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Sitting volley, a lezione con Nadia Bala, ‘Lo sport mi ha insegnato a non arrendermi’ foto

Una grande forza lo sport, per Nadia. Al Liceo Majorana la sua storia per gli studenti. In collaborazione con Fipav Lazio

Sitting volley, a lezione con Nadia Bala, ‘Lo sport mi ha insegnato a non arrendermi’

Il Faro on line – Si è svolto giovedì 25 gennaio presso il Liceo Majorana di Guidonia l’incontro tra Nadia Bala, testimonial del sitting volley italiano e gli studenti.

Una giornata di riflessione, analisi e sport divisa in due sessioni: nella Sala Auditorium del liceo, con gli interventi di Nadia Bala e di Fabio Camilli, Vice Presidente della Fipav Lazio e referente regionale per le attività di sitting volley, e nella palestra dell’istituto dove gli studenti hanno partecipato ad una vera e propria lezione pratica della disciplina paralimpica.

A presentare l’attività inclusiva ai ragazzi è stato il Vice Presidente della Fipav Lazio, Camilli che ha sottolineato la grande forza di Nadia, un’atleta che ha dovuto reinventarsi campionessa di un’attività sportiva per continuare ad inseguire il proprio sogno: “Il sitting volley è una disciplina bellissima e stiamo cercando di diffonderla attraverso Sitting Volley – Together Is Better, il progetto realizzato dal CR Lazio in collaborazione con la Fondazione Vodafone Italia. Il sitting volley è uno sport faticoso ma molto divertente, si tratta di una pallavolo che si gioca seduti per terra. Ci tengo a ringraziare il Dirigente Scolastico Eusebio Ciccotti per averci ospitato in questo splendido auditorium, le professoresse Marta Mei e Barbara Serino promotrici del progetto “500 sfumature di sport” e il professore di arte Ciro Vitale, fotografo ufficiale di questo evento. Invito tutti gli studenti presenti a fare tesoro della testimonianza di Nadia, una lottatrice che non si è mai arresa”.

Oltre 400 i ragazzi che hanno interagito con l’atleta della nazionale femminile di sitting volley che ha raccontato la sua storia e lanciato un messaggio positivo ai giovani studenti: “Dopo che mi è stata diagnosticata la malattia ho attraversato un periodo di vita molto difficile, ma non ho avuto paura di chiedere aiuto e ho potuto contare sul sostegno della mia famiglia e dei miei amici – ha detto l’ambasciatrice del sitting volley italiano – sono riuscita a riprendere la mia vita. So che ci sono tanti problemi da affrontare, ogni giorno la vita ci mette di fronte a difficoltà che sembrano insormontabili, ma ogni cosa si può superare con la positività. Le sconfitte ci saranno sempre: piangete, state male! Ma poi rialzatevi! Non bisogna abbattersi per il bullo di turno, per un brutto voto, per una discussione con i genitori. Siate sempre ciò che siete e siate fieri di esserlo. Fatevi scivolare addosso le critiche e ricordate che siamo tutti diversi gli uni dagli altri”.

Alla domanda se avesse mai pensato di mollare, Nadia ha risposto con grande entusiasmo ed emozione.: “Sì, diverse volte. Ma ho un sogno, fare le qualificazioni mondiali, i mondiali e le Paralimpiadi. Lo devo alla mia famiglia e non importa se non vincerò, mi basta partecipare. Ho promesso a me stessa che ci voglio riuscire per la mia famiglia e per tutti quei ragazzi che non possono fare sport e guardano noi come punto di riferimento, poi potrò smettere”.