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Elezioni 2018, l’Italia vota tra file e ritardi, caos bollino antifrode

Elezioni, tagliando rallenta seggi. Affluenza in aumento,alle 19 al 58,5%. Si teme che i seggi non possano chiudere per le 23

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Code ai seggi, ritardi, disguidi nella distribuzione delle schede. L’Italia alle urne col nuovo sistema elettorale registra un po’ ovunque lunghe file di elettori, soprattutto fuori dai seggi delle grandi città, Roma e Milano in testa.

L’affluenza, alle 19 intorno al 58,5%, registra un incremento rispetto alle Europee quando alla chiusura delle urne (alle 23) aveva votato il 58,69% degli elettori. A rallentare il voto, in particolare, le disposizioni circa il bollino antifrode, ovvero il talloncino apposto sulle schede per Camera e Senato che va rimosso richiedendo a scrutatori e presidenti di seggio delle operazioni in più.

Tanto che per velocizzare l’attività dei seggi nel pomeriggio i vicepresidenti sono stati autorizzati a supportare i presidenti circa le operazioni connesse proprio al bollino.

Ettore Rosato, candidato Pd e ideatore della nuova legge elettorale, interviene sul caso del tagliando antifrode e, dopo aver ricordato che fu votato all’unanimità, precisa che “non è prevista la trascrizione a mano del numero della scheda, che sta rallentando le operazioni, bastava prevedere solo etichette autoadesive”.

A finire in coda al seggio anche il leader della Lega Matteo Salvini che ha commentato “il ministero ha fatto casino”. Per evitare l’affollamento dei seggi in orario di chiusura Campidoglio e Comune di Milano nel pomeriggio invitano gli elettori “ad andare a votare il prima possibile”. Si teme che i seggi non possano chiudere per le 23 a fronte di lunghe code di elettori.

Ma non solo le file hanno caratterizzato la giornata. Ci sono stati anche ritardi e sbagli nella distribuzione delle schede.

A Palermo sono state ristampate nella notte le schede elettorali di 200 sezioni dove, per un errore nella perimetrazione dei collegi da parte del Comune, erano stati inseriti dei candidati di un altro collegio. Le schede sono state poi ridistribuite ma i seggi hanno aperto con ritardo tra le proteste degli elettori. Problemi analoghi risolti nella notte a Mantova dove però le operazioni di voto sono partite regolarmente alle 7.

Casi di schede con nomi dei candidati sbagliati si sono registrati anche nella Capitale e in Piemonte: in un seggio di Roma, nel quartiere Parioli, la presidente di seggio ha aperto e vuotato l’urna mettendo in una busta i voti degli elettori espressi fino a quel momento, 36, utilizzando le schede sbagliate, assicurando che gli elettori sarebbero stati ricontatti e fatti rivotare. Stessa situazione nel collegio di Rivolta Bormida e Castelnuovo Bormida, in provincia di Alessandria.

Nell’hinterland milanese, a Pioltello, nel napoletano e a Imperia alcune persone sono state denunciate perchè sorprese a fotografare la scheda, mentre una Femen è comparsa a seno nudo mentre Silvio Berlusconi stava votando per “annunciargli” che “il suo tempo è scaduto”, come aveva scritto sul suo corpo. La donna è stata indagata.

A Napoli la scrutatrice di un seggio ha improvvisamente iniziato a inveire contro i presenti e poi ha strappato l’elenco degli aventi diritto al voto. Voto all’esterno del giardino di una scuola invece per alcuni disabili di Padova a causa di un montascale rotto.

E persino il presidente del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli si sfoga in in un tweet: “la sezione al primo piano inaccessibile…io e tantissimi anziani costretti a votare in un seggio di fortuna. Vergogna!”. E in serata anche la notizia di tre elettori morti per un malore al seggio: una donna di 85 anni a Matera, un uomo di 88 anni a Pordenone e una 70enne che aveva appena finito di votare a Goro (Ferrara) stroncata da un infarto.

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