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Mercato coperto di Fiumicino, Satta, ‘Ecco l’altra soluzione possibile’ foto

"Destrutturare l'esistente, usare i settori merceologici presenti in un modo moderno. Si può fare"

Fiumicino – Il mercato coperto di Fiumicino, simbolo in declino ma pur sempre nel cuore della città storica. Un’economia in affanno che potrebbe essere riqualificata, “non certo buttandolo giù per farne un parcheggio multipiano” afferma Luigi Satta, storico commerciante di via Torre Clementina, già consigliere comunale.

“Prima di avviare un qualsiasi ragionamento, spesso portato avanti con argomenti sterili, su come ricercare soluzioni per il rilancio del mercato o decretare la fine di un’istituzione arrivata alla soglia dei sessantatré anni dalla sua apertura, bisognerebbe almeno conoscerne e rispettarne la storia.

Da cittadino fiumicinese – prosegue Satta – mi permetto qualche suggerimento, anche se potrebbe dar fastidio a qualcuno. Come tanti altri mercati, anche il nostro ha avuto un ruolo sociale importante nella vita quotidiana di qualche migliaio di fiumicinesi, in quel paesino degli Anni ’50. Il posto era frequentato anche da quei pochi residenti di Isola Sacra, la maggior parte contadini che tutti i giorni conferivano i loro raccolti nel mercato.

Purtroppo, forse qualcuno non si è accorto che il commercio nei 40 anni passati è cambiato; l’avvento delle aperture di nuove realtà commerciali, come centri commerciali- supermarket – centri market discount ecc ecc., ha cambiato le regole del gioco.

I banchi dell’antico mercato

Circa 35/40 anni fa, solo per memoria di qualcuno, nel mercato coperto (salvo qualche piccolo errore numerico) c’erano 5 macellerie, 1 norcineria, 1 vendita di carne equina, circa 4 produttori orto frutticoli, altri 4 frutta e verdura, 2 pizzicherie-panetterie, 2 vini olio, 1 emporio merceria e prodotti per la casa, 5 pescherie, 1 fioraio. E’ evidente che l’offerta dell’epoca era subordinata alla domanda, ma negli anni, con le nuove leggi sulla liberalizzazione del commercio, l’offerta è aumentata a dismisura.

Peraltro, in contemporanea, abbiamo anche assistito alla diminuzione del potere d’acquisto, all’implosione del sistema occupazionale, al cambio di relazioni sociali. L’offerta è aumentata a dismisura, i commercianti più anziani hanno abbandonato le attività senza avere una continuità familiare e il mercato coperto è entrato in agonia commerciale per la sempre minore domanda.

Se è vero che dai commercianti non è arrivata una presa di coscienza del cambiamento, altrettanto si può dire della politica locale; gli amministratori degli anni passati non hanno investito in una politica che prevedesse una ristrutturazione infrastrutturale, e culturale, di quei pochi commercianti che resistevano stoicamente difendendo 60 anni di storia.

Ma oggi come oggi, se il mercato non funziona, è solo perché è “vecchio” il modo di proporsi, non perché non ci sia un’utenza pronta ad entrarvi. L’aumento delle abitazioni a Isolato stazione, via Foce Micina e circondario, è andato di pari passo con la crescita demografica. Di contro però mancano luoghi di aggregazione.

Ecco l’uovo di Colombo: trasformare quel mercato vecchia maniera in un mercato moderno, con la possibilità di vendere ma anche di degustare, puntando su settori che possano attrarre come lo street food, che può essere di carne, di pesce o di verdure con tanto di pane a supporto. A ben vedere , ci sono tutti gli ingredienti (è il caso di dire) per rilanciare il vecchio mercato in una nuova prospettiva, a patto che anche il layout dell’edificio, come si dice adesso, sia più accattivante.

Nulla a che vedere certo con l’obbrobrio di un cubo per ospitare macchine, il quale, peraltro, avendo poco spazio finirebbe per contenerne davvero poche. Non solo, ma è un assurdo pensare alla riqualificazione architettonica del centro storico partendo da via Torre Clementina per poi dimenticarsi della parallela, come se fosse un’altra cosa. L’amministrazione deve ampliare il restyling di via Torre Clementina anche su via degli Orti, compreso il mercato coperto, senza farla diventare la Cenerentola del centro storico.

Di più: ci sono terreni limitrofi al centro che sarebbero adattissimi ad ospitare anche un multipiano, con maggiore respiro e comunque vicinissimi al centro pedonale. Insomma – conclude Satta – si può fare. Oggi, con la carenza di spazi aggregativi, il mercato coperto non solo va mantenuto, ma migliorato, destrutturato e riproposto, fuori dai circuiti delle grandi lobby commerciali. Spero che il sindaco Esterino Montino riveda il progetto e pensi a un nuovo piano urbanistico per tutto il centro storico”,