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Morte di Pamela Mastropietro, il Gip esclude l’omicidio di Oseghale

Confermato lo stato di fermo per il nigeriano, accusato di occultamento e vilipendio di cadavere.

A sei giorni dalla morte di Pamela Mastropietro il Gip di Macerata, Giovanni Maria Manzoni conferma le due accuse di occultamento e vilipendio di cadavere nei confronti dell’indagato Innocent Oseghale, ma ritira l’accusa di omicidio in assenza di prove certe.

A causa delle condizioni della salma, le indagini sulla morte e l’autopsia effettuata non hanno ancora permesso di certificare le cause del decesso della 18enne, se per omicidio oppure overdose. Si attendono gli esiti degli esami tossicologici.

Spunta un nuovo indagato

Nel libretto degli indagati un altro nigeriano, un pusher che in quella sera del 31 gennaio ha venduto la dose di eroina alla ragazza romana. La sera stessa, a Pollenza, l’assunzione della sostanza e il tragico finale.

Pamela ha avuto una crisi da overdose e io sono scappato“. Questa la versione di Oseghale, che nel riferire la vicenda ai magistrati nega su tutta la linea, dall’omicidio al vilipendio fino all’occultamento del cadavere e lo smembramento del corpo.

Se così fosse, rimarrebbe comunque il giallo sul ritrovamento da parte dei Ris dei vestiti di Pamela, ancora imbrattati di sangue, all’interno dell’abitazione del nigeriano, oltre a grossi coltelli da cucina e una mannaia.

Sono stati prelevati anche i dispositivi elettronici in modo da tracciare i movimenti dell’uomo negli ultimi giorni di vita di Pamela.

Quanto agli spostamenti della ragazza, gli investigatori hanno ricevuto delle nuove testimonianze da parte di un 45enne residente in zona, anche lui filmato attraverso i sistemi di sicurezza. Infatti, quando Pamela si è allontana dalla comunità il 29 gennaio l’uomo le aveva dato un passaggio. (Fonte ANSA)