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Nel Lazio la campagna ‘Fermi Mai’ sul dolore muscolo scheletrico

Il dolore muscolo-scheletrico colpisce sei italiani su dieci con conseguenze importanti su lavoro, famiglia e vita sociale

È attiva anche nel Lazio la campagna di informazione “Fermi Mai! Via libera al movimento”, promossa da GSK Consumer Healthcare per favorire una maggiore informazione e consapevolezza sul dolore muscolo-scheletrico. La campagna sarà presente in tutta la Regione fino alla fine dell’anno con la distribuzione, presso 227 farmacie, di materiali informativi e consigli utili per contrastare dolori comuni come mal di schiena, dolori cervicali, muscolari e articolari.   Informazioni e consigli anche online con video tutorial e varie sezioni di approfondimento sul sito www.vialiberaalmovimento.it . In Italia coinvolte oltre 3.200 farmacie.

L’iniziativa prende il via sulla scia dei dati emersi dall’indagine Global Pain Index, promossa da GSK Consumer Healthcare (GSK CH), azienda internazionale impegnata da anni nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni per il trattamento del dolore. L’indagine ha coinvolto oltre 19.000 persone in 32 Paesi, tra cui l’Italia, e ha rivelato che il dolore muscolo-scheletrico affligge il 97% degli italiani e circa 6 persone su 10 ne soffrono settimanalmente.

Rispetto alla media globale, gli italiani sono tra coloro che riconoscono maggiormente l’impatto negativo del dolore muscolo-scheletrico sulla qualità di vita. Ne sono consapevoli oltre l’82% dei cittadini, mentre nel mondo la percentuale si attesta al 69%. Eppure 4 connazionali su 10 soffrono in silenzio e non parlano del loro dolore.

Notevole anche l’impatto economico e sociale del dolore muscolo-scheletrico. Nell’ultimo anno gli italiani sono stati assenti dal lavoro in media 3,3 giorni per malattia a causa del dolore muscolo-scheletrico, con un costo stimato per il Paese pari a 7,9 miliardi di Euro. Più della metà dei nostri connazionali pensa che il dolore* influisca negativamente sulla propria vita sociale e 6 genitori su 10 ritengono che sarebbero mamme e papà migliori se non ne fossero affetti.

“I risultati del Global Pain Index dimostrano come il dolore muscolo-scheletrico colpisca la quasi totalità della popolazione, indipendentemente dall’età, dal luogo di residenza o dal tipo di attività svolta” – spiega Cristián Dufeu, General Manager GSK CH Italia, Grecia e Israele – “GSK è convinta che nessuno debba necessariamente soffrire – in molti casi in silenzio – per problematiche che possono essere prevenute attraverso un corretto stile di vita oppure con trattamenti tempestivi e appropriati. Oggi iniziamo un nuovo cammino, per contribuire con il nostro impegno e attraverso il sostegno dei nostri partner scientifici e istituzionali a creare maggior informazione e consapevolezza sulla gestione di questa forma di dolore, per ridurne l’impatto economico e sociale”.

L’impatto economico e sociale sul sistema Paese

In Italia sei lavoratori su dieci devono affrontare regolarmente il dolore muscolo-scheletrico (62%). Negli ultimi 12 mesi, i lavoratori italiani si sono assentati in media 3,3 giorni per malattia a causa del dolore muscolo-scheletrico, con un impatto economico stimato pari a 7,9 miliardi di Euro. “Numeri che non lasciano indifferenti e che mettono in luce un problema significativo, per dimensioni e per le sue ripercussioni a livello economico, vista l’importante perdita di produttività complessiva, e sul sistema di Welfare – si pensi ad esempio agli effetti sul sistema previdenziale -. Un impatto, quindi, che non si esprime solo in termini economici totali per il sistema Paese, ma anche sulla qualità ed efficienza dell’uso delle risorse nazionali. – commenta Claudio Jommi, Presidente dell’Associazione Italiana di Economia Sanitaria, Professore di Economia Aziendale, Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università del Piemonte Orientale e Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Farmaci del Cergas SDA Bocconi – L’impatto sociale ed economico del dolore muscolo-scheletrico impone la necessità di ulteriori approfondimenti, dagli effetti potenzialmente benefici della prevenzione e trattamento di tale dolore, agli effetti economici del cosiddetto fenomeno del presenteismo, cioè la presenza sul luogo di lavoro in condizione di malattia”.

L’impatto sulla salute, sulla vita sociale e familiare degli italiani

I risultati della ricerca GPI mostrano che il dolore* cambia la percezione che si ha di se stessi, soprattutto nelle donne. Oltre la metà delle italiane che ne soffrono si sentono più anziane rispetto alla loro età (59% vs 48% degli uomini) e non si sentono attraenti (54% vs 39% degli uomini). Non solo, per gli italiani gli effetti negativi del dolore* peggiorano quando si diventa genitori. Sei connazionali su dieci (63%) pensano che potrebbero essere genitori migliori se non fossero affetti da dolore*, una percentuale superiore rispetto alla media globale (54%).

Un profilo, quello del dolore muscolo-scheletrico in Italia, che vede tra i disturbi più frequenti mal di schiena (33%), dolore a livello lombare (27%) e dolore cervicale (25%). “Le tipologie di dolore muscolo-scheletrico sono molteplici e possono attribuirsi a varie cause, tra cui il mantenimento di posture scorrette, il sovrappeso, ma anche stress e tensione derivanti da un stile di vita spesso frenetico. Una vita troppo sedentaria, ma anche un’attività fisica troppo intensa possono causare disturbi a livello di tendini, muscoli e articolazioni, che sono associati a manifestazioni dolorose di varia intensità. – spiega Claudio Cricelli, Presidente SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) – Il dolore acuto è un importante campanello d’allarme del nostro organismo, che non deve quindi passare inosservato, ma richiede la giusta attenzione per individuare e risolvere le cause sottostanti la manifestazione dolorosa ed evitare una sua degenerazione. Intervenire all’esordio del dolore permette anche di ridurne l’impatto negativo sulla quotidianità e sulla vita familiare, sociale e lavorativa”.

Trattamento del dolore: l’autodiagnosi e il ruolo degli esperti

A livello globale, gli italiani sono tra le persone che riescono a esternare maggiormente il proprio dolore muscolo-scheletrico; tuttavia quattro persone su dieci non ne parlano e soffrono in silenzio (40% degli italiani vs 47% a livello globale). Circa nove persone su dieci fanno qualcosa per il proprio dolore muscolo-scheletrico (90%), ma non tutti intervengono immediatamente all’esordio del disturbo. Infatti, soltanto quattro persone su dieci agiscono immediatamente (entro poche ore) alla comparsa del dolore muscolo-scheletrico (43%).

L’autodiagnosi rimane un atteggiamento comune per quattro italiani su dieci, anche se rispetto alla media globale gli italiani sono più propensi ad affidarsi a esperti di settore (81% vs 67% a livello globale), come il medico e il farmacista. “Conoscere il dolore da cui si è affetti è il primo passo per affrontarlo nel modo più mirato possibile. In questo il farmacista ha un ruolo importante nell’intercettare il paziente e rinviarlo al medico per garantire l’approccio corretto alla gestione del dolore muscolo-scheletrico, evitando un ricorso improprio al fai da te o la sottovalutazione del disturbo di cui soffre. – commenta il Senatore Andrea Mandelli, Presidente F.O.F.I. (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) – I dati emersi dal Global Pain Index hanno fotografato molto chiaramente che il dolore muscolo-scheletrico è una condizione diffusa quanto invalidante, come sperimentiamo ogni giorno dal contatto con la popolazione, e che richiede un impegno comune su tutti i fronti, per mettere in campo azioni efficaci ai fini della prevenzione e della cura”.