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Civitavecchia, usi civici, la mozione di La Rosa contro la clausola dell’Università Agraria

I Consigliere comunale M5S: "Indirizzo ai dirigenti del Comune che non prendano atto della clausola vessatoria".

Civitavecchia – “I cittadini di Civitavecchia che liquidano gli usi civici delle proprie abitazioni si impegnano a non richiedere i soldi indietro qualora un tribunale dovesse dichiararne l’insussistenza.
Questa clausola è evidentemente vessatoria ed indegna per un’amministrazione pubblica, da qui la mozione che ho presentato in consiglio comunale affinché il Comune non prenda atto di questa clausola voluta dall’Università Agraria nelle sue determinazioni dirigenziali” – lo dichiara in una nota Emanuele La Rosa
Consigliere Comunale M5S.

IL TESTO DELLA MOZIONE

Premesso che:
Nelle determinazioni dirigenziali per la liquidazione degli usi civici viene inserita questa dicitura nel determinato:
“Dare atto che il proprietario s’impegna a non intraprendere azioni giudiziarie contro il Comune di Civitavecchia e/o contro la Regione Lazio per risarcimenti, rimborsi, pretese ecc. collegate ad eventuali future sentenze sulle quali scaturisca eventualmente la non sussistenza degli usi civici per i quali è stato richiesto lo svincolo”

Considerato che:

Questa presa d’atto avviene su una richiesta evidentemente vessatoria dell’Agraria nei confronti dei cittadini i quali non solo devono pagare somme considerevoli per liquidare gli Usi Civici, ma devono pure impegnarsi a non vedersi restituito quanto dato qualora la giustizia gli dovesse dare loro ragione e dichiarane l’insussistenza.

Le modalità e i costi per la liquidazione degli usi civici sono stati un freno al mercato immobiliare e all’edilizia per ristrutturazione, la pretesa che i cittadini non possano richiedere i soldi indietro qualora delle future sentenze dovessero dichiarane la non sussistenza è un vero sopruso.

Il Consiglio Comunale esprime il proprio biasimo nei confronti dell’Agraria per aver preteso che i cittadini che liquidano gli usi civici non possano più richiedere i soldi indietro qualora questi in futuro si dimostrassero infondati e da indirizzo ai Dirigenti, di volta in volta coinvolti, di non prendere più atto di questa pretesa nelle proprie determinazioni dirigenziali.