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Continua l’invasione dei dischetti di plastica sul litorale, colpite anche Sperlonga e Ventotene

Ieri, i dischetti sono "approdati" al porto romano di Ventotene, mentre, giorni fa, in centinaia hanno invaso le spiagge sperlongane.

Sperlonga e Ventotene – Nello stesso giorno in cui la Codacons  ha reso noto di aver presentato un esposto alle  Procure della Repubblica di Latina, Roma e Civitavecchia chiedendo di indagare sul misterioso fenomeno dei dischetti di plastica che stanno invadendo le coste della regione, questi hanno raggiunto un nuovo approdo: il porto romano di Ventotene. 

Stessa sorte, alcuni giorni fa, era toccata alle spiagge di Sperlonga, tanto che l’amministrazione comunale scriveva sulla propria pagina facebook: “Centinaia di questi oggetti di plastica sono comparsi sulle nostre spiagge. Abbiamo avuto notizia che il fenomeno è diffuso su tutto il litorale laziale.
Ci rivolgiamo ai produttori con un appello: non gettate i rifiuti in mare!
E un invito per tutti: proteggiamo l’ambiente e l’ecosistema marino dai danni dell’inquinamento. Ciascuno impegnandosi nel proprio piccolo.”

L’invasione e il relativo “giallo”, quindi, continuano, assumendo sempre più le dimensioni di un vero e proprio disastro ambientale.

Sarebbe stata scartata, intanto, la prima teoria che vedeva identificati i dischetti come delle cialde da caffè. L’idea che campeggia adesso è che siano dischetti impiegati nei sistemi di trattamento biologico delle acque (come i sistemi MBBR Moving Bed Biofilm Reactor): sono i supporti dove crescono i batteri che depurano l’acqua, assimilandone i nutrienti.

Le indagini, infine, per ora sono concentrate nel napoletano (le prime segnalazioni, avvenute verso metà febbraio, provengono da Ischia), poiché il fenomeno non si è ancora verificato nelle regioni più a sud.

In foto: parte dei dischetti ritrovati a Sperlonga.

(Il Faro on line)