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Le Rubriche di Il Faro Online - Cinema

Sono tornato: Ostia protagonista del film più discusso del momento

Ostia si conferma location ideale per la cinematografia nazionale. Ecco dove il regista Luca Miniero ha girato “Sono tornato”

Ostia – Non c’è dubbio che il film “Sono tornato” è in questi giorni il film più discusso della produzione cinematografica nazionale (1,083 milioni di incasso nei primi 4 giorni di programmazione). Lo sceneggiatore Daniele Guaglianone (Lo chiamavano Jeg Robot e Benedetta follia) con il regista Luca Miniero (Benvenuti al sud) hanno saputo gestire con grande acume e intelligenza il tema spinoso di un fantascientifico ritorno di Benito Mussolini (interpretato dall’eccellente Massimo Popolizio) 80 anni dopo la caduta dal fascismo.

Non c’è talk show o testata giornalistica che in questi giorni non tratti l’esperimento socio-cinematografico di “Sono tornato”, il che fa il verso al tedesco “Lui è tornato”: in Germania a piombare sull’attualità era stato Adolf Hitler, qui in Italia il suo epigono Benito Mussolini. Girato con la tecnica del docufilm, “Sono tornato” presenta spezzoni di candid camera tra la gente per cogliere le reazioni del curioso anacronistico incontro e scene di vera cinematografia d’eccellenza. Affiancano Massimo Popolizio un credibile Frank Matano (nei panni del giornalista Andrea Canaletti), che proprio nelle candid camera e negli scherzi telefonici ha esordito nello spettacolo, e una cinica Stefania Rocca.

Ovviamente le location individuate e individuabili nel film (nel sito visitareroma.eu ne trovi il dettaglio) sono principalmente quelle celebrate nell’epopea fascista: l’Eur, i Fori Imperiali, piazza Venezia, Villa Torlonia. E non poteva mancare Ostia, considerata dal regime l’affaccio di Roma sul Mediterraneo e, quindi, sul nuovo Impero.

Massimo Popolizio nei panni di Benito Mussolini nello stabilimento Plinius di Ostia per il film

Massimo Popolizio nei panni di Benito Mussolini nello stabilimento Plinius di Ostia per il film “Sono tornato”

Due, in particolare, le location individuate dal regista, anche se poi sono diverse le camera car che mostrano come fondale lungomare Amerigo Vespucci (si riconosce l’insegna del ristorante La capannina) e la Litoranea: lo stabilimento balneare Plinius e il chiosco del sesto cancello della spiaggia libera di Castelporziano.

Al chiosco del sesto cancello della spiaggia libera di Castelporziano avviene una scena clou: è lì che Mussolini si macchia di un delitto spietato e ingiustificato che rischia di minarne la credibilità. Uccide il cane Filippo sotto gli occhi increduli della padrona e questo gesto verrà rievocato in un talk show.

Il Plinius, invece, è utilizzato solo come set per una passeggiata di Canaletti e Mussolini. Una coincidenza merita di essere segnalata: nel 1985 quello stesso stabilimento e proprio il punto in cui vengono ripresi Canaletti e Mussolini vennero usati dal regista del film per la tv “Io e il duce”, Alberto Negrin, per una scena di bombardamento recitata da Anthony Hopkins e Susan Sarandon.

Un'immagine aerea del Plinius di Ostia scattata nel 1936

Un’immagine aerea del Plinius di Ostia scattata nel 1936

D’altra parte il Plinius è uno stabilimento balneare che esprime al meglio l’architettura fascista. Il progetto del 1932 è firmato dall’architetto Leopoldo Botti e riguarda “uno stabilimento balneare di tipo signorile”. L’impianto, che assunse inizialmente il nome di Excelsior, comprendeva 590 cabine che potevano ospitare 2530 bagnanti per turno e ”i casotti in legno erano smontabili in soli 30 minuti e potevano essere facilmente rimossi al termine della stagione estiva”. La costruzione stabile era formata da due fabbricati distinti collegati tra loro a mezzo di un ampio pontile. La scalinata monumentale affacciata sulla strada portava al livello sopraelevato dove erano ospitati amministrazione e direzione. Al piano superiore un ufficio ed il bar. Nel corpo affacciato sul mare, ai piedi del quale si distende tuttora un pontile fatto costruire nel 1935, sul piano terra c’erano la tavola calda e altri locali, al primo piano una terrazza ed il ristorante. Sotto il pontile di collegamento, 42 cabine, i locali del pronto soccorso e quello per i bagnini. Durante la guerra il corpo centrale venne distrutto dai tedeschi e fatto ricostruire nel 1946 nella forma attuale.

Sono innumerevoli i film girati nello stabilimento Plinius: da “Desiderando Giulia” a “Camere d’albergo” a “Gallo cedrone” tutti sono elencati e descritti nel libro “Ostia set naturale”. L’ultimo ciak che vede come protagonista il Plinius è “Basta credere (Io c’è)”: a settembre il regista Alessandro Aronadio ha girato con Margherita Buy protagonista. Data prevista di uscita il 29 marzo prossimo.