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Simeone sui Punti di primo intervento in provincia di Latina ‘Se Zingaretti vuole salvarli modifichi il decreto che li cancella’

Simeone: "Ho inviato una nota a Zingaretti chiedendogli di mettere nero su bianco quanto affermato sul Punto di primo intervento di Minturno."

Latina e provincia – “Sui Punti di primo intervento della provincia di Latina è arrivato il momento di fare chiarezza”- afferma, in una nota, il consigliere regionale pontino Giuseppe Simeone.

Sono mesi che sentiamo il presidente Zingaretti dire che si salveranno, che non chiuderanno e che, come nel caso di Minturno, saranno potenziati. Ma siamo fermi alle parole. Tanto è che l’unico atto esistente che riguarda i Punti di primo intervento della provincia di Latina e del Lazio è il decreto di luglio 2017 nel quale in modo esplicito si afferma che entro il 31 dicembre 2018 i Ppi, tra i quali ovviamente i sette della nostra provincia (Sezze, Cisterna, Cori, Priverno, Sabaudia, Gaeta e Minturno) saranno trasformati in postazioni del “118” medicalizzata.

Attualmente- prosegue la nota- i Punti di primo intervento vengono utilizzati come ambulatori h24 in cui è possibile effettuare analisi di base (tramite il Poct), elettrocardiogramma, suture e terapia infusionale. Prestazioni che non si sa, stando sempre a quanto contenuto nel decreto, che fine faranno, a chi saranno assegnate, se semplicemente e come nelle peggiori delle ipotesi, saranno effettuate presso i già oberati Pronto soccorso della nostra provincia.

Procedere sull’onda dell’incertezza acuita nel disorientamento che dichiarazioni, come quelle di Zingaretti e Casati, creano per cittadini e operatori, non è più possibile. Per queste ragioni, fermo restando che siamo da sempre contrari alla chiusura dei punti di primo intervento, ho inviato una nota al presidente della regione Lazio Zingaretti e per conoscenza al direttore generale della Asl di Latina, Casati, chiedendogli, proprio a fronte delle sue dichiarazioni, di essere consequenziale e di mettere nero su bianco quanto affermato sul Punto di primo intervento di Minturno modificando il Dca di luglio 2017 e procedendo con un atto amministrativo non interpretabile a definire il futuro di ogni singolo Punto di primo intervento della provincia di Latina e del Lazio spiegando se intende chiuderli, potenziarli o trasformarli e con quali tempistiche.

Il tutto nel rispetto delle esigenze dei cittadini e delle legittime aspettative degli operatori che senza decisioni concrete sono condannati al limbo dell’incertezza. Oggi, infatti, i Punti di primo intervento, come dimostrano anche il numero di accessi21.000 a Minturno, 13.000 a Cisterna di Latina, 10.000 a Sabaudia e Gaeta, 9.600 alla Casa della Salute di Sezze, 6.000 a Cori e 5.200 a Priverno, se potenziati potrebbero contribuire in modo consistente a drenare ulteriormente i codici verdi e bianchi che sono tra le cause principali del sovraffollamento dei Pronto soccorso. Inoltre, la loro cancellazione, senza che esista una reale e consolidata rete territoriale di assistenza, non farebbe altro che impoverire la già fragile offerta sanitaria sul nostro territorio.

Ci auguriamo, infine – conclude la nota- che Zingaretti, memore delle dichiarazioni che lui stesso ha più volte rilasciato affermando che i Punti di primo intervento come quello di Minturno, non sarebbero stati chiusi, abbia coraggio e prenda carta e penna per mettere nero su bianco quanto al momento è solo annuncio buono per una campagna elettorale.

(Il Faro on line)