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Le Rubriche di Il Faro Online - Animali

Le caprette ‘parlano’ e hanno anche un accento

I diversi gruppi di esemplari coetanei sviluppano un accento differente: un modo per riconoscersi e ritrovarsi nella mischia.

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Quando si parla di accento, inteso come cadenza, si intende un’inflessione tipica di alcuni dialetti o della voce di alcune persone. Quello che però non sappiamo è che non siamo l’unica razza animale ad utilizzarli.

Sarà capitato a tutti di aver trascorso del tempo con dei parenti o amici di un’altra regione ed accorgersi che pian piano si stava imitando la loro diversa cadenza. Questa esperienza però non è tipicamente “umana”, infatti succede anche le giovani capre che trascorrono intere giornate all’interno di gruppi di coetanei. Durante il secondo mese di vita, i capretti selvatici escono dalla boscaglia da cui si nascondevano per evitare i predatori. Insieme ad altri esemplari della stessa età formano un gruppo denominato “asilo nido”, sorvegliato da una o più femmine.

Alcuni esperti hanno analizzato i versi di 23 giovani esemplari di capra pigmea, figli dello stesso padre ma di madri diverse (per ridurre l’influsso della provenienza genetica). I capretti sono stati divisi in 4 diversi gruppi misti, formati da 5-7 esemplari. I ricercatori hanno testato il repertorio vocale degli animali a una settimana di vita, quando ancora vivevano con la madre, e a cinque settimane, il periodo in cui normalmente le capre selvatiche iniziano a frequentare gruppi di coetanei.

Se le capre geneticamente affini producono simili belati, anche i belati delle capre cresciute nello stesso gruppo si somigliavano, e diventavano ancora più simili con il passare del tempo. Segno che, nello sviluppo di una forma di comunicazione, l’apporto genetico conta, ma è ancora più rilevante il tempo che ogni esemplare trascorre con i suoi simili.

Il fatto che ogni gruppo mostrasse un accento particolare e riconoscibile era la prova che le capre sanno adattare i propri belati all’ambiente sociale in cui vivono, una capacità rara tipica di uomini, balene, delfini e pipistrelli. I diversi accenti potrebbero funzionare come riconoscimento per accedere ai diversi gruppi. Succede anche a noi italiani di riconoscere un proprio conterraneo attraverso i dialetti.

Per le capre può essere uno strumento in più per ritrovare il proprio gruppo smarrito e farsi riconoscere. Da questo possiamo capire come la particolare organizzazione sociale influenzi il modo di comunicare di questi animali. Inoltre questa capacità potrebbe essere più diffusa tra i mammiferi di quanto non si pensi. Anche altri ungulati potrebbero manifestare accenti particolari, e ulteriori studi dovranno far luce sull’argomento.

(Il Faro on line)

 

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