita, fatta di entrate e di uscite.

La sua non è una attesa passiva, aspetta è vero, ma tessendo la trama di un giorno migliore, prendendo coscienza delle proprie capacità, è la sua forza di volontà che le consente di essere aiutata, per usare le parole di Basile lei è “na principessa ca vuleva vivere”. Questa è la sua rivolta sociale.

Spettacolo non adatto a bambini minori di 12 anni. Informazioni  al numero t. +39.06.39967999