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Ermenegildo Rossi, il silenzioso eroe che ha sventato un attentato

Immobilizzò un terrorista su un aereo, arriva la medaglia d’Oro al Merito Civile

Ostia – Un eroe dei nostri giorni,  sconosciuto al grande pubblico ma – una volta tanto – non dimenticato dallo Stato. Un esempio anche e sopratutto per le nuove generazioni. Parliamo di Ermenegildo Rossi, dirigente confederale della Ugl, al quale è stata ufficialmente consegnata la medaglia d’Oro al Merito Civile con Decreto del Presidente della Repubblica, per aver sventato un tentato dirottamento su un volo Alitalia del 24 aprile del 2011.

La storia

Il volo era Parigi / Roma (Az 329); “Un attentatore armato di coltello – ricorda Ermenegildo Rossi dalle pagine di facebook –  teneva in ostaggio una collega, chiedendo che l’aereo fosse dirottato verso Tripoli in Libia, dove, da circa un mese, un intervento armato a guida Nato, ma composto da circa 19 paesi, compresa Italia e Francia, erano impegnati in un blocco navale delle acque libiche, o comunque nell’intento di interdire la zona al traffico aereo.

Rispondendo ad un istinto che non ha nome né forma precostituita, ho preso l’iniziativa e, da solo, sono riuscito a disarmare ed immobilizzare l’attentatore. Un gesto semplice, dovuto, naturale. Il silenzio che ha avvolto questo terribile episodio è, però, proprio “figlio” di quanto stava accadendo nel mondo e, soprattutto, in Libia.

La commozione

“In questo momento, per me, è molto difficile trovare le parole giuste per raccontarvi i sentimenti che mi suscita questa “massima” onorificenza. Essere annoverato tra le 814 persone che nei decenni hanno avuto l’onore di tale massimo riconoscimento, considerato che la maggior parte di loro sono perite durante l’atto eroico, magari per colpa di terroristi o piuttosto per colpa della “mafia” o durante i trascorsi conflitti, è per me un grande ed infinito onore, anche se mi sento molto “piccolo” al cospetto di questi Eroi.

I ringraziamenti

“Desidero ringraziare tutte le illustri autorità che hanno convenuto di riconoscermi la Medaglia d’Oro al Merito Civile, le autorevoli personalità, gli illustri componenti della Commissione che hanno visionato e deciso su quanto accaduto, il Ministro degli interni ed il Presidente della Repubblica.

Desidero ringraziare il Prefetto Luigi Pecoraro, colui che ha voluto fortemente che quanto accaduto su quel volo fosse messo in evidenza, proponendo egli stesso l’inizio della procedura di onorificenza.

Desidero soprattutto abbracciare e ringraziare l’intero equipaggio di quel volo … Cristina, Roberta, Bruno, il Comandante Giuseppe ed il Primo Ufficiale Stefano ... sono stati meravigliosi, professionisti impeccabili, ed hanno dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, quanto la preparazione e le acclarate capacità dei dipendenti Alitalia siano elevate, vero esempio di responsabilità ed affidabilità per l’aviazione mondiale.

Il ringraziamento più grande va, però, ai valori che rispetto e che mi hanno permesso di comportarmi in quel modo. Quegli stessi valori che, ogni giorno, ritrovo amplificati ed impersonati con maestria nel più grande dono che la Vita mi abbia concesso: mio figlio.

Caro Fabrizio, caro figlio mio, custodisci questa esperienza con amore, come sai fare tu.
Sei tu che mi hai fatto notare che il nostro Campione, Gino Bartali, premiato anche lui con la stessa medaglia d’Oro al Merito Civile per quello che ha fatto in tempo di guerra, ha detto:
“Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca”.
Fabrizio … grazie, ti voglio un bene infinito …. e se per tutti questi anni siamo stati in silenzio è perché questo è il giusto e onorevole atteggiamento che deve avere la nostra famiglia.
In alto i cuori e ad maiora, sempre!