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Latina, parte il progetto per il rilancio dell’ex Scm-Gambro, Cecere ‘un discorso di giustizia sociale’

L'acquisizione da parte della Bsp Ph dello stabilimento ex Scm-Gambro è un segnale importante di sviluppo.

Latina – L’acquisizione da parte della Bsp Pharmaceuticals dello stabilimento ex Scm/Gambro di Latina scalo, rappresenta un segnale importante per lo sviluppo di questa azienda e per il rilancio del settore territoriale del chimico farmaceutico, visto l’ambizioso progetto legato alla creazione di un parco tecnologico destinato alla ricerca-sviluppo e alla realizzazione di un polo di eccellenza della manifattura farmaceutica nel sezione delle terapie innovative per la cura del cancro.

Una delibera regionale per 7,5 milioni di euro

Un piano che rappresenta non solo una indicazione rilevante in termine di ricadute occupazionali da qui ai prossimi anni, ma disegna anche un importante opportunità per l’università e la ricerca in generale, che dovrà aprirsi ed accogliere figure professionali di alto livello. E’ questo il risultato finale di una storia partita diversi anni fa, e che ha visto la stretta collaborazione tra imprenditore, istituzioni e sindacato per riuscire a trasformare un sito destinato alla chiusura, in una eccellenza industriale a livello mondiale.

Anche oggi è stata concertata un’azione sinergica che prevede una delibera regionale per 7,5 milioni di euro, riservata a dieci tra possibili contratti di sviluppo e accordi di innovazione, da attivare al Ministero per lo Sviluppo economico e a Invitalia, e che vedrà il sindacato presente al tavolo della discussione. Si tratta di progetti realizzabili in tutto il territorio regionale, tra i quali quello relativo alla Bsp Ph per il quale sono previsti 3,3 milioni di euro.

“L’importanza della notizia, – commenta Roberto Cecere, segretario generale della Cisl di Latina – che giudichiamo con molto favore, non può però farci dimenticare la storia recente dello stabilimento della ex Scm-Gambro e quelli che ne sono stati gli ultimi protagonisti, Una fabbrica è fatta di mura e macchine, ma anche di cuori e di sentimenti, e in questo caso di uomini e donne, che hanno creduto alla possibilità di poter salvare il loro lavoro e quindi la loro dignità di persone”.

‘Una questione di giustizia sociale’

Come si ricorderà infatti, nel maggio del 2013 i 62 lavoratori del sito, dichiarato fallito dal tribunale appena un mese prima, decisero di intraprendere una dura azione di lotta per rispondere alla contestata e strana decisione aziendale di mettere in cassa integrazione tutto l’organico nonostante la promessa di rilanciarne le attività. Quella notizia rappresentava l’anticamera del loro licenziamento e la perdita del posto di lavoro.

Da allora iniziò una assemblea permanente, durata fino alla fine di ottobre 2014, durante la quale i lavoratori e le lavoratrici si alternarono all’interno dello stabilimento in attesa di un compratore che si presentasse con un piano industriale vero e credibile in grado di realizzare lavoro concreto. 17 mesi dentro la fabbrica, giorno e notte, a vigilare affinchè nulla accadesse a quei macchinari che loro speravano di poter far presto ripartire.

“Oggi che nasce questo progetto – prosegue Cecere – e che il sito risorge a nuova vita, non dobbiamo dimenticarci di loro, Di chi ha dimostrato tangibilmente di voler credere ad un sogno, alla possibilità di avere di nuovo un lavoro e per questo ha vigilato giorno e notte per preservare il sito.

Se vogliamo, è un discorso di giustizia sociale che ci auguriamo venga preso in considerazione all’interno del progetto più grande legato alla ripartenza dell’ex Scm-Gambro. Non chiediamo privilegi, – conclude il Segretario generale della Cisl Latina – ma a fronte di giuste scolarità e professionalità utili all’azienda, ci sembra importante creare un canale preferenziale che renda finalmente giustizia a queste persone, visto che parte dell’investimento si farà con risorse pubbliche“.

(Il Faro on line)